Archivi categoria: Nei dintorni di Franco Fortini

Fortini- Rossanda: “due comunismi” (c’erano)

a cura di E. A.

Stralci:

1.

Cara Rossana, ti ho vista iersera in TV.
Che tua è la vita, dicevi, e nessuno
per te può disporne. Lucente l’errore
in fronte ti splendeva. Ero ammirato e triste.

Due comunismi ci sono. Tu l’uno l’hai vissuto, che vuole
per ognuno e per tutti coscienza di sé.
L’altro è più mio: che negli altri si crei
la nostra figura né mai se ne veda la fine.

Questa la mia religione. Che tutto sia segno
e si converta in altro. La foglia si adempia
ma sia il bosco a parlare per ognuna
se al cielo vuoto di dèi vada il vento.

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Un sogno di Samizdat

di Samizdat

Mio commento a “Di certi sogni in Fortini” di Luca Lenzini (qui)

Ho sognato Fortini insieme a tanti del Centro studi F.F. della prima ora (Nava, Luperini, Cataldi, Zinato, Santarone, Abati, Lenzini, ecc.). Stavamo seduti con lui attorno ad un tavolo del ristorante La Tana di Siena. Si parlava di certi sogni. Allora mi son fatto coraggio, ho alzato la mano e un po’ in italiano un po’ in dialetto delle mie parti ho detto: “Sì, sì, il carattere irredento delle tue allegorie, il loro radicamento soggettivo, esistenziale, la tua nota messianica, la ferita [storica] ca nun bisogne scurdà, il sogno guardiano della speranza….A speranze, a speranze! Ma tu a chiamave cumunisme. A noste è senza nome, senza vrazze, senza gambe”.

Mentre sentivo la mia voce strozzarsi per l’emozione, Fortini mi guardava proprio con la faccia perplessa che ha nella foto di questo post. Poi, senza dire una parola, è uscito e se n’è andato. Mi sono guardato attorno. Ero solo, non ero a Siena, non ero in un ristorante. Sono uscito pure io. Sul portone un’insegna fluorescente diceva “Dormitorio Pubblico Italo-Statunitense Facebook”.

Rileggendo “Agli déi della mattinata”

di Ennio Abate

 Agli dei della mattinata

Il vento scuote allori e pini.
Ai vetri, giù acqua.
Tra fumi e luci la costa la vedi a tratti,
poi nulla.
La mattinata si affina nella stanza tranquilla.
Un filo di musica rock, le matite, le carte.
Sono felice della pioggia.
O dèi inesistenti,
proteggete l’idillio, vi prego.
E che altro potete,
o dèi dell’autunno indulgenti dormenti,
meste di frasche le tempie?
Come maestosi quei vostri luminosi cumuli!
Quante ansiose formiche nell’ombra!

Nella lettura tratta da You Tube di "Ai dèi della mattinata" l'attore  al verso 3 legge 'fiumi' invece che 'fumi' e al verso 11 legge 'd'autunno' invece che 'dell'autunno'. [E. A.]

A

Il primo passo inizia con una mia elementare ma indispensabile parafrasi e con la raccolta di prime veloci impressioni ed osservazioni:

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Tre commenti e una lettera su alcune iniziative per il centenario della nascita di F. Fortini



Da Poliscritture FB a Poliscritture sito

di Ennio Abate

Ho cercato di seguire diligentemente  alcune delle conferenze organizzate per il centenario della nascita di Franco Fortini: direttamente  quelle di Milano e indirettamente, attraverso video pubblicati su You Tube o Vimeo, quelle di Piacenza e Torino. Qui sotto riporto i miei commenti a caldo e una lettera a Lorenzo Pallini, che sta compiendo un meticoloso lavoro di registrazione – da «compilatore  medioval-digitale» dice lui  – della riflessione accademica attorno alla figura di Fortini (Cfr. Lorenzo Pallini). L’impressione che ho ricavato da quel che ho sentito è amaramente negativa: mi pare  stia prevalendo una stanca e ripetitiva ritualità sui i temi più importanti e spinosi del lascito di Fortini.[E. A.]

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Teorizzazione della contraddizione nell’opera di Franco Fortini

di Erminia Passannanti

Con una Nota di Ennio Abate in Appendice

“Credo alla verità di alcune mie poesie
perché ogni loro verso porta
il segno della contraddizione.
(F. Fortini)

Impegnato nei dibattiti tra gli intellettuali della nuova sinistra su Quaderni piacentini, negli anni Sessanta Fortini inizia a sostenere che la lotta di classe non può essere condotta solo con il discorso oppositivo e dialettico, ma dalle trasformazioni determinate dalla rivoluzione culturale a cui pensava Mao Tze Tung, come si evince dal brano “Per la morte di un maestro”, ne L’Ospite ingrato: Continua la lettura di Teorizzazione della contraddizione nell’opera di Franco Fortini

Nei dintorni di FF (1- 5)

Fortini lplc

Pubblico  i primi  cinque post già apparsi nel Gruppo “Poliscritture FB”. [E. A.]

di Ennio Abate

 1. Appunto del 23.10.1983

I nuovi intellettuali (“di massa” o “bassi”) negli anni Ottanta
F. Fortini, Il pianeta invisibile dei Fratelli amorevoli, Corriere della sera (21 o 22 0ttobre 1983)

Leggendo questo articolo di Fortini provai a enumerare i dettagli dell’identikit che un intellettuale “tradizionale” o “universale” aveva fatto dei suoi “nipotini”:
1) sono una parte dei sopravvissuti ai movimenti del 1968 e del 1977;
2) politicizzati;
3) imbarazzati o astiosi verso i vecchi intellettuali-guida (universali, maitres à penser),
4) in rapporto professionale con i luoghi dell’informazione e del sapere (oggi li definiscono “lavoratori della conoscenza”);
5) rivolgono i loro discorsi soprattutto ad altri intellettuali addetti alla «riproduzione culturale» (scuola soprattutto);
6) non vogliono più “inquadrare” o “rappresentare”;
7) non hanno fra loro legami da “compagni”;
8) sono scontrosi ma non “villani” come i giovani della “contestazione”;
9) al mondo del potere oppongono una “non resistenza”;
10) rifiutano il “tragico” e cercano esperienze minori ma “autentiche”;
11) rifiutano l’esistenzialismo dei padri e il nichilismo dei fratelli maggiori;
12) Non sono atei, anche se non dicono di credere in Dio.

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Fortini per chi non lo conosce (e per gli smemorati)

Fortini lplc

di Ennio Abate

[Questa “lezione” su Fortini tenuta nel novembre 2012 durante un incontro  musical-poetico a Pavia organizzato  da Tito Truglia di «FarePoesia» ed altri  è stata pubblicata anche  sul blog «La presenza di Erato» (qui) alcuni giorni fa. La ripropongo assieme ad alcuni mie disegni del 1977-’78 non solo come omaggio ma per attirare l’attenzione su questo scrittore in vista del ventennale della sua morte (29 novembre 1994).  Su questo sito troverete anche la scaletta di un  un progetto di libro partito da Ezio Partesana, che ha già ricevuto le adesioni di vari amici e studiosi (Vedi Cantieri di Poliscritture: Progetto di UN MANUALE PER FORTINI  (E.A.)]
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