Elezioni politiche 2006. Comunicazione di servizio
di Ennio Abate
. Mi spiegate cosa c’è da stare allegri o addirittura da ridere? E chi sono i beffati? Molti pensavano che l’Unione stravincesse e invece Berlusconi è là, più infuriato e pericoloso (per ora cerca d’invalidare il risultato e poi? Se la magistratura confermerà la vittoria al pelo dell’Unione, dirà che è “comunista” e preparerà qualche altra mossa). Calderoli è là a suggerirgli mossette sataniche. Ciampi tace. E anche i leader del centro-sinistra sono là come belle statuine o boy-scout che incassano, tranquillizzano ma evitano di parlare dei problemi reali. E allora? Per favore, leggete L’Italia profonda di Rossanda (il manifesto 11 apr.2006): «Prodi non ha vinto. Berlusconi non ha vinto... Si apre uno scenario incerto, politicamente negativo...Il pareggio non è solo nei numeri: all’interno delle coalizioni non è venuto nessun grande spostamento. Berlusconi resta di gran lunga il leader più forte del centrodestra...Nella coalizione di centrosinistra il solo successo evidente è quello di Rifondazione, ma in un quadro generale che non ne moltiplica la valenza...Il problema più grave...è che a differenza di solo vent’anni fa, su cento italiani che incontri per strada, in autobus e in treno, quarantotto votano una destra illimitata che non si dà confini neanche nei confronti del fascismo...Questa destra si è radicata nella cosiddetta società civile... l’Italia è ammalata». Per favore, ricordiamoci che le elezioni misurano in modi imperfetti la volontà degli elettori (e quindi - secondo me - le cose possono stare anche peggio di come sono apparse dal risultato!): «Le elezioni, sia bipolari che proporzionali chiedono e obbligano a una scelta prevalente, ma proprio per questo, restituscono una rappresentazione impoverita della realtà» (Franco Carlini, il manifesto 12 apr. 2006). E soprattutto, sempre per favore, ragioniamo sugli immensi limiti dell’Unione e dell’attuale Sinistra, come fanno Ida Dominjanni: «Che la società italiana sia una società divisa - per interessi, valori, ideologie - è sempre stato vero (quale società non lo è?).....Perché meravigliarsi se l’Italia è spaccata? E perché meravigliarsi se si può “vincere tutto” con un solo voto di scarto? La religione bipolar-maggioritaria questo promette e questo mantiene.... Con un voto di scarto infatti si vince, ma non è detto che si convinca (e tantomeno che si governi)....C’è la delusione per un risultato che si sperava più solido. C’è un senso di debolezza, non rassicurato dal poco credibile tono trionfale delle prime dichiarazioni di Prodi. C’è una scarsa identificazione in uno schieramento che ha condotto la più grigia campagna elettorale della storia repubblicana, senz’altri argomenti dai soldi e dalle tasse, senza mondo (guerra, Europa, politica estera) e senza passioni.... Arrivati a quella che tutti definiscono “una democrazia matura” (cioè bipolare), si scopre che si tratta in realtà di una democrazia svuotata» (il manifesto 18 apr. 2006). ...e Marco d’Eramo: «La [mia] tesi è: lungi dall’essersi fatti circuire, gli italiani hanno votato in modo razionale in funzione dei propri interessi, in base alle informazioni di cui disponevano (seppur scarse e manipolate)...Con quale obiettivo primario la sinistra si è candidata al governo nel 2006? Con quello di risanare i conti pubblici. Il che in buon italiano vuol dire o ridurre le spese o aumentare le entrate, o ambedue. E gli italiani un primo doloroso assaggio di questo risanamento lo avevano già avuto prima con i governi Amato e Ciampi e poi tra il 1996 e il 2001. In tutta la campagna elettorale al centro del dibattito sono state le entrate dello Stato, mai le sue uscite...La sinistra pretende di “farsi classe dirigente”... sacrificando i salariati agli interessi delle altre classi...infatti l’unica promessa chiara Romano Prodi l’ha fatta alle imprese, quella di ridurre il cuneo fiscale del 5%. Da qui l’immagine (non del tutto peregrina) della sinistra come forza politica punitiva, esperta in bastone ma avara in carote: in prigione gli evasori sì, ma poi? Perché mai i nostri dirigenti del centro sinistra non ci dicono le tre-quattro misure chiare, semplici, precise, che porterebbero vantaggio alla maggioranza dei lavoratori dipendenti, invece di prospettarci solo un’improbabile punizione di quei cattivoni di speculatori? Perché non ci hanno fatto sapere in che cosa staremmo meglio con un governo di centrosinistra? Per di più, la società italiana è molto più intricata di quel che sembra: il calo delle nascite ha fatto sì che su quasi ogni individuo siano confluiti i modesti averi dei suoi avi, l’appartamentino, l’orto, il piccolo capitale in Bot, così che - come ha spiegato bene Marcello De Cecco - gran parte dei lavoratori dipendenti mantiene un livello di vita accettabile integrandolo con seppure piccole entrate finanziarie, di modo che, in maggioranza, ognuno di noi è insieme salariato dipendente e rentier piccolo borghese... Ecco perché il voto degli Italiani sembra razionale: perché - se non avessimo avuto Berlusconi contro - ci sarebbero state tutte le ragioni per votare contro questo centrosinistra. Che metà degli Italiani abbia accettato la dolorosa prospettiva di un’altra stangata, pur di evitarsi un regime berlusconiano è quindi solo segno di grande dedizione civica [o della solita paura del peggio, nota mia]» (il manifesto 18 apr. 2006). Ora nell’attesa speranzosa di fare come in Francia, visto che sul Titanic-Italia tra berlusconiani e prodiani si continuerà a litigare e a delirare facendo un gran polverone, sarebbe bene che almeno chi è ancora in grado di ragionare lo continui a fare. Affonderà o non affonderà il Titanic-Italia? Boh, in ogni caso i ragionamenti serviranno più dei deliri.