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7.2. 09 Paolo Virno su MarxDa http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/interviste/virno La nostra epoca non è pensabile senza Marx. Senza Marx "la comprensione dei problemi critici della nostra epoca sarebbero letteralmente incomprensibili. E questo vale anche per le obiezioni ai suoi limiti”. “Sempre più spesso oggi - continua Virno - Marx continua ad essere, anche solo per contrasto, uno strumento decisivo per il pensiero. Io lo considero nello stesso modo in cui Cartesio faceva con la morale provvisoria: verrà il momento in cui nuove conoscenze daranno vita a nuovi paradigmi di pensiero, ma finché questo non avverrà - perchè i cantieri sono ancora aperti - Marx rappresenta la cosa meno superstiziosa rispetto a molte delle ultime trovate che spesso sono semplicemente pre-marxiste”. Marx è una risposta politica alla controrivoluzione liberista. Il terreno politico oggi è questo: ragionare in una prospettiva postsocialista sapendo che è ormai impossibile un ritorno alle politiche classiche della piena occupazione. Marx mi sembra un’ottima risposta politica alla controrivoluzione liberista. Con uno slogan direi: non leggete Stuart-Mills, leggete Marx. Per una nuova teoria dell’individuo, quello sociale. Marx pensatore dell’individuo, della singolarità, della finitezza, della contingenza. Per me Marx è il più grande teorico in circolazione di ciò che c’è di unico e singolare nell’esistenza umana. In un tempo come il nostro in cui giustamente si ha a cuore l’individuo, la singolarità, la finitezza, la contingenza, bisognerebbe rivolgerci a Marx proprio come a colui che pensa l’individuo in quanto individuato. In questo senso lo userei in maniera spregiudicata e lo schiererei contro lo stesso marxismo. Marx serve per pensare la relazione tra natura e storia e, quindi, la “biopolitica”. Penso che in Marx ci siano dei punti di pensiero che permettono di cogliere la relazione tra la natura e la storia. Che in Marx vi siano degli embrioni per pensare una storia naturale che oggi serve per parlare sul serio, e non per moda, di biopolitica. Per uscire dalla chiacchiera diffusa sulla biopolitica ci vuole anche un’attrezzatura teorica marxiana. A Marx, infatti, stava a cuore non solo la mediazione sociale della natura, ma anche la mediazione naturale della società. Il marxismo occidentale, i Lukàcs, i Korsch e la Scuola di Francoforte, ha esaltato soltanto la prima, la mediazione sociale della natura, e non la seconda. Per Marx non era però meno importante la mediazione naturale della società. Marx può aiutare a pensare la nuova sfera pubblica della nostra epoca. Il Marx ripreso negli anni Sessanta e Settanta è il Marx dell’estinzione dello Stato. E’ il contrario del Marx usato per giustificare la costruzione di uno Stato popolare, rappresentativo. Questo Marx dovrebbe essere legato a questo emergere di quella nuova sfera pubblica che io vedo nel general intellect. Una sfera pubblica sottratta cioè ai lacci che oggi che la qualificano come risorsa produttiva capitalistica. Marx ha fatto solo pochi accenni a questo problema. Ha solo intravisto nella comune di Parigi una forma politica non rappresentativa e non utopistica. [A cura di E.A.] sabato 7 febbraio 2009. versione stampabile
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