Archivi categoria: IMMAGINE ↔ PAROLA

Due foto


di Annamaria Locatelli

La prima l’ho scattata io, come obiettivo la parete della prima casa di Iselle, piccola frazione di frontiera prima della lunga galleria del Sempione, galleria che consente alla ferrovia di passare dal territorio italiano a quello svizzero, Briga. Immagino che sia la gigantografia di una foto di gruppo di lavoratori e tecnici, scattata durante gli anni dei lavori di scavo del tunnel (1895-1905). Una foto poi trasformata in cartolina postale da inviare ai (o dai) parenti dei picconatori, rimasti nei paesi di origine: ‘Saluti mamma’. Gli aspetti più interessanti da osservare, secondo me, sono gli sguardi molto seri e provati dal lavoro e da una vita di stenti e gli abbigliamenti sobri delle persone in posa. I bambini pure molto seri negli sguardi e negli abiti dimessi però, se molto piccoli, si presentano con qualche vezzo in più; come la mantellina, si può immaginare, lavorata ai ferri dalla nonna, o il cappellino alla moda. I più grandicelli sono in tutto e per tutto vestiti come i padri. La ragazzina molto seria, in primo piano sulla destra, porta in mano l’involto del pane per l’intero gruppo di fratellini. Uno dei maschietti indossa un cappellino da ferroviere, come forse il padre lo vedrebbe ben sistemato da adulto, alla fine dei lunghi e pericolosi lavori, che costarono il prezzo di molte vittime umane. Sulla destra, bambini più curati viaggiano in calesse. Forse sono i figli di impiegati e tecnici.

 

La seconda è di Antonia Pozzi, poetessa e fotografa (1912- 1938). Probabilmente  è stata scattata durante una fiera o sagra di Pasturo (Valsassina), località dove soleva trascorrere le sue vacanze negli ultimi anni della sua, per volontà, breve vita. Anche in questa foto trovo interessanti da osservare sia gli sguardi incantati dei ragazzini davanti alle meraviglie, capaci di accendere la loro fantasia, di semplici oggetti realizzati dall’artigianato locale, come gli abbigliamenti. Il ragazzino cresciuto troppo in fretta che porta pantaloni e giacca decisamente fuori taglia mi ha ricordato, per contrasto ma anche per somiglianza, un personaggio della poesia di Giovanni Pascoli: ‘ Valentino vestito di nuovo…’

 

Acrobati

di Gigi Degli Abbati

Per entrare dentro il mondo pittorico dell’amico Gigi Degli Abbati, che vive a Genova,  scrisse  su Poliscritture nel maggio 2020 Donato Salzarulo (qui).  La pubblicazione di questi due suoi quadri –  il primo in lavorazione per un’iniziativa che si terrà nei prossimi mesi, sulla quale  riferiremo;  il secondo del 1998 – è un semplice omaggio al suo lavoro che prosegue. [E. A.] Continua la lettura di Acrobati

Interno-Esterno

Mostra di pittura di Stefano Rosselli
Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vicentina 26, Milano
3-24 giugno 2021

di Paola Del Punta

Ho visto di recente  la mostra di un giovane pittore Stefano Rosselli che già conoscevo per aver visitato una sua precedente esposizione dedicata a Milano, la sua città, in cui il suo sguardo ci portava ad esplorare una città a noi sconosciuta.  Ora il tema è più intimo, é il tema dell’interno ed esterno, la sua casa e il fuori che questi due anni di restrizioni ci hanno negato: i quadri esposti sono tutti datati 2020-2021. Continua la lettura di Interno-Esterno

La pittura di Mario Tarantino

di Franco Casati


Si può essere artisti anche evitando il confronto col pubblico, coltivando una passione che si considera segreta e quasi proibita, nascosta ad occhi estranei, alla ricerca di un’espressione personale, di un’arte che nasca dall’esplorazione dell’arte stessa. E così si sviluppa la passione al confronto (ripercorrendo il cammino dell’arte del ‘900) fra le proprie potenzialità, aspirazioni e l’opera di Maestri affermati. Continua la lettura di La pittura di Mario Tarantino

