Tutti gli articoli di Ennio Abate

Ultime notizie da Vicofaro

di Marisa Salabelle

Dopo un lungo periodo in cui giornali e talk show sembravano aver dimenticato don Biancalani e la sua controversa attività a favore dei migranti, ultimamente i media si sono risvegliati. Ha aperto i giochi, se non mi è sfuggito qualcosa, Il Giornale, un quotidiano di raro equilibrio e di nota obiettività. «Don Biancalani trasforma la chiesa in un centro di accoglienza» titola venerdì 11 ottobre, e apre l’articolo con queste parole: « Decine di materassi in tutta la chiesa e poi scarpe, zaini e vestiti. È l’idea di accoglienza di don Massimo Biancalani, parroco di Pistoia, che ha deciso di ospitare negli spazi della chiesa di Vicofaro, la più grande della città, 250 migranti.»

Continua la lettura di Ultime notizie da Vicofaro

Aforismi e considerazioni sulla “bellezza”

di Federico Bock

-1- “Se si priva il mondo della bellezza, non c’è rimedio all’umiliazione. Ma è difficile che ci sia bellezza nel mondo senza solidarietà per gli umiliati”, (Zygmunt Bauman, Il disagio della postmodernità, Laterza, Bari-Roma 2018, 340).

Continua la lettura di Aforismi e considerazioni sulla “bellezza”

Su «Né acqua per le voci». Un confronto.

di Ennio Abate e Marina Massenz

In occasione della presentazione dell’ultima raccolta poetica di Marina Massenz (Milano 5 giugno 2018, Libreria Popolare di Via Tadino) lessi dei troppo veloci e frammentari appunti su questi suoi nuovi testi. Citandone brani, parlai di: un io allarmato che si osserva e registra; toni sincopati; tendenza a una sintassi “compressa”; ritualità impersonale per la frequenza di verbi all’infinito; rimandi a mondi chiusi e coatti; esaurimento, abbandono e desolazione come sottopensiero delle immagini (più spesso di animali che di uomini). Successivamente quegli appunti li mandai a Marina, che replicò, precisò, puntualizzò. Ne nacque uno scambio di mail tra noi che toccò alcuni temi più generali di poetica . Pubblico ora una sintesi della nostra discussione. Al di là dei punti in cui divergiamo o poniamo accenti diversi sulle questioni toccate, abbiamo una comune convinzione: un rinnovamento dei discorsi sulla poesia passa anche attraverso confronti schietti come questo. [E. A.]

Continua la lettura di Su «Né acqua per le voci». Un confronto.

Casa degli strani?

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è VOLANTINO-FRONTE-RETRO-e1570705312874-1024x744.jpeg

di Angelo Australi

LA CASA DEGLI STRANI è un progetto promosso dall’Associazione Il Giardino e dal Circolo Letterario Semmelweis, realizzato con il contributo dell’Assessorato alla cultura del Comune di Figline e Incisa Valdarno.

Continua la lettura di Casa degli strani?

Segnalazione. Attilio Mangano

La Generazione che ha perso. Attilio Mangano: il militante, lo studioso, l’uomo
A cura di Antonio Benci
CDP, 2019 – €10,00 

Con questo volume il Centro di Documentazione di Pistoia rende omaggio a un intellettuale che si è occupato di numerosi temi nel corso della sua esistenza. Mangano ha posto al centro della sua riflessione soprattutto i movimenti politici e culturali dando sempre interpretazioni originali e mai banali.
Un intellettuale che ha avuto in vita meno attenzione e visibilità di quella che meritava. Saggi di
Fabrizio Billi, Diego Giachetti, Marco Grispigni, Aldo Marchetti, Giuseppe Muraca, Franco Toscani.
Contributi di Carlo Carotti, Aldo Giannuli, Pier Paolo Poggio, Roberto Spocci. Prefazione di Giorgio
Galli.

 Attilio Mangano (1945-2016) è stato tante cose in vita: scrittore e saggista; militante politico e attento osservatore della realtà; organizzatore di eventi culturali e animatore di gruppi intellettuali; bulimico scrittore di articoli e direttore di riviste di nicchia; tra i primi blogger e tra gli ultimi romantici del ‘68; marito e padre dedicato e compreso. Il percorso intellettuale di Mangano ha attraversato il secondo
dopoguerra e ha indagato in modo sempre acuto e ironico i tic, le debolezze, le nobiltà e le miserie
della sinistra italiana di cui ha fatto parte con passione e partecipazione, poi con distacco e delusione, come tanti.

Massacro de popoli

di Francesco Di Stefano

 Li curdi come li palestinesi
 so’ un popolo de pori disgrazziati
 che de cazzotti e carci n’hanno presi
 e che nissuno certo j’ha scontati.
  
 Je dànno addosso un sacco de paesi
 pe tenelli da sempre confinati
 e che cor gasse a vorte l’hanno stesi
 rischianno de finicce sterminati.
  
 Mo co n’attacco fatto all’urtim’ora
 li turchi in Siria t’hanno sconfinato
 cercanno là de falli tutti fora
 co Trump che la strada j’ha spianato.
  
