Archivi categoria: Appunti politici

Don Biancalani, le “sardine” ma anche un ripasso sul populismo

di Ennio Abate

Ho pubblicato volentieri il post di cronaca di Marisa Salabelle su don Biancalani (qui) ma devo precisare che queste pur lodevoli e buone e necessarie provocazioni non bastano. Nel senso che tutto questo giocare di fioretto sul piano  dei simboli e della comunicazione non permetterà mai di cambiare realmente i rapporti di forza oggi sfavorevolissimi tra – per abbreviare – “noi” e “loro”. Non credo di sottovalutare il peso  di certi messaggi simbolici, ma i problemi reali vengono solo sfiorati. Resta il fatto che la società non si smuove. E semmai, sul piano simbolico, il colpetto che danno Biancalani o le sardine è sommerso dal cupo  avanzare – lento, sotterraneo – di un malcontento che ha  toni sempre più razzisti e  qualunquisti-populisti. Non voglio fare il profeta di sventure, ma cosa succederà alle elezioni? E’ il movimento sottostante e preoccupante dell’insieme che ci sfugge, secondo me.

P.s. Stamattina ho letto un ragionamento di Roberto Fineschi sul populismo che dà senso a queste mie preoccupazioni e mostra quanto le cose da capire e fare siano più complesse. (E credo che rifletterci non significhi svalutare quello che fa don Biancalani o potrebbero fare le “sardine” da troppi frettolosamente snobbate).

L’ho segnalato così su POLISCRITTURE FB:

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Identità, appartenenza, sovranismo e populismo

di Giorgio Riolo

Periodicamente, nella vita quotidiana personale e nella vita collettiva, occorrerebbe procedere a una sana pulizia mentale e a un sano rifarsi i fondamentali. È piuttosto un’autoprescrizione, non un consiglio destinato ad altri. È “catartico”. I greci usavano questo termine propriamente per indicare la purificazione, il purgarsi.

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Negri su Balestrini

di Ennio Abate

Su “il manifesto” dell’8 giugno 2019 (qui) è comparso un ricordo di Nanni Balestrini scritto da Antonio Negri. L’ho letto, riletto, meditato e ho scritto questi appunti critici. [E.A.]

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Appunti politici/riletture/passato prossimo/2010

a cura di E. A.

Violenza, democrazia, diritto internazionale di Danilo Zolo

1. Quale democrazia?

Prima di iniziare questo mio breve intervento sul rapporto fra uso della forza, regimi democratici e diritto internazionale desidero precisare che vorrei fare riferimento a una nozione di democrazia un po’ rigorosa, che non si riduca ad una formula retorica o addirittura, come accade spesso nella comunicazione politica occidentale, platealmente propagandistica. Proporrei di lasciare da parte i modelli ‘classici’ di democrazia – quello partecipativo e quello rappresentativo -, perché troppo esigenti e ormai non realizzabili entro società differenziate e complesse. Potremmo attestarci, in via stipulativa, su una nozione post-classica di democrazia (schumpeteriana, pluralista, minimale), secondo cui un governo democratico è contraddistinto da un grado accettabile di responsiveness e di accountability. Un regime è democratico se le autorità politiche ‘rispondono’ alle aspettative dei cittadini rispettandone e promuovendone i diritti fondamentali, e se sono ‘responsabili’: se cioè devono rendere conto delle loro decisioni di fronte ad un elettorato capace di valutazioni sufficientemente autonome e competenti.

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Appunti politici/riletture/passato prossimo/2005

a cura di E. A.

Che gli Stati Uniti coprano quasi la metà della spesa mondiale in armamenti è abbastanza noto. Ma forse non tutti sanno che l’Italia occupa il settimo posto nella classifica per la spesa militare complessiva, staccando di ben quattro lunghezze una superpotenza nucleare come la Russia. In termini relativi l’Italia si fa ancor più onore: 362 dollari per abitante (equivalenti 2000) sono molto meno dei 1419 degli USA o dei 1551 di Israele; ma sono superati solo dalla spesa pro-capite di Arabia Saudita, Regno Unito, Francia e Giappone. La spesa militare globale, che si era ridotta fra il 1987 e il 1998 ed era aumentata moderatamente fino al 2001, ha subito un’impennata – a partire dagli USA – dopo l’11 settembre. Peraltro, nell’ultimo decennio il numero di attentati terroristici internazionali è in diminuzione e la maggior parte degli attentati contro obiettivi USA non ha matrice islamica o mediorientale, ma avviene in America Latina. Tra le regioni italiane la Toscana ospita la maggioranza dei militari statunitensi stanziati in Italia: su 15.500 militari ben 11.000 si trovano a Camp Darby (Livorno). A tutti dovrebbe interessare sapere che la rete di sorveglianza Echelon può controllare l’intero flusso globale delle comunicazioni mobili, oltre ad intercettare le informazioni via satellite e attraverso i cavi sottomarini. E anche che, secondo alcune fonti, lo sfruttamento sessuale dei bambini rifugiati è una pratica abbastanza diffusa fra i Caschi blu e gli operatori umanitari delle Ong e delle Nazioni Unite.

