Archivi categoria: Giochi di specchi

Discutere di/con Poliscritture

Lamentazioni (brindisine) e 5 brani da L’Arrabbìco

Brindisi, Torre dell’orologio

di Antonio Sagredo

Questi due testi di Antonio Sagredo – Lamentazioni elaborato nelle ultime settimane, L’Arrabìco, “racconto lirico-epico picaresco” inedito risalente al 1977-1981 – sono una meditazione poetico-narrativa, autonoma e indifferente al tempo storico, sulla Morte. Attingono ad un immaginario continuamente indagato – brindisino ma anche boemo (per la formazione e gli studi dell’autore-, nel quale su un piano di finzione teatrale s’impongono immagini paurose e terrorizzanti: di malattia, di rituali funebri o magici, di miserie e rivolte sociali represse nel sangue. Ci vorrebbe uno studioso di Ernesto De Martino per penetrare nei meandri di questi testi e coglierne il senso arcaico e apocalittico, che – guarda le coincidenze che la storia dispettosamente propone! – l’epidemia/pandemia da coronavirus di queste settimane sta rimettendo in moto. In mancanza di tale guida, il lettore provi ad indovinarne uno suo anche approssimativo. Pescando magari analogie con il suo di immaginario. [E. A.]

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La disgrazia dell’espressionismo

Intervista di Ezio Partesana a Tiziano Marasco sopra il romanzo di Vladislav Vančura Campi di grano e campi di battaglia

Pubblico questa bella intervista che rafforza l’attenzione verso un autore importante e dimenticato sul cui nome, grazie ad Antonio Sagredo, anche Poliscritture ha cominciato (qui) a togliere la polvere. [E. A.]

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Di foibe, di bene e male, di organizzazione del “noi” e dell’”io”

Albrecht Dürer – Caino uccide Abele, 1511, Xilografia

Uno scambio tra Ennio Abate e Rita Simonitto

Cercare di fare chiarezza oggigiorno è una impresa ardua non solo per la sovra abbondanza di notizie (che dannosamente hanno scalzato il concetto di informazione) unitamente alla tempesta di fake news che ci sovrasta di continuo, ma anche perché in un sistema così disgregato come l’attuale è difficile proporre di pensare (che implica disporre di tempo e fiducia) al posto dell’agire (che implica velocità di soluzioni e paura di non farcela). Riteniamo però che il pensiero sia una dotazione dalla quale non possiamo deflettere pena l’attivarsi di un processo regressivo (in parte iniziato e di cui si vedono già gli effetti devastanti) che ci infantilizza e ci rende manipolabili [R. S.]

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Fratelli nello sguardo fermo

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, in piedi, albero, spazio all'aperto e primo piano
Lidia Gavinelli e Luigi Lanza

di Ennio Abate

 

                                                 a Gigi Lanza
  

 
 Rileggo oggi il tuo biglietto spinoziano 
 - humanas actiones non ridere non lugere
 neque detestari, sed intelligere (b.d’esp) -
 che in ottima grafia d’architetto mi lasciasti 
 in un libro del millenovecentonovantanove.
 

 Questo alla fine so: fummo fratelli amari. 
 Da medesime quiete tenebre 
 dalle adolescenze dolenti del dopoguerra
 giungemmo in affanno ad altri amori 
 che ci dilaniarono e ci svelarono.  

 Sempre
 tenemmo fermo lo sguardo sul nero mantello 
 di spaventevoli parole 
 che coprono le piaghe del mondo.
 
 E sempre, pur feriti, lo scuotemmo.

 
 
 (2011 - 2020)
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Ad Avigliano con Franco Arminio

Avigliano

di Donato Salzarulo

1.- L’appuntamento è alle quattro del pomeriggio a casa di Franco. L’accompagnerò ad Avigliano per la prima presentazione pubblica del suo nuovo libro di poesie «L’infinito senza farci caso», uscito da Bompiani il 30 Ottobre. Con noi c’è anche Gerardo, un amico fotografo.

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LA NUOVA BR(ONTOLOGIA ESTETICA)

di Ennio Abate

Prologo e 7 estr-atti dall’Opera Omnia della NOE (qui) on line alla seguente pagina/link (qui).

                                                  Scrivi, mi dico, odia
                                        chi con dolcezza guida al niente 
 
                                      (da F. Fortini, Traducendo Brecht) 
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“Scannasurice” di Enzo Moscato

di Angela Villa

Nel buio minaccioso di una tana per topi, una trappola, un labirinto, vive un uomo a metà, una donna a metà, un Giano Bifronte. Il testo SCANNASURICE di Enzo Moscato (in scena per la prima volta al Piccolo di Milano dal 14/20 Maggio 2019. Regia Carlo Cerciello, Produzione Elledieffe, Teatro Elicantropo) è un flusso di coscienza, un lunghissimo pensiero che diventa parola, raccogliendo le parole dei vicoli, degli antichi racconti napoletani, delle vicende storiche, da Corradino di Svevia agli anni del terremoto del millenovecentottanta. Tutto rilanciato in uno stile

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Ricordando Eugenio Grandinetti

di Giorgio Mannacio

Ho chiesto a varie persone che hanno conosciuto Eugenio Grandinetti un ricordo o una riflessione sulla sua figura o sulla sua poesia. Ecco il primo contributo arrivato. [E. A.]

1.

Ho conosciuto Eugenio Grandinetti, recentemente scomparso attraverso la rivista Poliscritture ma ci siamo visti solo un paio di volte, credo. Nacque tra di noi una simpatia fondata su elementi poco significativi: seppi che era calabrese (come me) e, successivamente, che era cugino di un mio collega di lavoro. Nel contesto della rivista che ho ricordato ebbi modo di leggere alcune sue poesie che suscitarono un certo dibattito intorno all’argomento nichilismo/pessimismo. Ad esso ho partecipato anch’io. Posto che non posso e non devo ostentare una amicizia in senso stretto ma certamente una comunanza di esperienze poetiche e una partecipazione ad una sorte che accomuna tutti noi uomini, ho creduto di ricordarlo intitolando al suo nome le osservazioni sul tema che quella sua esperienza ha suscitato in me.

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