Robert Frost (1874-1963) – La strada non presa

Nella traduzione di Paolo Statuti (da Un’anima e tre ali) con uno scambio di mail in Appendice

Due strade a un bivio in un bosco ingiallito,
Peccato non percorrerle entrambe,
Ma un solo viaggiatore non può farlo,
Guardai dunque una di esse indeciso,
Finché non si nascose al mio sguardo;

E presi l’altra, era buona anch’essa,
Anzi forse con qualche ragione in più,
Perché era erbosa e quindi più verde,
Benché il passaggio suppergiù
Le avesse segnate ugualmente,

E ambedue quella mattina eran distese
Nelle foglie che nessun passo aveva marcato.
Oh, prenderò la prima un’altra volta!
Ma pur sapendo che strada porta a strada,
Non credevo che sarei mai ritornato.

Dirò questo con un lungo sospiro
Chissà dove e fra tanti anni a venire:
Due strade a un bivio in un bosco, ed io –
Presi quella meno frequentata,
E da ciò tutta la differenza è nata.

1920

Testo originale

Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;
Then took the other, as just as fair
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that, the passing there
Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
two roads diverged in a wood, and I —
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.

Appendice

Ennio Abate a Paolo Statuti

Caro Paolo,
a occhio, confrontando la tua traduzione in italiano con la prima [sotto] che ho rintracciato sul Web (e senza risalire all’originale), ho l’impressione di una maggiore semplicità. Ad es. ‘Peccato non percorrerle entrambe’ mi pare davvero più sintetico e spiccio di ‘e dispiaciuto di non poterle’ ; il ‘divergevano’ nel primo verso dell’altra traduzione è troppo geometrizzante).
Ma quel ‘Finché non si nascose al mio sguardo’ non rende troppo attiva la strada, come se fosse animata e volesse nascondersi? O è proprio questo il senso che gli hai voluto dare rispetto al più comune ‘fin dove si perdeva tra i cespugli’ della traduzione con cui sto confrontando?
Più avanti ‘distese nelle foglie’ mi pare più sciolto di ‘ricoperte di foglie’. E ‘Oh, prenderò la prima un’altra volta!’ più scattante di ‘oh, mi riservai la prima per un altro giorno’. Così ‘nessun passo aveva marcato’ mi piace di più rispetto a ‘nessun passo aveva annerito’; e ‘Ma pur sapendo che strada porta a strada’ economizza e semplifica rispetto a ‘sapendo che una strada conduce verso un’altra’.
Queste le mie impressioni di volenteroso lettore che non pratica la traduzione dall’inglese […]

Un caro saluto
Ennio

Traduzione tratta da:

*http://www.claudiomalune.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1331&Itemid=86

Due strade divergevano in un bosco d’autunno
e dispiaciuto di non poterle percorrerle entrambe,
essendo un solo viaggiatore, a lungo indugiai
fissandone una, più lontano che potevo
fin dove si perdeva tra i cespugli.

Poi presi l’altra, che era buona ugualmente
e aveva forse l’aspetto migliore
perché era erbosa e meno calpestata
sebbene il passaggio le avesse rese quasi uguali.

Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie
che nessun passo aveva annerito
oh, mi riservai la prima per un altro giorno
anche se, sapendo che una strada conduce verso un’altra,
dubitavo che sarei mai tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra molti anni:
due strade divergevano in un bosco ed io –
io presi la meno battuta,
e questo ha fatto tutta la differenza.

Paolo Statuti ad Ennio Abate

Caro Ennio, grazie per le tue email. […] Per quanto riguarda la poesia di Frost, condivido le tue osservazioni. Posso dire in linea di massima che nella traduzione poetica cerco l’immediatezza, la semplicità in senso positivo e a volte basta solo tradurre letteralmente senza strane e ingiustificate espressioni, che quasi sempre sono tutt’altro che poetiche, anzi direi che sono piuttosto prosastiche, insomma cerco di rendere la poesia con la poesia e non con la prosa. Inoltre tengo molto alla musicalità, a rispettare le rime quando ci sono o almeno a sostituirle con delle assonanze, per rendere la tonalità, l’armonia dell’originale. Infine, lasciami dire una cosa:
le mie versioni sono spontanee, istintive e non mi piacciono né mi interessano le elucubrazioni dei teorici della traduzione poetica. Un caro saluto. Paolo

8 pensieri su “Robert Frost (1874-1963) – La strada non presa

  1. …Sì, anch’io preferisco la traduzione di P. Statuti (pur non conoscendo la lingua inglese) perchè mi sembra più poetica, rende meglio la spontaneità e la disinvoltura del poeta R. Frost nella scelta , a un bivio, di una strada, di un percorso di vita , credo, che gli é costata solo una piccola esitazione…In là con gli anni, si sarebbe ricordato di quell’altra possibilità “con un lungo sospiro”, sempre si pensa di aver perso qualcosa…ma niente più, senza rimpianti: una scelta é una scelta…Una poesia questa che mi é sempre molto piaciuta, per quel senso di mistero
    Presento tuttavia una mia riflessione: noi “occidentali” nella vita vorremmo poter avere una seconda, una terza possibilità, una seconda, una terza vita…abbiamo tante aspirazioni e c’é sempre un senso di incompletezza nel nostro animo. Fa parte della condizione umana tale insoddisfazione, che però é anche precarietà e ricerca (visto che se ne é parlato in un altro post)? Può essere… ma , secondo me, contano molto anche le contingenze della nostra storia personale e collettiva, ad esempio per i bambini di Gaza o di altre parti del mondo non si porrà mai la possibilità di scegliere ad un bivio…per loro solo una strada interrotta o chiusa, come il recinto in cui vivono…

