Segnalazione. Su Gianmario Lucini ancora

Giovedì 8 novembre 2018 alle ore 18:00
105 poeti per la legalità e la responsabilità sociale
in ricordo di Angelo Vassallo e Gianmario Lucini
Introduzione di  Marina Marchiori e Ennio Abate
Parteciperà l’avvocato Marcella Catalano
Leggono i loro testi: Claudia Ambrosini, Anna Maria De Pietro, Mariella De Santis, Donato di Poce, Tomaso Kemeny, Alfredo Panetta, Mariacristina Pianta, Adam Vaccaro.
 

“L’antologia è dedicata alla memoria di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, ucciso dai mafiosi perché si opponeva a una politica di sfruttamento del territorio- alla cosiddetta “mafia del mattone”. Con questa piccola dedica, desideriamo che il nome di questo sindaco sia ricordato con le migliaia di eroi conosciuti come Peppino Impastato, Vincenzo Grasso, Lollò Cartisano,  Rocco Gatto, Rocco Chinnici, don Puglisi, i giudici Falcone, Borsellino, Livatino, ed altri citati nelle poesie, e i molti sconosciuti che hanno difeso, da soli, la libertà di tutti”.

Gianmario Lucini

 

Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene” E’ una frase di mio fratello di tanti anni fa ma quanto mai attuale. Sì, perché di mafia si deve parlare, per conoscerla meglio, per imparare a riconoscerla quando ci passa accanto. Se non conosci il tuo nemico difficilmente potrai sconfiggerlo. La poesia ha in sé una grande forza e in questa raccolta si riprende il suo ruolo nella società contemporanea e attraverso le parole in versi parla alle coscienze, alla sensibilità che c’è in ognuno di noi.

Rita Borsellino

Un pensiero su “Segnalazione. Su Gianmario Lucini ancora

  1. …davvero una bella raccolta di poesie questa curata da Gianmario Lucini per la legalità. Una lettura interessante per tutti e particolarmente formativa per i giovani, da proporre nelle scuole. Intendo la legalità che ha a cuore la giustizia, cosa che non sempre succede., vedi gli ultimi decreti legge…Ho letto questa frase di Ernest Wiechert, una vittima del nazismo, da “La selva dei morti” e la trascrivo: “…(la legge) non ha di per sé una vita esteriore, ma è affidata alle mani degli uomini che la professano e si frantuma e si annulla quando le mani smettono di sorreggerla e le labbra di professarla”…

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