Archivi categoria: Storia adesso

Del passato che resta e del presente che si fa storia

Memoria. Tre sessantottini.

Pubblico  le riflessioni  che Paolo Rabissi e Franco Romanò  hanno fatto  leggendo il racconto del mio ’68 ( qui ). [E. A.]  

 

IL MIO ’68 ERA COMINCIATO NEL ’66
di Paolo Rabissi

Caro Ennio

non sono uno dei vecchi cui poter passare le tue domande così cariche di problemi, non ho capito meglio di te il significato di quell’anno. Di più, io festeggio il ’68 tutti gli anni il 7 dicembre non perché a S. Ambrogio in quell’anno Capanna strigliava i compagni poliziotti Continua la lettura di Memoria. Tre sessantottini.

Storia adesso/Resistenza. Appunti di lettura da “Una guerra civile” (12-16)

I primi 11 appunti di lettura sul libro di Claudio Pavone sono stati pubblicati in appendice all’articolo di Giorgio Mannacio, Il 25 aprile nella mia memoria (qui). [E. A.] Continua la lettura di Storia adesso/Resistenza. Appunti di lettura da “Una guerra civile” (12-16)

Il 25 aprile nella mia memoria

Bella la via imboccata da Giorgio Mannacio: partire dai segni che la storia imprime nella memoria dei singoli e poi connetterli all’oggi, ai pensieri o ai dubbi che ci travagliano su quello stesso passato/presente/futuro. Per incoraggiare altre riflessioni simili in Appendice aggiungo gli appunti di lettura tratti dal magnifico libro di Claudio Pavone, «Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza», che ho finora pubblicato in “Poliscritture su Facebook” in coincidenza con le polemiche (non solo locali) che ogni volta la celebrazione del 25 aprile suscita.  L’intento è collegare memoria e storia, sentimenti e ragionamenti dei singoli a sentimenti e ragionamenti in nome del *noi* possibile. [E. A.]

di Giorgio Mannacio

1.
A chi leggerà questo scritto raccomando vivamente di saperne definire i modestissimi limiti individuando in esso ciò che può servire e ciò che non può o non deve servire. Continua la lettura di Il 25 aprile nella mia memoria

Conoscere la Resistenza

Per disperdere i fumi della retorica e quelli del disprezzo che si addensano sulla Resistenza (e non solo attorno al 25 aprile) pubblico un saggio importante dello storico Claudio Pavone, raccolto in questo libro del 1994 forse oggi introvabile. Chi vuole riflettere, legga queste pagine. Chi vuole continuare a ciarlare, vada altrove. [E. A.]

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Da Renzo Tramaglino (meridionale) a Samizdat. Scavando nel mio ’68

di Ennio Abate

1. Che fatica dopo cinquant’anni! Cancellato un futuro possibile, appena intravisto, è – ahimé – ancora: Continua la lettura di Da Renzo Tramaglino (meridionale) a Samizdat. Scavando nel mio ’68

Appunti politici (13): “La storia intorno alle foibe” a cura di Nicoletta Bourbaki

Loška Dolina, Slovenia meridionale, il 31 luglio 1942. Soldati italiani fucilano Franc Žnidaršič, Janez Kranjc, Franc Škerbec, Feliks Žnidaršič ed Edvard Škerbec, cinque abitanti del villaggio di Dane presi in ostaggio qualche giorno prima. Nell’Italia degli ultimi anni, un’interpretazione frettolosa e “capovolta” di questa foto ne ha innescato la proliferazione virale in rete e sui giornali, sino a farne l’illustrazione per eccellenza di articoli sulle foibe e le vittime italiane della “violenza slava”.

10 febbraio, Giorno del ricordo. E ricordati di questo e ricordati di quello, ma «senza conoscere la catena di eventi che scatenò reazioni di tal genere, non è possibile dare una chiave di interpretazione corretta a quegli avvenimenti e il Giorno del ricordo, anziché essere un’occasione di riflessione storica, rimarrà esclusivamente uno strumento politico» (Piero Purini). Ascoltate gli storici prima di parlare. Del resto anche se avete una malattia (e l’ignoranza o la dimenticanza metaforicamente un po’ lo sono) vi rivolgete al medico o al primo che passa per strada? In  questo post, come faccio di solito su POLISCRITTURE FB, ho selezionato gli stralci  per me più significativi di  un lavoro encomiabile per la serietà con cui tratta la questione delle foibe. E’ apparso l’anno scorso (10 febbraio 2017)  su “Internazionale” e che potete leggere per intero qui. [E. A.]

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La memoria storica

 

Il Novecento passato a contrappelo (1)

di Ennio Abate

Questa scheda sotto forma di “tema svolto” a partire da alcuni documenti, molto didattica e rivolta ai giovani, l’avevo preparata lavorando a “Di fronte alla storia”, un manuale per le scuole superiori. E’ la prima di una serie che pubblicherò  qui su POLISCRITTURE ritenendola   di aiuto  sia ai lettori giovani che al dibattito sui temi attuali toccati dai vari collaboratori e commentatori. [E. A.] Continua la lettura di La memoria storica

Su “Li chiamavano terroristi” di Luigi Borgomaneri

borgomaneri

di Luciano Aguzzi

Intervento alla presentazione del libro di Luigi Borgomaneri “Li chiamavano terroristi. Storia dei Gap milanesi (1943-1945)”  svoltasi al
Centro Puecher  di  Milano  il 13 aprile 2016

Questo libro di Borgomaneri si può considerare “vecchio” e “nuovo” insieme. Vecchio perché deriva da un lavoro di ricerca durato oltre tre decenni e i cui risultati sono via via apparsi nelle due edizioni del testo fondamentale «Due inverni, un’estate e la rossa primavera. Le Brigate Garibaldi a Milano e Provincia 1943-1945» (Franco Angeli, 1985 e 1995), il quale contiene molte pagine ora rifuse in «Li chiamavano terroristi», e in altre pubblicazioni. Continua la lettura di Su “Li chiamavano terroristi” di Luigi Borgomaneri

Volto ambiguo di Calibano

calibano e la strega

di Giulio Toffoli

Viene in questo periodo riproposto il volume di Silvia Federici: Calibano e la strega. Le donne, il corpo e l’accumulazione originaria, edizione riveduta e aggiornata di Il grande Calibano – classico del femminismo marxista che la Federici scrisse con Leopoldina Fortunati negli anni Ottanta (Autonomedia 2014, ora Mimesis, pp. 234, euro 30,00). Le presentazioni critiche sono entusiaste. Ci si permetta di esprimere qualche dubbio prima di tutto metodologico e poi di merito. Continua la lettura di Volto ambiguo di Calibano

“Martiri delle foibe”: un po’ di chiarezza

1978 AI TEMPI DI MORO 1978 circa

di Alberto Panaro

Nel 2004 il governo di centrodestra, con l’avallo del centrosinistra, stabilì di celebrare il 10 febbraio (anniversario del Trattato di pace che nel 1947 aveva fissato i nuovi confini con la Jugoslavia) una “Giornata del Ricordo” per celebrare “i martiri delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata”. Una ricorrenza situata a dieci giorni dalla “Giornata della Memoria” (istituita nel 2000 per il ricordo dalla Shoah e di tutte le vittime e i perseguitati del nazifascismo). In questi anni il senso comune ha portato a fare di tutto un polverone, cosicché si parla correntemente di “foibe” come “olocausto degli italiani”. Continua la lettura di “Martiri delle foibe”: un po’ di chiarezza