Archivi categoria: Diario di lavoro dei redattori e dei commentatori di “Poliscritture”

Sbratto

Tabea Nineo, Senza titolo, olio al 4 settembre 2017

Appunti  (di  solito mattutini) raccolti al volo da gennaio ad agosto 2017

di Ennio Abate

Che rapporto c’è fra l’io e il noi? Quali interferenze? Quando e perché si distanziano o si avvicinano? Cosa alimenta gli estremi a cui tendono: il solipsismo o la fusione/confusione (mistica, gregaria) nel noi ( massa o élite)? Invece di un saggio, provo a  offrire spunti per  risposte e riflessioni a tali domande selezionando  alcuni miei appunti. ‘Sbratto’ sta per ‘stanza  da sbratto’ [ = che riceve tutti gli oggetti ingombranti o di cui ci si serve di rado]. Spero che altri poliscrittori   ne propongano di  propri e così  si vedrà meglio se sia possibile o no quell’ io/noi capace di reggere la contraddizione fra le due facce. [E. A.]

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Avviso

Logo testata da Ferrieri 1

Cari lettori di POLISCRITTURE SITO,
negli ultimi mesi sono aumentate le proposte di poesie, saggi, articoli, ma tuttora a decidere sia le scelte dei testi da pubblicare, sia la successione in cui devono apparire quelli accettati, e sia la loro veste grafica (immagine d’accompagnamento, correzione dei refusi, cappelli introduttivi, ecc.) sono solo io. Facile per voi immaginare la mia soddisfazione. Più difficile pensare alla fatica, al tempo speso, ai dubbi e alla tensione che questo lavoro comporta. Non chiedo plausi, un po’ di pazienza però sì. E per evitare equivoci o malumori, rendo nota (vedi sotto) la lista degli articoli in attesa di pubblicazione. Continua la lettura di Avviso

Kaethe_Kollwitz_Die_Freiwilligen

Che fare quando nulla pare sia possibile fare?

di Ennio Abate

In evidenza. Pima pubblicazione 28 feb. 2016

Lettera aperta a Giulio Toffoli ma non solo a lui

"O frati", dissi "che per cento milia
 perigli siete giunti a l'occidente,
 a questa tanto picciola vigilia

d'i nostri sensi ch'è del rimanente,
 non vogliate negar l'esperienza…[di?]

Caro Giulio,
rispondo sinceramente e pubblicamente e non nell’ambito più “protetto” degli scambi tra redattori di Poliscritture al tuo ultimo commento (qui). Perché non giova nascondere le divergenze tra me e te, dato che non sono poi tanto diverse da quelle che esistono tra me e altri redattori o commentatori o collaboratori esterni a Poliscritture. Continua la lettura di Che fare quando nulla pare sia possibile fare?

Moltinpoesia e poesia esodante

poliscrittori

Travaso qui sul sito di “Poliscritture” da “Poliscritture FB”, gruppo gemello o quasi, i primi tre pezzi della rubrica “Moltinpoesia e poesia esodante”. Si tratta, come detto nel primo, di un ripensamento più rigoroso di un’esperienza di gruppo (quella – 2006/2012 – del “Laboratorio Moltinpoesia” di Milano). Sulla quale sto lavorando con Annamaria Locatelli e Cristiana Fischer  per vagliare i numerosi materiali allora prodotti in vista della pubblicazione  di un rendiconto.  Frammenti di quei materiali e riflessioni sui  tuttora problematici concetti-guida (moltinpoesia, poesia esodante) verranno mano mano proposti in modo da raccogliere suggerimenti o critiche. Non credo di riproporre qui sul sito degli inutili doppioni: i commentatori di   “Poliscritture FB” solo in parte sono gli stessi del sito; e poi  in ognuna delle tre stanze di “Poliscritture” (redazione del cartaceo,  sito, gruppo su FB)  si respira un’atmosfera  un po’ diversa. (Sullo sfondo, tra i tanti, resta anche il problema di come tenersi – elasticamente – insieme). [E.A.]
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SEGNALAZIONE. Poesie senza passaporto

