Archivi categoria: Latitudini

Ovunque e con ogni mezzo

Schegge di memoria. Ecuador

di Roberto Bugliani

[Anche i confini culturali talvolta hanno l’aspetto di muri, e sono respingenti come le frontiere geografiche. Con queste schegge ho provato ad aprire dei piccoli varchi che danno su un paese “lontano dagli uomini e dagli dèi”, come mi scrisse la editor d’una nota casa editrice rifiutando la mia proposta di tradurre un romanzo ecuadoregno].

 Oswaldo Guayasamín

“Un popolo senza memoria è un popolo senza libertà”, mi disse don Oswaldo durante l’intervista realizzata nel suo studio a Quito. Era l’agosto del 1993 e questo indio “anfitrione di radici”, così lo definì Neruda, aveva appena terminato la sua terza serie (o “sinfonia”) pittorica, il ciclo di quadri Mientras vivo siempre te recuerdo (“Finché vivo, ti ricorderò sempre”), omaggio alla propria madre e a tutte le donne che non hanno mai smesso di lottare come le Madri di Plaza de Mayo, nei quali a campeggiare sono la tenerezza e, appunto, la memoria. Continua la lettura di Schegge di memoria. Ecuador

Nikolaj Alekseevich Zabolockij

* dal blog “Un’anima e tre ali” di Paolo Statuti 

In un sito russo ho trovato e tradotto un interessante articolo anonimo sul poeta Nikolaj Zabolockij dal titolo «Coperta di baci, incantata…». Lo pubblico nel mio blog insieme con due poesie dello stesso poeta nella mia versione.

La nascita della poesia «Coperta di baci, incantata…» merita di essere conosciuta per la sua particolarità. Leggendola può sembrare che sia stata scritta da un giovane e ardente innamorato. In realtà la scrisse un serio pedante di 54 anni dai modi e dall’aspetto di un contabile. Inoltre fino al 1957, anno in cui Zabolockij pubblicò il suo ciclo «L’ultimo amore», la lirica intima gli era stata del tutto estranea. E a un tratto alla fine della vita ecco questo insolito ciclo lirico. Continua la lettura di Nikolaj Alekseevich Zabolockij

Natalizie

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Mi piace aprire questo post con le ultime parole di un recente commento [qui] di Giorgio Mannacio: «ci muoviamo nel campo della Politica […] che va recuperata in tutti i suoi migliori aspetti. Lo riconosco: è la scoperta dell’uovo di Colombo e tutto il mio discorso è una sorta di meditazione personale ridotta in scrittura. Tre motivi suonano in essa: 1) siamo tutti eguali; 2) non uccidere; 3 ) al di fuori dei primi due la Politica è barbarie. Buon Natale». Anche se, nelle attuali circostanze, più che valori condivisi e praticati  i tre punti mi appaiono auspici purtroppo smentiti dalle guerre occidentali in corso e dagli atti terroristici – ultimo quello di lunedì sera  21 dicembre 2016 nel mercatino natalizio di Breitscheidplatz a Berlino – che ad esse rispondono in un vortice inarrestabile di follia e oscuri disegni. Ancora un Natale insanguinato, dunque.

La scelta dei tre testi che seguono è dovuta al caso. Quello iniziale in prosa di Pasquale Balestriere mi ha offerto lo spunto per il post: presenta – sue parole – un Natale «visto con gli occhi ingenui e paesani di una memoria bambina, quindi innocente e (quasi) fuori del tempo». Il secondo di Giorgio Mannacio coglie con sarcasmo e disincanto la realtà desacralizzata dei Natali cittadini. E, infine, quello di Armando Tagliavento, il bidello-scrittore che ancora voglio ricordare in questa occasione, mugola la disperazione solitaria e violenta di tanti ignoti, sbandati e poveri, alle prese col freddo nelle vie luccicanti e ostili delle metropoli. Continua la lettura di Natalizie

