Le tremende giornate di Gaza rischiano già di passare in secondo piano. Più che in altri drammatici momenti è mancata una risposta unanime e di massa contro un massacro che ha colpito soprattutto una popolazione inerme. Sono prevalsi in molti la rassegnazione, il senso d’impotenza, una sorta di "schifo etico". Forse le immagini dei bimbi dilaniati dalle bombe e quelle dei soldati israeliani con le loro sofisticatissime armi stanno lavorando ancora molte coscienze. Nel silenzio. Lo speriamo. Ma il silenzio è ambiguo. Può essere anche rimozione. Ecco perché, come pungolo a una riflessione difficile ma necessaria, pubblichiamo sul sito di POLISCRITTURE un "assaggio" della sofferta e lacerata discussione avvenuta tra la fine del dicembre 2008 e la prima quindicina di gennaio 2009 tra alcuni di noi. Sono balbettii. Ma oggi le verità si possono cercare solo balbettando. [E.A.]
* La selezione degli interventi è stata curata da Marcella Corsi
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