Archivi categoria: Nei dintorni di Franco Fortini

Tre commenti e una lettera su alcune iniziative per il centenario della nascita di F. Fortini



Da Poliscritture FB a Poliscritture sito

di Ennio Abate

Ho cercato di seguire diligentemente  alcune delle conferenze organizzate per il centenario della nascita di Franco Fortini: direttamente  quelle di Milano e indirettamente, attraverso video pubblicati su You Tube o Vimeo, quelle di Piacenza e Torino. Qui sotto riporto i miei commenti a caldo e una lettera a Lorenzo Pallini, che sta compiendo un meticoloso lavoro di registrazione – da «compilatore  medioval-digitale» dice lui  – della riflessione accademica attorno alla figura di Fortini (Cfr. Lorenzo Pallini). L’impressione che ho ricavato da quel che ho sentito è amaramente negativa: mi pare  stia prevalendo una stanca e ripetitiva ritualità sui i temi più importanti e spinosi del lascito di Fortini.[E. A.]

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Teorizzazione della contraddizione nell’opera di Franco Fortini

di Erminia Passannanti

Con una Nota di Ennio Abate in Appendice

“Credo alla verità di alcune mie poesie
perché ogni loro verso porta
il segno della contraddizione.
(F. Fortini)

Impegnato nei dibattiti tra gli intellettuali della nuova sinistra su Quaderni piacentini, negli anni Sessanta Fortini inizia a sostenere che la lotta di classe non può essere condotta solo con il discorso oppositivo e dialettico, ma dalle trasformazioni determinate dalla rivoluzione culturale a cui pensava Mao Tze Tung, come si evince dal brano “Per la morte di un maestro”, ne L’Ospite ingrato: Continua la lettura di Teorizzazione della contraddizione nell’opera di Franco Fortini

Nei dintorni di FF (1- 5)

Fortini lplc

Pubblico  i primi  cinque post già apparsi nel Gruppo “Poliscritture FB”. [E. A.]

di Ennio Abate

 1. Appunto del 23.10.1983

I nuovi intellettuali (“di massa” o “bassi”) negli anni Ottanta
F. Fortini, Il pianeta invisibile dei Fratelli amorevoli, Corriere della sera (21 o 22 0ttobre 1983)

Leggendo questo articolo di Fortini provai a enumerare i dettagli dell’identikit che un intellettuale “tradizionale” o “universale” aveva fatto dei suoi “nipotini”:
1) sono una parte dei sopravvissuti ai movimenti del 1968 e del 1977;
2) politicizzati;
3) imbarazzati o astiosi verso i vecchi intellettuali-guida (universali, maitres à penser),
4) in rapporto professionale con i luoghi dell’informazione e del sapere (oggi li definiscono “lavoratori della conoscenza”);
5) rivolgono i loro discorsi soprattutto ad altri intellettuali addetti alla «riproduzione culturale» (scuola soprattutto);
6) non vogliono più “inquadrare” o “rappresentare”;
7) non hanno fra loro legami da “compagni”;
8) sono scontrosi ma non “villani” come i giovani della “contestazione”;
9) al mondo del potere oppongono una “non resistenza”;
10) rifiutano il “tragico” e cercano esperienze minori ma “autentiche”;
11) rifiutano l’esistenzialismo dei padri e il nichilismo dei fratelli maggiori;
12) Non sono atei, anche se non dicono di credere in Dio.

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Fortini per chi non lo conosce (e per gli smemorati)

Fortini lplc

di Ennio Abate

[Questa “lezione” su Fortini tenuta nel novembre 2012 durante un incontro  musical-poetico a Pavia organizzato  da Tito Truglia di «FarePoesia» ed altri  è stata pubblicata anche  sul blog «La presenza di Erato» (qui) alcuni giorni fa. La ripropongo assieme ad alcuni mie disegni del 1977-’78 non solo come omaggio ma per attirare l’attenzione su questo scrittore in vista del ventennale della sua morte (29 novembre 1994).  Su questo sito troverete anche la scaletta di un  un progetto di libro partito da Ezio Partesana, che ha già ricevuto le adesioni di vari amici e studiosi (Vedi Cantieri di Poliscritture: Progetto di UN MANUALE PER FORTINI  (E.A.)]
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