 È raro ch quarcuno ce s’accora
 come la Storia già cià dimostrato
 coll’armeni ner secolo passato.
 
 

Dopoguerra

di Giorgio Mannacio

 IL PADRE DELL’EROE

                                                                                              (Regina: “ Amleto, mi hai spaccato il cuore in due “                       
 Amleto: “Buttane via la parte peggiore “                                                                    Shakespeare: Amleto, atto III scena IV )
 
  
 Il vecchio che troneggiava
 tra gli ascari schierati in sospettosa  gloria
 aveva appuntata al petto una medaglia.
 Si pensa che sia d’oro.
 La distanza di questa immagine
 dalla voragine
 di quello che divora tutto e niente
 divide in parti eguali  mente e cuore.
 Si può fino a che punto
 gettare nei cascami della storia
 la favola peggiore?
 Ma il dado è tratto e svela  
 i numeri della sorte.
 Il luogo, il giorno, l’anno,  
 persino, a volte,  l’ora
 e il senso mai chiarito del ritratto.
Continua la lettura di Dopoguerra

Da «Ziantò (e nonna Lenuccia)»

di Luigi Greco

Questi brani sono tratti da «Ziantò (e nonna Lenuccia)» un bel libro, per ora inedito e a circolazione amicale, di memorie familiari che s’intrecciano con quelle della storia di una citta del Sud, Taranto, dai primi anni del Novecento ai Sessanta. Ziantò e la moglie Lenuccia – le due leggendarie figure rievocate con affetto e con toni da narrazione popolare dal nipote Luigi Greco, autore del libro – attraversano gli anni duri del fascismo, quelli della sua capitolazione e quelli del dopoguerra e della ricostruzione. E compaiono con i tratti netti e senza fronzoli o ambivalenze della umanità resistente di quell’epoca: lui, militante anarco-comunista assuefatto alle dure leggi della clandestinità antifascista ma anche spirito beffardo e capace di ironia e generosità anche contro chi lo perseguita; lei, di formazione cattolica e più esterna all’ideologia antifascista del marito, ma altrettanto combattiva e, pur sempre accanto a lui, capace di indipendenza femminile. Faccio notare che Ziantò è il padre di Michele Turi, che ho ricordato qui. [E. A.]

Continua la lettura di Da «Ziantò (e nonna Lenuccia)»

Arie d’Irpinia. Il vento nelle cose.

Conversazioni con Miza

di Donato Salzarulo

1.– Durante l’estate sono andato spesso a Lacedonia, a casa di Michelina Di Conza (in arte MIZA). Ho imparato facilmente la strada. In questo paese ho frequentato dal 1963 al ’67 l’Istituto Magistrale e qui avevo una sorella di mio padre e una sua cugina residenti. La zona è quella che gli abitanti chiamano “del padreterno”. Per chi come me viene da Bisaccia, occorre restare sempre sulla statale 303. Attraversato il paese fin quasi alla scomparsa dell’abitato, all’apparire dell’indicazione per il cimitero (dal finestrino s’intravede il filare dei cipressi), bisogna svoltare a destra per la mesta stradina. Appena imboccata, però, la si deve abbandonare per l’altra che si origina quasi nello stesso punto e che conduce verso la collina: è quella per la contrada Carducci («I cipressi che a Bolgheri alti e schietti»). Salendo, a sinistra, spunta una schiera di villette. Sul cancello di quella di Miza e del fratello si legge in stampatello il nome dei genitori: DI CONZA GIOVANNI – PANNO ANNA.

Continua la lettura di Arie d’Irpinia. Il vento nelle cose.

Socialismo e/o comunismo: storie morte, parole morte?

di Ennio Abate


La Risoluzione del Parlamento Europeo Sull’importanza della memoria per il futuro dell’Europa (qui) continua ad essere commentata e discussa. Ho riportato in POLISCRITTURE SU FB l’analisi (condivisibile per me) dello storico Claudio Vercelli (qui) e segnalo altre discussioni in corso: sulla pagina FB della storica Maria Grazia Meriggi (qui) e l’intervento di Anna Foa sul sito della Fondazione Feltrinelli (qui). Per invitare ad un ripasso di storia, riporto quattro schede che preparai per il volume sul Novecento “Di fronte alla storia” (Palumbo ed. 2009) per ribadire che quelle vicende non vanno cancellate dalla mente ma ripensate e studiate. (Come avevamo scritto nel n. zero della rivista cartacea (maggio 2005), Poliscritture  « pur memore della sconfitta delle esperienze di emancipazione o rivoluzione del Novecento e del fallimento delle dissidenze nei paesi del fu «socialismo reale», non rinuncia a costruire samizdat di critica elementare contro le menzogne dei potenti, anche quelle travestite da«senso comune» ».) Ma anche per capire – e lo dico con un po’ di sarcasmo – quali scoperte di altri documenti o riflessioni nuove abbiano messo in forse interpretazioni come queste riportate nelle mie schede, che paiono ancora oggi più chiare ed equilibrate di quelle prese da molti politici e studiosi odierni o addirittura del Parlamento Europeo [E. A.]

Continua la lettura di Socialismo e/o comunismo: storie morte, parole morte?