Cos’è Poliscritture?

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Poliscritture è stata rivista semestrale cartacea  dal 2005 (numero zero) al 2017 (numero 12). I suoi numeri sono scaricabili gratuitamente qui in pdf  e continua ad essere sito (www.poliscritture.it). Dall‘aprile 2018 con il fallimento del passaggio a una Poliscritture 2 (qui, qui e qui) e lo scioglimento della redazione [1] la rivista esce soltanto on line a cura di Ennio Abate.

L’idea base di Poliscritture [2] resta quella presentata nell’editoriale del numero zero
(maggio 2005) (qui la versione completa). E il sito continua a pubblicare una varietà di  scritture (di politica, filosofia, letteratura, poesia, arte, scienze e storia) comunque tese a ripensare una cultura (antica e nuova) della polis e della piena democrazia. E’ evidente, però, che da solo posso (e non so per quanto tempo ancora) essere un semplice supplente del noi che manca.

Ennio Abate

13 giugno 2020

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Ennio Abate è nato a Baronissi (Salerno) nel 1941. Vive dal 1964 a Cologno Monzese (Milano) ed ha insegnato italiano e storia nelle scuole superiori di Sesto San Giovanni e Milano. Ha pubblicato cinque raccolte di poesia: Salernitudine (Ripostes, Salerno 2003), Prof Samizdat (E-book Edizioni Biagio Cepollaro 2006), Donne seni petrosi (Fare Poesia 2010), Immigratorio (CFR 2011), La polìs che non c’è (CFR 2013). Ha tradotto dal francese e curato manuali scolastici sulla Commedia di Dante e, con Pietro Cataldi ed altri,  è stato coautore del volume sul Novecento di DI FRONTE ALLA STORIA (Palumbo 2009). Suoi disegni o saggi e interventi critici sono apparsi su varie riviste (AllegoriaHortus MusicusInoltreIl Monte AnalogoLa ginestra, Chichibio). Dal 2006 al 2012, all’interno delle iniziative della Casa della Poesia di Milano, condusse il Laboratorio MOLTINPOESIA e il  blog MOLTINPOESIA (2010- 2013). Oltre a  POLISCRITTURE (cartacea e on line dal 2005 al 2018). Cura  i blog  IMMIGRATORIO, POESIA E MOLTINPOESIA   e   NARRATORIO GRAFICO DI TABEA NINEO.


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COLLABORAZIONI
Chi vuole proporre testi (preferibilmente brevi e comunque non oltre i 20.000 caratteri, spazi inclusi, tranne eccezioni) può spedirli a 
poliscritture@gmail.com o a ennioabate@alice.it. Se per posta normale, indirizzare  a: Ennio Abate (Poliscritture), via Pirandello, 6 – 20093 Cologno Monzese (Milano). In tale caso il materiale non pubblicato non sarà restituito.


[1] 

Hanno fatto parte della redazione fino a marzo 2018

Luca Ferrieri

Luca Ferrieri Sono nato a Milano nel 1953. Lavoro come responsabile dei servizi culturali, bibliotecari e educativi presso il comune di Cologno Monzese (MI). Ho pubblicato diversi saggi sulla lettura e sui lettori, da Il lettore a(r)mato (Stampa Alternativa, 1993) a Tra l’ultimo libro letto e il primo nuovo da aprire (Olschki, 2013). Miei articoli e interventi sono usciti su diverse riviste come “Biblioteche oggi”, “Sfoglialibro”, “Culture del testo”, “Effe”, “Rivisteria”, “Poliscritture”, “Alfabeta2”, ecc. Collaboro con il blog Gruppo/i di lettura. In passato ho scritto anche alcune raccolte di poesia, come L’amore senza (finalista al premio Laura Nobile, 1993), Bollettini del traffico (1996), Se tu mi leggerai, Il PulcinoElefante, 1997.

Cristiana Fischer Ho insegnato (storia e filosofia, poi sono entrata di ruolo in lettere) per molti anni e insieme ho scritto per giornali popolari a larga diffusione. Ho fatto parte della Libreria delle Donne di Milano. Ora vivo in mezzo a un bosco, in Abruzzo. Scrivo solo poesie e racconti. Leggo soprattutto poesia, filosofia e testi divulgativi di scienze fisiche e matematiche.

Marco Gaetani

Annamaria Locatelli  Nata a Lodi nel 1948, risiedo a Milano, quartiere Corvetto, da oltre quarant'anni. Ho insegnato nella scuola primaria e partecipato alle attività di gruppi come Moltinpoesia e Ogginpoesia e di scrittura autobiografica presso la LUD. Ora mi interesso di problemi delle periferie urbane.