  2. Questa poesia è una di quelle che restano nel mio cuore. L’avevo segnalata ad Abate il quale l’aveva pubblicata sul vecchio Blog Moltinpoesia il 2 ottobre 2013, anche allora la rilessi con grande piacere. La traduzione di Statuti mi ha soddisfatta pienamente e la preferisco a quella del Web.
    La strada scelta è la strada della nostra vita non potremmo fare altrimenti, scegliamo per quello che siamo, finchè si può va bene così. Scegliere purchè sia in libertà.

  3. Gentilissimi,
    propongo questa mia traduzione di “The Road Not Taken”. Ho adoperato il verso alessandrino – il doppio settenario (piano, tronco e sdrucciolo) – che mi è sembrato molto adatto all’andamento narrativo della poesia.

    La strada non presa

    In un bosco ingiallito due strade divergevano
    e fu un vero peccato non poterle esplorare
    entrambe e ritrovarmi da solo in quel cammino.
    Mi fermai per guardare più lontano possibile
    la strada che svoltava laggiù nel sottobosco,
    poi presi l’altra al pari invitante ma che forse
    aveva un più sicuro pretesto, visto che era
    ricoperta dall’erba come avesse voluto
    rivestirsi, sebbene proprio per questo il passo
    dei viandanti le aveva rese pressoché uguali
    ed entrambe allo stesso modo si distendevano
    su foglie che nessun piede quella mattina
    aveva insudiciato. Oh, sarà un altro giorno
    che prenderò la prima strada! Ma dubitavo
    che sarei mai tornato, pur sapendo che strada
    a strada porta. Forse tra molti anni, non so
    dove, con un sospiro ti dirò: divergevano
    in un bosco due strade, presi quella che meno
    era stata battuta. E la differenza è qui.

  4. Non per vantarmi o per entrare in competizione ma mi sembra che questa traduzione alessandrina e doppio settenaria sia troppo discorsiva. Inoltre manca la musicalità data dalle rime.

    1. Nessuna competizione e nessun vanto. Solo una proposta per arricchire il ventaglio delle traduzioni possibili… e dei relativi commenti. Commenti relativi soltanto al dettato dei testi, ovviamente.
      Con viva cordialità.

    2. e va be paolo ma a te non va bene niente? Io preferisco la traduzione di paolo Ottaviani
      sii meno saccente paolo, e ascolta anche le critiche ed idee altrui, non sei nato imparato e se ti chiedessi chi ha diretto ‘IL MUCCHIO SELVAGGIO’ probabilmente non lo sapresti e lo cercheresti subito su wikipedia; quindi sii meno saccente e vanitoso.
      hai solo che criticato la traduzione di Ottaviani, non sei una persona che ascolta molto gli altri, li critichi e basta.

  5. …a me sembra che anche la traduzione della poesia di R. Frost presentata da P. Ottaviani abbia un suo valore, nell’ambito di un ventaglio di possibilità…certo é meno stringata ed essenziale, ma nemmeno tutti gli specchi sono uguali…Forse, proprio per via del verso alesandrino, inusuale e antico, aggiunge un certo incedere come trasognato e fuori dal tempo all’uomo del bivio

  6. La traduzione di Paolo Statuti… arricchisce di musicalità il verso del Frost, essendo questo poeta molto razionale e troppo discorsivo; qualche banalità di concetto viene dallo Statuti stemperata con parole lievi-musicali. Quel “divergevano” mi lascia di stucco e ha ragione Abate, quando afferma una geometrizzazione non solo del concetto ma pure del verso stesso… che se va bene all’orecchio americano, a “noi” (e a me) per nulla! La versione dello Statuti rispetto alle altre (ne conosco altra due) è notevolmente leggera sia nel concetto espresso che innanzitutto nella musicalità (Il tradutttore suona alcuni strumenti) che dunque rende i versi americani più docili ad altro ascolto; è da tener presente l’attenzione, meticolosa e puntuale, rimata quando occorre; e quando non è possibile risolve in altro suono il verso, che a dir la verità mi pare a volte migliore di quell’americano (succede spesso di versi italiani che tradotti in spagnolo, sono do migliore resa!). Plaudo dunque allo Statuti, come ho fatto coi versi di Puskin tradotti in italiano, nel mio saggetto. antonio sagredo.
    nb. colgo l’occasione di dare i sentiti saluti a Ennio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *