Archivi categoria: LETTURE & RILETTURE

Davide Lazzaretti

Il tentativo di recuperare la storia del mondo dagli estremi confini

di Angelo Australi

La prima volta che ho letto qualcosa sul “profeta” dell’Amiata è stato all’inizio del 1978, ne trattava ampliamente un numero di Salvo Imprevisti, la rivista diretta da Mariella Bettarini. La trovai alla libreria Feltrinelli di Firenze, dove c’era uno scaffale interamente dedicato ai periodici di letteratura. Questo non era il primo numero che acquistavo, perché da quando avevo iniziato a scrivere ero anche interessato al dibattito culturale che si sviluppava sulle riviste di letteratura, e Salvo Imprevisti era una di quelle che a Firenze ritenevo appoggiasse un’idea di cultura che stava spingendo per affermarsi dal basso, che aveva ben chiaro dove andare ad esplorare, fare ricerca, e si preoccupava di dare spazio ai giovani autori. Una rivista militante che, pur confrontandosi con i canoni della letteratura, era attenta a ogni forma di linguaggio espressivo autentico nato fuori da essi.  

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“Oltrefrontiera”

di Pasquale Balestriere

Riprendo in mano il cartaceo di “Oltrefrontiera” di Pasquale Balestriere con le suggestive e mediterranee pitture di Mario Mazzella. Ritrovo raffinati echi classici in tutti i componimenti e  un modo pacato di riferirsi al rapporto con la natura e contemporaneamente al dolore della vita. Mi dico: questo sentire è possibile solo al Sud; e,  per intenderlo, dovrei tornare indietro, magari ai tempi del liceo quando senza grilli critici per la testa leggevo in antologia i lirici greci e romani. Anche adesso, però, i versi  di Balestriere mi colpiscono. Perché si collocano con convinzione  in quella tradizione lirica e  i temi trattati (affetti familiari, ricordi d’infanzia, luoghi visitati, meditazioni sulla natura e la vita umana) hanno una sobrietà che smorza le inquietudini e sento  estatica ed antica.  C’è l’idillio (Presepe), il canto ispirato (La trama del giorno).  E’ una poesia di raccoglimento. Da dove viene? Com’è possibile oggi? Balestriere vive ad Ischia. E credo che il suo fare poesia sia alimentato non solo dalla contemplazione di un cielo particolare o da certi colori e suoni dell’isola, ma dall’aver continuato  tenacemente a curare di persona un suo campicello accanto agli studi letterari. E tra la cura del campo e degli studi c’è – intuisco – una stretta  e felice relazione. Mi arrischio a dire che la ripetizione  dei gesti secolari dei contadini avrà confermato e rafforzato la predilezione, derivatagli certo anche dagli studi, per la metrica equilibrata degli endecasillabi, l’aggettivazione abbondante ma non caricata,  il fraseggio senza sincopi che completa il senso delle immagini o del pensiero,  il lessico che rientra quasi interamente nel repertorio degli antichi senza sfondamenti verso il moderno. Questo “stampo” classico, profondamente assorbito e rivissuto, avrà funzionato da filtro selettivo di un’esperienza di vita ben più mossa e inquieta di quella che i versi mostrano? Può darsi. Dei singoli componimenti   della raccolta, oltre ai due sopra citati, pubblico  quelli che mi sono piaciuti  di più:  A mia figlia, Al morso delle dita, Venerdì, Scorrere la vita. E anche alcuni che non mi sono piaciuti per controllare la mia lettura con quelle di altri commentatori di Poliscritture: Piove, dove sento un’eco fastidiosa  di D’Annunzio e A Pastrengo che cede a un patriottismo retorico. E segnalo Sogno di Spagna  come poesia che più mi ha suggerito l’ipotesi  (maliziosa?) di un’esperienza di vita abbastanza “anarchica” e in contrasto con  il tono prevalentemente classico di questa poesia. [E. A.]

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Piccola Réclame antistragista

 

di Franco Tagliafierro

Pubblico questa recensione-saggio di Franco Tagliafierro avvertendo i lettori che richiede un certo impegno. É analitica e abbastanza lunga.  Si legge, però, bene. Come un romanzo, anche perché Franco, che di romanzi ne ha scritto cinque (vado a memoria), ha alleggerito con la maschera dell’ironia una  materia criminale tremenda e inquietante. Alcune domande  però  s’impongono e le anticipo. Di fronte alla “macchina corruttiva statale-mafiosa”, che  appare quasi onnipotente,  è ancora possibile non  cedere allo sgomento e  pensarla politicamente? Di fronte a  vicende, che  si svolgono nelle zone oscure delle istituzioni statali e al di  fuori della vita sociale percepibile dalla gente comune, possiamo soltanto  sperare nell’intelligenza e nel coraggio di individui onesti ma eccezionali? Sono essi gli unici in grado di  contrastare i corrotti  e  mostrare almeno per qualche attimo una verità,  che inevitabilmente tornerà ad essere occultata e dimenticata? [E. A.] Continua la lettura di Piccola Réclame antistragista

Nella setta

Nella setta. Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, Fandango, 2018

 

di Marisa Salabelle

Nella setta, di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, appena uscito ha fatto subito scalpore. Gli autori lo hanno presentato alla Camera dei deputati il 21 novembre e il giorno dopo, il 22, c’è stata la prima presentazione in una libreria: Les Bouquinistes, a Pistoia. C’è una ragione per cui Flavia si è messa in contatto con Elena, la titolare della libreria, e ha voluto debuttare proprio a Pistoia: perché nel libro, che parla di un argomento scottante, ovvero l’esistenza e il grande successo di numerosissime sette in Italia, si parla per la prima volta di un’associazione pistoiese, l’Associazione Archeosofica, nella quale i due Continua la lettura di Nella setta

20 anni in attesa di giustizia


Diario minimo di LuIgino Scricciolo, Edizioni MEMORi, Roma 2006

di Angelo Australi

Quando al mio paese è stata organizzata l’ultima conferenza sul tema, Il ’68 – fallimento di una rivoluzione, mi è venuta una gran voglia di rileggere il diario minimo di Luigino Scricciolo: “20 anni in attesa di giustizia”. Il libro è stato pubblicato a ottobre del 2006, dalla Società Cooperativa Editrice Memori di Roma. A Figline Valdarno siamo alla terza conferenza fatta nel giro di pochi mesi, Continua la lettura di 20 anni in attesa di giustizia

“La forza di gravità” di Claudio Piersanti

                  Pubblicato nel giugno 2018        

di Angelo Australi                                 

Non si può certo dire che Claudio Piersanti sia uno di quegli scrittori che rimpastando temi di attualità produce un libro a stagione, tra La Forza di gravità ed il suo precedente, Venezia, il filo dell’acqua, sempre edito da Feltrinelli, sono trascorsi ben sei anni. Continua la lettura di “La forza di gravità” di Claudio Piersanti