Donato Salzarulo

Donato Salzarulo Educatore, ex dirigente scolastico, vivo e lavoro nell'hinterland milanese. M'interesso di poesia, pedagogia e politica. Ho scritto su vari autori e pubblicato su blog e riviste locali e nazionali. Per le Edizioni Dente di Leone (casa editrice di mia fantasia) ho pubblicato: L'ultima neve (2006); Sipario d'amore (2007); La spilla da balia (2007); Questa città. Parte prima (2007); Il mio maestro (2008); I lampi della magnolia (2008); Dal Paese d'argilla (2010); La vita sospesa. Appunti da Cairano (2011); La taverna del portoghese (2011); Un racconto di Dürrenmatt e la funzione Fortini (2012).

Giulio Toffoli

 Giulio Toffoli (Milano, 1951) Laureato in storia e filosofia all’Università degli Studi di Milano, risiede a Brescia. Vive fra i suoi libri in operoso ozio, contemplando il grande vigneto urbano posto alle falde del monte Cidneo. Ogni tanto incontra un amico che chiama il Tonto e con cui dialoga.

Hanno fatto parte della redazione fino a novembre 2017

Marcella CorsiMarcella Corsi
Nata a Milano (1950), dalla fine degli anni ‘60 vivo a Roma. Laurea in lettere classiche e approfondimenti in demoantropologia. Come conservatore museale ho pubblicato saggi soprattutto di antropologia storica. Tra questi cito, perché forse di qualche interesse generale, Nel cuore del cuore della Roma popolare? (in "Lares", LXXII, 3, sett.-dic. 2006). Tra le pubblicazioni di poesia: Cinque poeti del premio “Laura Nobile” (Scheiwiller, Milano 1992); Hanno un difetto i fiori (Amadeus, Cittadella [PD] 1994); Distanze (Archivi del ‘900, Milano 2006, premio Antonia Pozzi per l'inedito); Il vento, il riso, il volo. Versioni dai Poems di Katherine Mansfield (link 1 e link 2) (Galaad, Giulianova [TE] 2010, finalista premio Marazza). Mi interesso di ecocritica e cerco di praticarla ( link 1 e link 2).
Fabio CiriachiFabio Ciriachi
Sono nato a Roma nel 1944. Con la silloge “Dissidenze”, in 7 poeti del premio Montale (All’insegna del pesce d’oro, 1991), sono tra i vincitori del Premio Montale 1990 sezione inediti. Ho pubblicato racconti: “Solo per somiglianza” in La mia città senza grazia, antologia del Premio Anna Maria Ortese 2004 (Empiria, 2005), “Un poeta all’inferno” in Renault 4 – Scrittori a Roma prima della morte di Moro (Avagliano, 2007). Le raccolte di poesia L’arte di chiamare con un filo di voce (Empiria, 1999), Il giardino urbano (Empiria, 2003), Pastorizia (Empiria, 2011). La raccolta di racconti Azzurro-cielo e verde pistacchio (Edimond, 2008). I romanzi Soprassotto (Palomar, 2008), L’eroe del giorno (Gaffi, 2010, premio Passioni), Le condizioni della luce (Gaffi, 2013). Ho tradotto dal francese l’opera di David Mus Qu’alors on ne se souviendra plus de la mer Rouge (Ragage/Empiria, 2005). Ho recensito libri per la Repubblica, il Manifesto, l’Unità.
Salvatore Dell'AquilaSalvatore Dell’Aquila
Nato nel 1954 a Roma, città dove ho sempre vissuto e studiato. Maturità classica nel 1973 (Liceo ginnasio statale Luciano Manara); laurea in Medicina e Chirurgia nel 1980 (Università Cattolica del Sacro Cuore, tesi in Clinica Psichiatrica). Dal 1981 esercito il mestiere di medico di famiglia. Diplomato in Medicina Cinese Tradizionale e Agopuntura (Beijing College, Pechino), da quasi trent’anni esercito anche questa pratica terapeutica; insegno Agopuntura dal 1993 (dapprima Università Carlo Bo a Urbino, poi Sapienza e Tor Vergata a Roma). Scrivo poesia dall’adolescenza e ho pubblicato in proprio due piccole raccolte: Isola (1972) e Giochi di memoria (1984). Dal 2009 pubblico prose e poesie nella rivista Poliscritture.