(da M. Deriu, Dizionario critico delle nuove guerre, con la collaborazione di Aloisi Tosolini e Daniele Barbieri, Editrice Missionaria Italiana, Bologna 2005, pp. 507, ISBN 88-307-1399-6. Recensione di Luca Baccelli https://www.juragentium.org/books/it/deriu.htm)

Cene

di Velio Abati

a W.

C’è bisogno di decenni, a volte, per vedere la tenacia dei legami stretti nei luoghi di potere; almeno nel nostro tempo, quando tutto ha un prezzo, la merce trabocca negli scaffali e da ogni angolo dell’esperienza quotidiana ti si proclama che la vita è nelle tue mani. Sospetto una continuità – non dico di sangue, ma di meccanica sociale, nel territorio italiano – tra i circoli famigliari evidenti nella struttura capitalistica moderna e quelli, insieme ristretti e diffusi, della borghesia comunale, i gruppi di eruditi seicenteschi, fino ai salotti illuministi. Non sorprende che originariamente fossero di clan, vista la loro recente origine feudale; degna invece di studio è la resilienza di siffatto automatismo fino ai nostri giorni, tanto che allo storico suggerisce per analogia la lettura delle ere umane trascorse e della loro attuale forza nelle forme del paesaggio agrario intorno a noi. Continua la lettura di Cene

Comunismo, poesia e nuovo governo

Si dovrà pur cominciare ad approfondire quanto accaduto in questi giorni con la laboriosa e a tratti sconcertante  nascita del nuovo governo Lega e M5S e ragionare su attese, paure, ombre, incognite. E perché non farlo  cominciando da una poesia che l’amico Lucio Mayoor Tosi ha pubblicato sul suo blog e mi ha inviato, dalla mia reazione e da una sua meditata replica? [E. A.]


Spread!

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Appunti politici (15): Sinceramente

 

di Ennio Abate

Ai miei interlocutori in questo scambio su POLISCRITTURE FACEBOOK (qui)
e in difesa della verità quando sembra (o è) detta «con le parole dell’errore»
[1].

Non mi travesto da geopolitico, da storico o da politologo, ma col senno di poi vi pongo due domande: – quale altra soluzione sarebbe stata possibile alla crisi vissuta dal movimento e dalle neo-organizzazioni politiche (“nuova sinistra”, “sinistra rivoluzionaria”, “neocomuniste”) che a partire dal ’68-‘69 agirono in Italia per tutti gli anni ‘70; – le spinte in quegli anni ad usare la violenza nella ricerca di una soluzione erano (almeno in parte) endogene ai soggetti sociali e a quelli statuali (e parastatuali) che allora si mossero o del tutto esterne e immaginarie? Continua la lettura di Appunti politici (15): Sinceramente

Appunti politici (14): I neofascisti visti da vicino

I neofascisti visti da vicino. L’inchiesta di Raimo raggiunge la quotidianità del fenomeno. E permette di  tenere conto degli aspetti antropologici spesso rozzamente cancellati o trascurati da chi parla dei fenomeni sociali ambivalenti e controversi senza cogliere la complessità della storia e intenderne continuità e discontinuità. [E. A.]

Ritratto del neofascista da giovane 
di Christian Raimo, giornalista e scrittore
29 gennaio 2018 10.26

Stralci:

1.

Tra i libri assegnati per la formazione ci sono Il Capo di Cuib dello scrittore nazionalista romeno Corneliu Zelea Codreanu, che cominciò a fare politica proprio fondando un movimento studentesco, oppure Militia di Leon Degrelle. Due testi che sono una sorta di manuali di formazione spirituale-militare, scritti con uno stile marziale che può sembrare quasi parodico. Continua la lettura di Appunti politici (14): I neofascisti visti da vicino