Archivi categoria: Immagine ↔ Parola

Arie d’Irpinia. Il vento nelle cose.

Conversazioni con Miza

di Donato Salzarulo

1.– Durante l’estate sono andato spesso a Lacedonia, a casa di Michelina Di Conza (in arte MIZA). Ho imparato facilmente la strada. In questo paese ho frequentato dal 1963 al ’67 l’Istituto Magistrale e qui avevo una sorella di mio padre e una sua cugina residenti. La zona è quella che gli abitanti chiamano “del padreterno”. Per chi come me viene da Bisaccia, occorre restare sempre sulla statale 303. Attraversato il paese fin quasi alla scomparsa dell’abitato, all’apparire dell’indicazione per il cimitero (dal finestrino s’intravede il filare dei cipressi), bisogna svoltare a destra per la mesta stradina. Appena imboccata, però, la si deve abbandonare per l’altra che si origina quasi nello stesso punto e che conduce verso la collina: è quella per la contrada Carducci («I cipressi che a Bolgheri alti e schietti»). Salendo, a sinistra, spunta una schiera di villette. Sul cancello di quella di Miza e del fratello si legge in stampatello il nome dei genitori: DI CONZA GIOVANNI – PANNO ANNA.

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Un quadro e un manifesto


di Ennio Abate

Ho dipinto questo quadro in Sardegna, a Portoscuso, per la casa di Marinella Usai e Vincenzo Martinelli tra fine luglio e inizi di agosto 2018. Accostando quattro fogli di cartoncino 50 x 70 con fondo dorato, gli unici che ho trovato in una cartoleria del posto. In un primo momento, non avendo a disposizione né pennelli né diluente, ho usato colori ad olio, spremendone alcuni direttamente dai tubetti e spalmandoli a caso su tutta la superficie con una scheggia di cartone. Da qui le striature, che sono evidenti nelle figure che ho intuito/costruito più immediatamente, studiando – come sempre faccio – lo “scarabocchio” iniziale da cui parto: al centro la figura dell’albero; a sinistra quella del guerriero che si slancia in avanti con il ginocchio teso e tronco e braccia piegate all’indietro; a destra quelle vegetali e la figura femminile azzurrina. Continua la lettura di Un quadro e un manifesto

Un esperimento


Tabea Nineo, Vecchio e giovane donna, feb. 2017 olio su tela 50×50 cm

di Ennio Abate

Prendo da un articolo di Pietro Bianchi su “Le parole e le cose” del 1 feb. 2017 (Al di là dei nostri occhi. Il Reale dello sguardo lacaniano ) questo brano:

“Che cosa vuol dire guardare un’immagine – si chiede implicitamente Lacan ne I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi? Per molto tempo si è pensato che guardare volesse dire mettere in contatto un agente percipiente con un oggetto percepito, un polo Continua la lettura di Un esperimento

Ex malo bonum

di Rita Simonitto

Vigilia di Natale 2016. Dopo una cena a base di Knődel (gnocco di pane vecchio, uova e speck) in brodo (di dado) e un fondo di carciofo (decisamente gustoso), ci è sembrato utile rispolverare un vecchio (e famoso) film di F. Zinnemann, “Mezzogiorno di fuoco” (1952) che, più che un western, è un minuscolo breviario sulle dinamiche e i rapporti di potere, e quindi chiama in causa la Legge, la difesa del proprio territorio e i ruoli che si istituiscono all’interno di una (sia pur piccola) comunità.
A seguire (in fondo il film durava poco, 84’, sufficienti a dire l’essenziale), siamo incappati nel finale del 40° Festival del Circo a Montecarlo, con le mirabolanti esibizioni degli Sokolov, gli strepitosi acrobati russi, e la ‘ballerina dell’aria’, sempre russa, Anastassiya Makeeva con il suo tango aereo.
Poi siamo finiti in un Documentario molto avvincente e molto ben fatto – e che consiglio a tutti, quasi più ai grandi che ai piccini. Si tratta di “Bears”, di Keith Scholey, Alastair Fothergill, Canada, 2014, girato in Alaska all’interno del Katmai National Park and Preserve, dove si narra di un’orsa chiamata Sky ma soprattutto dei suoi due cuccioli, Amber e Scout, che devono da subito imparare delle lezioni molto importanti per la loro sopravvivenza. Continua la lettura di Ex malo bonum

Icaro

Dal blog “Un’anima e tre ali”

di Paolo Statuti

 

Quanti scrittori, poeti, pittori si sono ispirati alla leggenda di Dedalo e Icaro! Possiamo intenderla in vari modi: come nostalgia della terra natale, come esaltazione del talento e delle possibilità dell’uomo, come realizzazione dei propri sogni, o come fallimento di questi ultimi per eccesso di audacia o per troppa bramosia. Breughel il Vecchio nel suo celebre dipinto “Paesaggio con la caduta di Icaro”, e altri che si sono ispirati al suo quadro, mettono invece soprattutto in risalto l’indifferenza umana per le vicende altrui, per le disgrazie degli altri. I testi che pubblico oggi si inquadrano appunto in questa triste interpretazione, che non fa certo onore all’umanità. Continua la lettura di Icaro

Donna e animale (agosto 2016)

9 ag 2016 Donna e anmale

Da Poliscritture FB > Poliscritture sito
di Ennio Abate

Questo post inaugura una nuova rubrica “Immagine ↔ Parola”. (Il segno  ↔ indica  moto reciproco e distinzione).  In essa, come già accade per la rubrica “Lettura d’autore” destinata ai testi scritti, verranno ospitate delle ‘letture d’immagini’. Era un’idea che avevamo pensato di realizzareagli inizi di “Poliscritture” ma che poi non ha avuto seguito. Tuttavia almeno una volta    pubblicammo una bella lettura  de “La Madonna del solletico” (qui) di Augusto Vegezzi, che è in piena sintonia con questo progetto e aiuta a precisarlo. Altri aspetti saranno vagliati  mano mano su questo sito ma anche in un altro  Gruppo FB che si chiamerà anch’esso, come questa rubrica,  “Immagine ↔ Parola”. Spero di trovare qui e su FB persone motivate a collaborare. Per ora pubblico i commenti arrivati finora su “Poliscritture FB” che mi hanno incoraggiato a rilanciare quell’idea. In ‘Appendice’ altre due immagini citate nella discussione. [E. A.] Continua la lettura di Donna e animale (agosto 2016)