Un disegno, una poesia

Questo disegno (Figura con cesta di frutta, 1983 pennarello) lo feci  mentre ero commissario d’italiano e storia agli esami di maturità. Mi pare a Legnano quando conobbi la Franca Ricci. Gli anni dovrebbero essere gli Ottanta. Tiro a indovinare 83-84. Devo averlo buttato giù su un foglietto di appunti e poi ritagliato. La figura è come sospesa sul piede destro. La mano  sinistra giganteggia e fa tutt’uno con l’avambraccio. Fa capolino il volto che non si capisce bene se maschile o femminile e piccolo, sproporzionato, dunque, rispetto al corpo. La parte centrale ( gonna o schermo decorato) stacca nettamente il bianco della gamba e quello del petto e della mano. Lo stesso fa il nero tratteggiato della “cesta”, che potrebbe anche essere una sorta di cappellone messicano. Sopra ci sono forme tondeggianti. Potremmo pensare a della “frutta”, ma anche a dei “pani”. C’è qualcosa della  grafica un po’ primitiva sudamericana. Importante e il gioco della linea che costruisce mano e avambraccio. Il senso è quello di un equilibrio instabile. [E. A]

[10 luglio 2012]

da Narratorio grafico di Tabea Nineo

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Cavalli di Troia nell’arte contemporanea

Gigi Degli Abbati, Teatrino magico – 2003

CONVERSAZIONE CON GIGI DEGLI ABBATI

di Donato Salzarulo

1.- L’occasione per incontrarlo mi è stata offerta dall’inaugurazione della sua ultima mostra nella Scuola di musica “Luigi Piseri” a Brugherio (24 Novembre – 12 Dicembre 2019). 

Parlo di Gigi Degli Abbati, un artista che conosco da cinquant’anni e di cui ho in casa una delle sue opere giovanili: il monotipo N° 1 di una natura morta. Vi è rappresentato un vaso blu scuro con rami di fiori di vari colori e foglioline verde brillante; a fianco forse un piatto giallo limone; il tutto su un tavolo tra il rosso e l’arancione, sotto una finestra azzurra. Mi colpisce il modo di dare il colore: non disteso in maniera uniforme, ma graffiato in molti punti fino a ritrovare il bianco della carta; un bianco che disegna isolette, ghirigori, rametti, ruscelletti…

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The Dreamers. Klaus Herding e Gustave Courbet (1819-1877)

di Paolo Emilio Antognoli

Qualche giorno fa nella quarantena un amico ha mostrato sui social l’immagine fotografica di Place de Vendôme, la colonna abbattuta dai comunardi parigini nel 1871. Il post recitava ironicamente: «Dite a Gustave Courbet che ancora deve pagare la prima rata del danno che ha fatto a Place Vendôme. È stato lui a buttare giù la Colonna. Lo sanno tutti».

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Kommunisten

PER VEDERE IL FILM CLICCARE QUI: https://www.raiplay.it/video/2020/04/Kommunisten-df58260b-38ba-4426-aa8d-8abec225fcae.html

Ho sempre sentito parlare bene dell’opera cinematografica di Straub. Eppure anche questo suo lavoro non mi prende, come non mi prese quello su Cesare Pavese. Ho come una ritrosia a segnalarlo. E’ questo il comunismo che ho nella mia mente? Ne parlerei così io? Certo mi piace la pulizia classica delle immagini e delle parole. Anche la lentezza dello sguardo e il senso di distanza, ma restano i dubbi. E perciò vi invito a vederlo e a discuterne. [E. A.]

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Fulvio Ventura: porte del paradiso

di Paolo Di Marco

Luce ben misurata, nuvole che vagano intorno a un punto di equilibrio lontano, ombre di fate, maschere in giardini incantati: un salto in un altro stato di coscienza, dove tu sei dentro la foto e insieme lei è il tuo specchio e insieme percepite altre dimensioni

in bianco e nero, prevalentemente, perchè è diretto, non immediato ma più capace di penetrare nei tuoi livelli profondi che , ancora, forse, non conoscono i colori

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4 opere di Mary Blindflowers

La casa delle bambole, tecnica mista su tela, (The Doll’s Room, mixed media on canvas) 150 x 100 cm.

Appunti di Ennio Abate

1.

Parto dalle mie impressioni dirette. Cosa vedo al primo impatto in questi quattro quadri di Mary Blindflowers?

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