SEGNALAZIONE

Giulio Napoleone
Il segreto di Fontamara
(qui)

Fontamara è stato uno dei più clamorosi casi letterari del Novecento italiano: pubblicato per la prima volta in tedesco a Zurigo (1933), il romanzo più famoso di Silone fu tradotto e amato in tutto il mondo prima che l’edizione italiana vedesse la luce (1945 su rivista, 1947 in volume). Nel corso di un lavoro di ricerca negli archivi dell’Internazionale Comunista di Mosca, Giulio Napoleone ha ora scoperto la più antica versione dell’introduzione e del primo capitolo di Fontamara, entrambe riconducibili al 1929-1930. Quali sono le differenze rispetto alla prima edizione? Perché il testo si trova in Russia? E come mai quando negli anni Sessanta il faldone 887 dedicato a Silone fu aperto, dal segretario personale di Togliatti e dal direttore dell’Istituto Gramsci, non fu portato in Italia insieme all’archivio del Komintern? Perché, infine, Silone non fece mai riferimento all’esistenza di questa versione? Basandosi sui documenti, Il segreto di Fontamara ricostruisce con la grande competenza dello studioso un capitolo decisivo della storia e della letteratura del Novecento italiano.

Nota inviata a Poliscritture FB da Giulio Napoleone:

In occasione dei quarant’anni dalla nascita del partito, fu decisa un’accurata attività di riordino degli archivi del Pci, voluta da Togliatti, che prese il via con l’analisi del patrimonio dell’Istituto del Marxismo –Leninismo di Mosca, cuore documentale della storia del movimento comunista mondiale. Proprio quando si era arroventato di nuovo il rapporto tra Silone e il massimo dirigente del partito comunista. Vecchie ruggini che risalivano agli anni Trenta, nate all’ombra di uno stalinismo imperante negli ambienti politici e culturali,quando lo scrittore era arrivato addirittura ai vertici dell’organizzazione comunista europea. L’opera di Silone faceva esplicito riferimento al mondo dei ‘cafoni’, quale elemento fondamentale per la realizzazione di un vasto fronte unitario e premessa indispensabile per la realizzazione di un “governo operaio e contadino” da contrapporre al governo fascista. Ma nel 1930,quando spedì a Mosca la prima parziale bozza di Fontamara, Silone sentiva già che la militanza volgeva al termine, che la sua malattia polmonare andava aggravandosi e che quindi era il momento di pensare a un futuro diverso, sempre al servizio dell’utopia, ma in una veste diversa, quella della scrittura. Senza dimenticare che, sebbene vivesse in clandestinità e all’estero, riusciva comunque a coordinare un partito allo stremo, come a sviluppare idee innovative, come quella di dar vita ad un romanzo, che nella sua prima dedica , mostra il cuore intorno a cui ruota tutto “Il segreto di Fontamara.” Una dedica diversa da quella che noi conosciamo, che apparve sulla prima edizione pubblicata in Svizzera e cioè al fratello Romolo e alla sua prima compagna Gabriella Seidenfeld. La dedica del dattiloscritto moscovita invece è un concentrato rivoluzionario. Un insieme di comuni militanti comunisti, dalle alterne vicende personali che, come lui, vivevano al fianco di una classe lavoratrice, in maggioranza fatta da contadini meridionali, non ancora pronta per la rivoluzione. Un messaggio che era stato richiesto dalla stessa Internazionale Comunista e che andava profuso anche attraverso l’opera letteraria, oltre che con gli usuali canali della propaganda. In questo Silone era un maestro, un fine conoscitore delle lingue oltre che un buon organizzatore, sebbene dal carattere complesso. La dedica dimostra come la prospettiva dell’opera era il suo nuovo modo di lavorare per la causa , nessuna rinascita, semmai l’ultimo atto d’amore verso la religione atea del marxismo, che fa pensare quindi a Fontamara come, non solo la prima vera esperienza letteraria dello scrittore, ma anche l’unica e l’ultima in chiave militante e solo successivamente rielaborata e fatta conoscere come segno di un nuovo ciclo, lontano dai dogmi e dalle strutture rigide del Partito. Ed è in questo scenario politico internazionale, con questa grande apertura di Mosca nei confronti del socialismo, che Fontamara, nel 1935 venne pubblicata in Russia, molto prima che in Italia. Così i contrasti personali e la lotta al trotzkismo, che nel 1931 allontanarono Silone dai suoi “compagni” italiani, fecero di lui un nemico del Pci, ed impedirono, per quasi un secolo, di svelare questo grande segreto, ovviamente tenuto anche da Silone, che “Fontamara” fosse stato scritto appunto per la “propaganda rivoluzionaria “ e per questo lungamente occultato.CASTELVECCHIEDITORE.COMIl segreto di Fontamara

2 pensieri su “SEGNALAZIONE

  1. Silone è uno scrittore che ammiro molto. Rivedo nei suoi scritti il mondo della mia infanzia e gli sono grato per averlo così bene descritto e raccontato. Il mondo dei cafoni cui appartenevo da piccolo è ancora vivo nella mia memoria.

  2. Durante la mia giovinezza ho letto molto di Silone, da “Fontamara” a “La Scuola dei dittatori”, da “Vino e pane” a “Il segreto di Luca”, da “Il seme sotto la neve” a “Una manciata di more”, da “Uscita di sicurezza” a “L’avventura di un povero cristiano”. Degli autori del Novecento, Secondo Tranquilli ovvero Ignazio Silone fu, forse, il mio preferito sia per le tematiche di cui si faceva portavoce sia per il modo di scrivere, molto vicino al dialetto e al parlato, e anche per questo di grande efficacia. Ricordo ancora la disperata ricerca di termini che neppure i dizionari registravano, perché locali o, al massimo, regionali. Tuttavia nulla sapevo della vicenda segreta di “Fontamara” della quale qui ho avuto notizia. Del che sono grato all’autore del post e al blog.

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