O’ surde abitava uno scantinato a piano terra senza servizi igienici.
Prima dell’alba lo si sentiva sollevare con un gancio il tombino di ghisa
della fogna appena costruita e versarvi dentro il suo bidone di liquami.
La porta dello scantinato dava direttamente sulla strada ed era
quasi sempre aperta. Chi passava lanciava un’occhiata all’interno.
Lui era sempre lì. Passava quasi tutta la sua giornata nel locale poco
illuminato e maleodorante. Era un bravo elettrotecnico. Riparava le
radio, allora ancora a valvole di vetro, piccole cupole che racchiudevano
architetture di filamenti metallici. Ma aveva un’abilità ancora più
attraente per i bambini: sotto Natale in quel suo scantinato costruiva un
presepe così grande che nessuna stanza d’appartamento avrebbe potuto
contenerlo.
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