Archivi categoria: Giochi di specchi

Discutere di/con Poliscritture

Ad Avigliano con Franco Arminio

Avigliano

di Donato Salzarulo

1.- L’appuntamento è alle quattro del pomeriggio a casa di Franco. L’accompagnerò ad Avigliano per la prima presentazione pubblica del suo nuovo libro di poesie «L’infinito senza farci caso», uscito da Bompiani il 30 Ottobre. Con noi c’è anche Gerardo, un amico fotografo.

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LA NUOVA BR(ONTOLOGIA ESTETICA)

di Ennio Abate

Prologo e 7 estr-atti dall’Opera Omnia della NOE (qui) on line alla seguente pagina/link (qui).

                                                  Scrivi, mi dico, odia
                                        chi con dolcezza guida al niente 
 
                                      (da F. Fortini, Traducendo Brecht) 
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“Scannasurice” di Enzo Moscato

di Angela Villa

Nel buio minaccioso di una tana per topi, una trappola, un labirinto, vive un uomo a metà, una donna a metà, un Giano Bifronte. Il testo SCANNASURICE di Enzo Moscato (in scena per la prima volta al Piccolo di Milano dal 14/20 Maggio 2019. Regia Carlo Cerciello, Produzione Elledieffe, Teatro Elicantropo) è un flusso di coscienza, un lunghissimo pensiero che diventa parola, raccogliendo le parole dei vicoli, degli antichi racconti napoletani, delle vicende storiche, da Corradino di Svevia agli anni del terremoto del millenovecentottanta. Tutto rilanciato in uno stile

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Ricordando Eugenio Grandinetti

di Giorgio Mannacio

Ho chiesto a varie persone che hanno conosciuto Eugenio Grandinetti un ricordo o una riflessione sulla sua figura o sulla sua poesia. Ecco il primo contributo arrivato. [E. A.]

1.

Ho conosciuto Eugenio Grandinetti, recentemente scomparso attraverso la rivista Poliscritture ma ci siamo visti solo un paio di volte, credo. Nacque tra di noi una simpatia fondata su elementi poco significativi: seppi che era calabrese (come me) e, successivamente, che era cugino di un mio collega di lavoro. Nel contesto della rivista che ho ricordato ebbi modo di leggere alcune sue poesie che suscitarono un certo dibattito intorno all’argomento nichilismo/pessimismo. Ad esso ho partecipato anch’io. Posto che non posso e non devo ostentare una amicizia in senso stretto ma certamente una comunanza di esperienze poetiche e una partecipazione ad una sorte che accomuna tutti noi uomini, ho creduto di ricordarlo intitolando al suo nome le osservazioni sul tema che quella sua esperienza ha suscitato in me.

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Sulla maggiore età

di Donato Salzarulo

Laura, la mia prima nipote, è diventata maggiorenne il 15 giugno di tre anni fa. Francesca, la sorella, lo è diventata il 9 dicembre di quest’anno. In tutte e due le occasioni mi è stato chiesto di scrivere qualche verso bene augurante. Ho provveduto, ma confesso di aver incontrato grandi difficoltà sia sotto il profilo del contenuto che della forma. Questo per dire che i testi partoriti, dopo molti tentativi, non mi soddisfano. Proprio per questo li sottopongo all’attenzione dei lettori. Vorrei ricevere osservazioni, annotazioni critiche. Vorrei capire cosa non va: la postura, lo sguardo, la scarsa immaginazione, la non entusiasmante poeticità del tema…È vero che, tutto sommato, sto parlando di un fatto privato, ma il tema (cosa augurare a un giovane che raggiunge la maggiore età in questo tempo carognesco) mi sembra tutt’altro che privato. Continua la lettura di Sulla maggiore età

La visione delle parole

di Alberto Mari

 

Al di là del loro senso illimitato “scritture e realtà” sono termini a volte contrastanti che comunque difficilmente si integrano. Se poi parliamo di fruibilità, per la scrittura, specialmente quella poetica, è notte fonda. Continua la lettura di La visione delle parole

Il paese dei balocchi

    di Aldo Giobbio

Pubblico il testo di questa bella conferenza che Aldo Giobbio ha tenuto nell’agosto 2018  nell’ambito delle iniziative di Tonalestate (vedi nota sotto) ringraziando autore e  organizzatori  per l’autorizzazione. [E. A.]

Carlo Lorenzini (1826-1890), più noto con il nome d’arte di Carlo Collodi, ha scritto con Pinocchio, uscito a puntate tra il 1881 e il 1883, l’unico romanzo di formazione (Bildungsroman) della letteratura italiana (se si esclude, in un certo senso, la Divina Commedia). Certo, non si può definire così Cuore, di Edmondo De Amicis, che tutt’al più è un testo di educazione civica, del resto non peggiore di altri (certo migliore del Piccolo alpino di Salvator Gotta, che del resto, qualche anno dopo, cresciuto in età ma non in saggezza, nella Seconda guerra del piccolo alpino diventa fascista). Come si sa, i ragazzi che vanno nel paese dei balocchi diventano somarelli, parabola che si deve interpretare non tanto nel senso che rinunciano ad una formazione scolastica regolare ma in quello, molto più tragico, che perdono il contatto con il mondo reale. Carlo Lorenzini, che aveva combattuto nelle campagne del Risorgimento (1848 e 1859), aveva impiegato il resto della vita per riaversi dallo choc. Continua la lettura di Il paese dei balocchi

Sulla salvezza

 

di Davide Morelli
Vanno dosate le forze e soppesate le parole. Bisogna evitare di scadere nelle ovvietà e nelle semplificazioni. È lecito contraddirsi perché la realtà è essa stessa contraddittoria. Aveva ragione Walt Whitman: chi si contraddice vuol dire che contiene “moltitudini”. Inoltre è risaputo che chi si contraddice spesso diventa per questo motivo una persona coerente. Mai arroccarsi troppo sulle nostre posizioni. Bisogna andare oltre la sedimentazione del vissuto. Di tanto in tanto quel che resta di un giorno trascorso è una reminiscenza. Spesso non resta niente. Ci sono giorni comuni come fiori di campo e giorni speciali come le rose. Continua la lettura di Sulla salvezza