Archivi categoria: Appunti politici

Negri su Balestrini

di Ennio Abate

Su “il manifesto” dell’8 giugno 2019 (qui) è comparso un ricordo di Nanni Balestrini scritto da Antonio Negri. L’ho letto, riletto, meditato e ho scritto questi appunti critici. [E.A.]

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Appunti politici/riletture/passato prossimo/2010

a cura di E. A.

Violenza, democrazia, diritto internazionale di Danilo Zolo

1. Quale democrazia?

Prima di iniziare questo mio breve intervento sul rapporto fra uso della forza, regimi democratici e diritto internazionale desidero precisare che vorrei fare riferimento a una nozione di democrazia un po’ rigorosa, che non si riduca ad una formula retorica o addirittura, come accade spesso nella comunicazione politica occidentale, platealmente propagandistica. Proporrei di lasciare da parte i modelli ‘classici’ di democrazia – quello partecipativo e quello rappresentativo -, perché troppo esigenti e ormai non realizzabili entro società differenziate e complesse. Potremmo attestarci, in via stipulativa, su una nozione post-classica di democrazia (schumpeteriana, pluralista, minimale), secondo cui un governo democratico è contraddistinto da un grado accettabile di responsiveness e di accountability. Un regime è democratico se le autorità politiche ‘rispondono’ alle aspettative dei cittadini rispettandone e promuovendone i diritti fondamentali, e se sono ‘responsabili’: se cioè devono rendere conto delle loro decisioni di fronte ad un elettorato capace di valutazioni sufficientemente autonome e competenti.

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Appunti politici/riletture/passato prossimo/2005

a cura di E. A.

Che gli Stati Uniti coprano quasi la metà della spesa mondiale in armamenti è abbastanza noto. Ma forse non tutti sanno che l’Italia occupa il settimo posto nella classifica per la spesa militare complessiva, staccando di ben quattro lunghezze una superpotenza nucleare come la Russia. In termini relativi l’Italia si fa ancor più onore: 362 dollari per abitante (equivalenti 2000) sono molto meno dei 1419 degli USA o dei 1551 di Israele; ma sono superati solo dalla spesa pro-capite di Arabia Saudita, Regno Unito, Francia e Giappone. La spesa militare globale, che si era ridotta fra il 1987 e il 1998 ed era aumentata moderatamente fino al 2001, ha subito un’impennata – a partire dagli USA – dopo l’11 settembre. Peraltro, nell’ultimo decennio il numero di attentati terroristici internazionali è in diminuzione e la maggior parte degli attentati contro obiettivi USA non ha matrice islamica o mediorientale, ma avviene in America Latina. Tra le regioni italiane la Toscana ospita la maggioranza dei militari statunitensi stanziati in Italia: su 15.500 militari ben 11.000 si trovano a Camp Darby (Livorno). A tutti dovrebbe interessare sapere che la rete di sorveglianza Echelon può controllare l’intero flusso globale delle comunicazioni mobili, oltre ad intercettare le informazioni via satellite e attraverso i cavi sottomarini. E anche che, secondo alcune fonti, lo sfruttamento sessuale dei bambini rifugiati è una pratica abbastanza diffusa fra i Caschi blu e gli operatori umanitari delle Ong e delle Nazioni Unite.

(da M. Deriu, Dizionario critico delle nuove guerre, con la collaborazione di Aloisi Tosolini e Daniele Barbieri, Editrice Missionaria Italiana, Bologna 2005, pp. 507, ISBN 88-307-1399-6. Recensione di Luca Baccelli https://www.juragentium.org/books/it/deriu.htm)

Cene

di Velio Abati

a W.

C’è bisogno di decenni, a volte, per vedere la tenacia dei legami stretti nei luoghi di potere; almeno nel nostro tempo, quando tutto ha un prezzo, la merce trabocca negli scaffali e da ogni angolo dell’esperienza quotidiana ti si proclama che la vita è nelle tue mani. Sospetto una continuità – non dico di sangue, ma di meccanica sociale, nel territorio italiano – tra i circoli famigliari evidenti nella struttura capitalistica moderna e quelli, insieme ristretti e diffusi, della borghesia comunale, i gruppi di eruditi seicenteschi, fino ai salotti illuministi. Non sorprende che originariamente fossero di clan, vista la loro recente origine feudale; degna invece di studio è la resilienza di siffatto automatismo fino ai nostri giorni, tanto che allo storico suggerisce per analogia la lettura delle ere umane trascorse e della loro attuale forza nelle forme del paesaggio agrario intorno a noi. Continua la lettura di Cene

Comunismo, poesia e nuovo governo

Si dovrà pur cominciare ad approfondire quanto accaduto in questi giorni con la laboriosa e a tratti sconcertante  nascita del nuovo governo Lega e M5S e ragionare su attese, paure, ombre, incognite. E perché non farlo  cominciando da una poesia che l’amico Lucio Mayoor Tosi ha pubblicato sul suo blog e mi ha inviato, dalla mia reazione e da una sua meditata replica? [E. A.]


Spread!

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Appunti politici (15): Sinceramente

 

di Ennio Abate

Ai miei interlocutori in questo scambio su POLISCRITTURE FACEBOOK (qui)
e in difesa della verità quando sembra (o è) detta «con le parole dell’errore»
[1].

