Negri, impero, moltitudine (Millennio desiderante, manifesto 6 ag.2008, p. 13-14)
Recensione (appiattita sul pensiero di Negri) di Benedetto Vecchi sulle lezioni di Negri pubblicate in La fabbrica di porcellana. Il punto veramente decisivo, quello della «organizzazione politica della moltitudine», è dichiarato irrisolto. Per cui la «cesura postmoderna», che all’inizio dell’articolo viene data per scontata («Viviamo in un mondo che ha conosciuto un radicale mutamento delle forme di vita, dei modi di produzione e delle forme politiche e di governo. Viviamo cioè in un’epoca postmoderna»), è presentata alla fine dell’articolo «come scommessa e parte del problema da risolvere». La montagna teorica non partorisce neppure un topolino, verrebbe da dire amaramente. Specie se si tiene conto dei dati in controtendenza alla teoria di Negri che Vecchi pur rammenta: crisi dei movimenti sociali, crisi mai veramente radicale in America Latina («continente che Negri guarda con attenzione per quel rapporto di condizionamento e di autonomia che i movimenti sociali hanno stabilito con i governi “amici”»), recessione economica in Europa, Asia, negli Stati Uniti e in Asia.