Fare poesie

Aspettando-Godot

di Cristiana Fischer

metapoesia combinatoria
di lingua e storia
perché il presente in frammenti
si presenti stupito
ai nuovi arrivati

metapoesia consolatoria
la mia storia dell’io
nel testo specchio
gibigianna solare o labirinto
crepuscolare

metapoesia mentale
inverse isometrie
ductus trasversale
spazio introflesso
generativo e computazionale

poesia metanarrativa luna e stelle
per l’amore
per l’eterno per Dio
nelle storie
ci sono anch’io

poesia diretta
di guerra non allude
ma recita la parte
sofferta
che si dà nella vita

mi sono chiesta
quale poesia mi piace e quale scrivo
e la risposta
è certa e ardua:
poesia volta per volta
metapoesia che si dice
e agisce comunicando
il come il dove e il quando

5 pensieri su “Fare poesie

  1. …la poesia di Cristiana Fischer per la chiarezza dei concetti espressi nelle varie strofe sul fare poesia, per lei ma non solo, mi sembra avere il valore di un manifesto. “Il manifesto della Metapoesia”, che si propone di raggiungere gli altri in frammenti poetici, dove sono presentati, di volta in volta: i chiaro-scuri del proprio mondo interiore, la testimonianza dell’esserci nella storia, le proiezioni della mente , le narrazioni di amore e di bellezza…La poesia, allora, nn ha finalità solo estetiche o letterarie, ma diventa , come metapoesia, uno strumento per agire nel mondo, per trsformarlo…Mi sento molto vicina a questo modo di intendere la poesia

  2. Ringrazio chi ha voluto commentarmi, certo che la poesia che parla di se stessa si volge contemporaneamente in due direzioni: verso la propria felicità espressiva e verso le intenzioni culturali che legge nelle poesie altrui.
    La metapoesia è quindi in sé un’operazione sia ingenua che critica e contiene un doppio avvertimento: quanto vi è di necessario, in rapporto alla propria felicità creativa, è anche e certamente un intento programmatico nei confronti della comunità dei lettori. Quindi è un “manifesto”, come scrive Annamaria Locatelli, ed è anche abilità giocoliera, e interrogazione sulla propria posizione, come hanno scritto Emilia Banfi e Leopoldo Attolico.
    Vi ringrazio ancora per le acute osservazioni.

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