migranti deserto

Mi arrivano di tanto in tanto versi di amici e amiche ed altri ne leggo su FB. Chiedono attenzione, pareri, consigli, a volte invocano persino critiche. In passato mi sono dato da fare per rispondere e avevo anche cercato di inquadrare teoricamente il fenomeno dei “moltinpoesia” per  capirne gli aspetti positivi e distinguerli da quelli più ambigui. Ho pure sollecitato alcuni amici critici ad occuparsene di più. Invano. Purtroppo il discorso s’è perso per strada. Per motivi complicati, che qui non tocco. Manca, mi  pare, soprattutto un gruppo autorevole che sappia fare al contempo da calamita per i  tanti autori e da filtro critico. E persino – perché no? –  da guida. Pensavo che potesse  assolvere queste funzioni prima il LABORATORIO MOLTINPOESIA e poi  POLISCRITTURE. Ma no,  non ce la si fa. Sarà possibile in futuro? Non so. Nel frattempo  il movimento delle scritture poetiche o parapoetiche continua. Nella più grande confusione (libertà, invece, secondo alcuni ottimisti).  Libri e libretti vengono pubblicati in gran numero da piccole case editrici. Testi o intere raccolte appaiono su innumerevoli blog e siti. Ciascuna di queste “micro-istituzioni” fa da calamita parziale e stabilisce in modi che a me paiono spesso discutibili e approssimativi  le sue classifiche dei Grandi e dei Minori,  applaudite da circuiti di lettori/poeti che restano ristretti e incomunicanti.  Per conto mio, non potendo sempre andare a fondo con la lettura e la critica dei testi che mi arrivano – no, non mi è possibile una critica  su ordinazione o per dovere d’amicizia o fondata su preferenze o idiosicrasie non  argomentate –  mi limiterò, come sto facendo, a qualche saltuario affondo. O, come adesso,  a una semplice segnalazione di qualcuno dei testi che  bussano alla mia porta. Infine, spero che il titolo scherzoso non susciti rimostranze. [E. A.] Continua la lettura di SEGNALAZIONE. Poesie senza passaporto

Sulle misere “Cinque giornate di Milano”

Lapidazione di cristo per  incidenti a MI

di Ennio Abate

Questa è la mia personale riflessione sui fatti di Milano accaduti il 1° maggio, festa oramai dell’Expo e non più dei lavoratori.  Altri – redattori e collaboratori di Poliscritture – interverranno se e come vorranno. [E. A.]

Siamo sempre alla ripetizione della vecchia storia. I più anziani di noi ricorderanno la teoria delle “due società” di Asor Rosa (circa 1977) che distingueva tra la “sinistra bene” e “gli autonomi cattivi”, ricorderanno le BR, i “compagni che sbagliano”, ecc. Fin quando i pacifisti saranno soltanto e soprattutto pacifisti e i violenti soltanto e soprattutto violenti non se ne uscirà. Non è questione di “ordine pubblico” o di “servizi d’ordine”. È questione di progetto politico che manca. Ci vorrebbe un Lenin capace di pensarne uno riassumibile in una parola d’ordine semplice e chiara, trovando il punto di fusione – fosse pure temporaneo – tra pacifismo attivo e violenza non gratuita o mediatica. Continua la lettura di Sulle misere “Cinque giornate di Milano”

7 FEBBRAIO 2015: DUE PROBLEMI

di Ennio Abate

Da oggi in questa categoria del sito (Diario di lavoro etc.) appariranno le note dei redattori e dei commentatori – assidui o occasionali – di POLISCRITTURE.
Riguarderanno il lavoro fatto o da fare dalla rivista/sito e potranno essere inviate preferibilmente a: poliscritture@gmail.it
La lunghezza non deve superare le 20-30 righe.

Comincio io, accennando a due problemi:
– dopo la morte di Gianmario Lucini, che dal n. 9 aveva accettato di editare come CFR la rivista cartacea, a me pare che si sia chiusa una fase e vada ripensata una prospettiva.Sono del parere che, ultimato il n.11 sulle scienze, si debba chiudere (magari temporaneamente) con il cartaceo, a meno di un ripensamento convincente della sua funzione, preparazione e destinazione;
– tranne alcune eccezioni, l’attuale redazione del sito (siamo in 11) – e lo dico non per drammatizzare o colpevolizzare nessuno – è, come si vede dai post pubblicati, meno attiva e presente di quanto si sperasse. La collegialità del lavoro è quasi azzerata ed io amministro il sito da solo.
Sono problemi che hanno a che fare con la pesante situazione politica e culturale in cui dobbiamo operare. E ritengo che non vadano nascosti ai lettori.