Amore per le diagnosi e poesia

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di Donato Salzarulo

 1- Da diversi giorni conservo nella tasca sinistra del pantalone il foglietto fucsia di un post-it. Sopra è annotata la diagnosi della radiografia che Francesca ha fatto alla fronte. Si trattava di capire se i suoi mal di testa dipendessero dalla sinusite o da altro. Dovendo relazionarsi quasi quotidianamente con un gruppo di professori ai quali il consiglio più lieve che si possa dare è di cambiare mestiere, ero propenso a sostenere che questa fosse la causa principale dei suoi malori. Comunque, non è di questo che voglio parlare. Voglio parlare del mio innamoramento per le diagnosi. Le leggo, le rileggo, le raccolgo. Continua la lettura di Amore per le diagnosi e poesia

Su “La poesia dell’Isis”

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di Luca Chiarei

Segnalo l’articolo pubblicato nel numero 1132 di “Internazionale” dal titolo “La poesia dell’Isis”. Si tratta della traduzione di un articolo uscito sul “The New Yorker” a firma di Bernard Haykel, direttore dell’istituto per gli studi trans-regionali del Medio Oriente, Nord-Africa e Asia centrale della Princeton University e professore di cultura orientale e Robyn Creswell, docente di Letterature Comparate all’Università di Yale, poeta e redattore della rivista The Paris Review. Per chi l’ha perso potete trovare qui l’originale e una traduzione dal sito Asiablog.it.  Davanti ad un titolo di questo genere la prima reazione è stata quella dello spiazzamento: ma come, la poesia, l’arte della bellezza e del sublime associata allo stato islamico, al califfato dei tagliatori di teste e della dittatura teocratica? Continua la lettura di Su “La poesia dell’Isis”

Kirghizistan: crocevia importante tra le rivoluzioni “colorate” e le guerre della NATO

Presentazione di Marinella Correggia 

Non è poi così lontano il Kirghizistan.

Questa repubblica dell’Asia centrale insieme a Kazakhstan, Tajikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, fino alla caduta dell’Urss si chiamava Republica socialista sovietica kirghisa. In un mondo in piena turbolenza, fra guerre, destabilizzazioni, terrorismo, l’area – la Hearthland – è un crocevia il cui controllo geopolitico suscita appetiti. Il piccolo paese ha sfrattato nel 2014 una base statunitense. Un evento mal digerito dalla superpotenza, tanto che una parte dei kirghisi teme manovre destabilizzanti da parte di chi vorrebbe attrarre il paese nell’orbita occidentale. Continua la lettura di Kirghizistan: crocevia importante tra le rivoluzioni “colorate” e le guerre della NATO

Riordinadiario. Una serata a Piateda ricordando Gianmario Lucini

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di Ennio Abate
* Tranne quella d’apertura, tutte le foto qui pubblicate sono di Donato Di Poce

1. Ieri sera, sul treno che mi portava a Sondrio, da dove sarei poi arrivato in auto con altri a Piateda per partecipare alla serata in ricordo di Gianmario Lucini, leggevo il  “meridiano” delle poesie di Emily Dickinson. E – che coincidenze! – ho trovato questa:

Quando gli amici muoiono,
la cosa più pungente
è il ricordo di come si muovevano
da vivi, in qualche precisa occasione; Continua la lettura di Riordinadiario. Una serata a Piateda ricordando Gianmario Lucini

SCRAP-BOOK DAL WEB. Ewa Lipska tradotta da Paolo Statuti

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A due voci

– Non sarò più tua moglie.
– Non sarò più tuo marito.
– I bambini non capiranno cos’è accaduto.
– Bisogna mandarli al cinema. Continua la lettura di SCRAP-BOOK DAL WEB. Ewa Lipska tradotta da Paolo Statuti

SCRAP-BOOK DAL WEB – C.H. Sisson Reader

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da C. H. Sisson Reader, Carcanet, Manchester 2014

Tristia

1

It is because of exile I am here,
The utmost tip of the world, for old age
Brings one to the edge of what one lived among.
Before departure I was of that race
Which passed the time but thought of something else,
But now time fills the whole horizon: Continua la lettura di SCRAP-BOOK DAL WEB – C.H. Sisson Reader

Da “Le anime di Marco Polo”

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di Giancarlo Baroni

L’anima di Marco

Quante bugie
hai raccontato? L’anima
stava al di qua della soglia
dove il corpo si trasforma in luce
e libera un’energia che ci proietta

in nuove dimensioni. Se
– dice lasciando
un’ennesima traccia – se il viaggio
in mezzo alle parole non ti basta
perché non vai? prova. Continua la lettura di Da “Le anime di Marco Polo”