Non mi travesto da geopolitico, da storico o da politologo, ma col senno di poi vi pongo due domande: – quale altra soluzione sarebbe stata possibile alla crisi vissuta dal movimento e dalle neo-organizzazioni politiche (“nuova sinistra”, “sinistra rivoluzionaria”, “neocomuniste”) che a partire dal ’68-‘69 agirono in Italia per tutti gli anni ‘70; – le spinte in quegli anni ad usare la violenza nella ricerca di una soluzione erano (almeno in parte) endogene ai soggetti sociali e a quelli statuali (e parastatuali) che allora si mossero o del tutto esterne e immaginarie? Continua la lettura di Appunti politici (15): Sinceramente

Appunti politici (14): I neofascisti visti da vicino

I neofascisti visti da vicino. L’inchiesta di Raimo raggiunge la quotidianità del fenomeno. E permette di  tenere conto degli aspetti antropologici spesso rozzamente cancellati o trascurati da chi parla dei fenomeni sociali ambivalenti e controversi senza cogliere la complessità della storia e intenderne continuità e discontinuità. [E. A.]

Ritratto del neofascista da giovane 
di Christian Raimo, giornalista e scrittore
29 gennaio 2018 10.26

Stralci:

1.

Tra i libri assegnati per la formazione ci sono Il Capo di Cuib dello scrittore nazionalista romeno Corneliu Zelea Codreanu, che cominciò a fare politica proprio fondando un movimento studentesco, oppure Militia di Leon Degrelle. Due testi che sono una sorta di manuali di formazione spirituale-militare, scritti con uno stile marziale che può sembrare quasi parodico. Continua la lettura di Appunti politici (14): I neofascisti visti da vicino

Strategie e schieramenti in Europa

di Cristiana Fischer

1. Il 28 ottobre esce sul blog L’Italia e il mondo un articolo di Roberto Buffagni: “Due appelli, due Europe”, che analizza due documenti pubblicati sullo stesso sito qualche giorno prima.
Il primo si chiama “Appello per il rinnovamento democratico” ed è stato promosso da una importante istituzione democratica che ha sede a Bruxelles, nell’ambito del Forum 2000 riunito in maggio a Praga. L’Appello apre con la dichiarazione che “la liberal-democrazia è minacciata e chi la ha a cuore deve accorrere in sua difesa”. La minaccia proviene non solo da stati come Russia, Cina e altri regimi autoritari, ma anche da paesi illiberali, da governi che sono incapaci di rispondere alle sfide della globalizzazione, da processi politici sclerotizzati e disfunzionali, da burocrazie lontane e opprimenti. La conclusione del breve Appello dice: “Non ci sono scuse per restare in silenzio e per non agire. Non aggrappiamoci a una falsa illusione di sicurezza, mentre la democrazia è in pericolo. La attuale crisi offre ai democratici la possibilità di mobilitarsi, e dobbiamo coglierla.” Continua la lettura di Strategie e schieramenti in Europa

Appunti politici (11): io vs noi o io-noi?

Keith Haring, Acrilico su tela, 1988

 

di Ennio Abate

Replico al commento di Rita  Simonitto (qui) e aggiungo in Appendice alcune mie precedenti riflessioni su questo controverso tema  del rapporto  tra io e noi.  Ulteriori approfondimenti mi paiono urgenti e utili per collegare il piano “filosofico” sul quale stiamo conducendo la riflessione alle scelte pratico-politiche che si pongono  o vengono imposte sia ai singoli sia al noi che potrebbe essere Poliscritture.  [E. A.]

1.
Davvero un commento interessante, analitico ma complesso e in alcuni punti enigmatico e tendenzioso (per me). Forse per questo mi sollecita una replica altrettanto analitica per capire meglio dove va a parare.  La conclusione – l’anticipo –  mi pare questa:  Rita ha affrontato la questione del rapporto io-noi privilegiando il punto di vista di un io (non solo autobiografico) e mette in guardia dai rischi che esso corre ogni volta accetta (o si fa sedurre) dal noi. Continua la lettura di Appunti politici (11): io vs noi o io-noi?

Appunti politici (9): Fortini, la Cina di Mao e Solženicyn

di Ennio Abate

Replico   ad un commento di Roberto Buffagni apparso sotto  l’articolo “Migrazioni: punti di vista in contrasto” (qui). Lo riporto per comodità  all’inizio del post. [E. A.] 

Roberto Buffagni 17 agosto 2017 alle 13:57

Caro Ennio,
in breve:

1) Cina, Cambogia, Manifesto, Fortini. Non ho voglia di fare ricerche in biblioteca per documentare gli abbagli della “sinistra critica” sul compagno Mao e il compagno Pol Pot, ci sono e chi ha la nostra età se li ricorda. Fortini, che era una persona intelligente, di Pol Pot non si innamorò mai, della Cina di Mao sì, come attesta “Asia maggiore”, 1956, un diario di viaggio in Cina in cui Fortini, oltre a scrivere delle belle pagine impressionistiche su paesaggio della Cina e contadini cinesi, fa l’Alice nel Paese delle Meraviglie credendo a Continua la lettura di Appunti politici (9): Fortini, la Cina di Mao e Solženicyn