Andrea Di SalvoAndrea Di Salvo
Dal 2010 curo la rubrica Vìride. Critica del giardino su Alias, supplemento culturale del quotidiano Il Manifesto. Curo per la collana Habitus di Derive Approdi i volumi su Giardini e Paesaggio di Gilles Clément e Lucilla Zanzazzi. Storico di formazione (Mph a Venezia), lavoro nel mondo dell’editoria e ho insegnato per oltre dieci anni "Editoria e tecnica dei nuovi media" all'Università La Sapienza di Roma. Master in Architettura del paesaggio presso l’Istituto Quasar di Roma, studio, ragiono e ardisco progettare giardini (nel 2010, ho vinto il Festival internazionale dei giardini di Ponte de Lima in Portogallo). Ho collaborato ai numeri 8 e 10 di Poliscritture.

Giorgio Mannacio
Sono nato in Calabria nel 1932 e salvo il periodo bellico (1942-1945) sono sempre vissuto e ho lavorato a Milano e negli immediati dintorni. Cultura originaria: umanistica. Cultura di formazione: giuridica. Cultura di elezione: poesia e filosofia. Ho scritto cinque libri di poesia (uno satirico). Rare incursioni nella narrativa. Ho pubblicato poesie su varie riviste e quotidiani ("Il Caffè", "Il Verri", "Alfabeta", "L'Almanacco dello Specchio"). Alcuni saggi teorici su poesia e meditazioni diverse sono usciti su "Molloy", "Colophon", "Ippocrene", "Monte Analogo", Poliscritture.

Roberto RennaRoberto Renna
Nato a Roma nel 1956, più o meno non mi sono mai mosso. Attualmente insegno presso l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione "Roberto Rossellini" (www.kinetoscopio.it) ovviamente di Roma. Sono laureato in storia del teatro con una tesi sul teatro nel Rinascimento e di teatro ho vissuto per un po’ lavorando come attore e regista. Ho lavorato diversi anni alla RAI occupandomi soprattutto di repertorio riguardante lo spettacolo leggero in TV e questa è forse la cosa di cui mi intendo di più. Ho realizzato per RAI e Fonit-Cetra diversi lavori antologici relativi al Varietà. Ho girato alcuni cortometraggi di argomento vario. Scrivo per me e per Poliscritture soltanto.
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[2]

poli-S-crittureQuesta è, dunque, una rivista di scritture plurali, come dice il titolo stesso. Ma in esso abbiamo inserito una ‘S’ in rosso, che evoca in sottofondo la polis, la città, fonte antica e più o meno mitica della politica e della democrazia. Vogliamo così segnalare ai lettori non una patetica nostalgia dell’antico ma l’intenzione di ristabilire in nuovi modi una tensione costruttiva tra scritture e politica che oggi si è perduta. E intendiamo farlo innanzitutto promuovendo il dialogo critico tra una parte almeno dei molti scriventi di massa, che oggi, digiuni o quasi di studi umanistici o vagamente acculturati su quelli scientifici, producono testi di ogni genere, e quanti, ancora critici e memori della lezione universalizzante dei “classici” (compresi quelli del Novecento), scrivono di filosofia, letteratura, arte, scienze e storia.”

Poliscritture è una rivista che:

1. pur memore della sconfitta delle esperienze di emancipazione o rivoluzione del Novecento e del fallimento delle dissidenze nei paesi del fu «socialismo reale», non rinuncia a costruire samizdat di critica elementare contro le menzogne dei potenti, anche quelle travestite da «senso comune»;

2. sarà attenta alle latitudini, al mutare non neutro delle relazioni tra tempi e spazi globali e tempi e spazi locali e ai modi soggettivi con cui ne percepiamo i segni nei tanti luoghi/non luoghi dove ci ritroviamo ad abitare o a viaggiare;

3. incoraggerà gli esodi sia come fughe e evasioni fisiche alla ricerca di libertà e sopravvivenza (quelli, ad esempio, dei migranti) sia come diserzioni mentali da valori comunitari condivisi per conformismo e non più verificati sui bisogni reali dei viventi;

4. si misurerà con la storia adesso, ripensando cioè anche contro il presente, mai di per sé migliore del passato, gli eventi, massimi o minimi, sovente rimossi dagli stessi dominati o accomodati dagli storici di professione per compiacere la vanità dei dominatori di turno;

5. nel suo zibaldone (narrativa e poesia/moltinpoesia) accoglierà una molteplicità di scritture “creative” (poesie, diari, appunti, racconti, ecc.), oggi in crescita tumultuosa, le farà dialogare criticamente tra loro e con quelle saggistiche e scientifiche, in modo che possano sottrarsi sia all’ipnosi dei modelli commerciali o accademico-specialistici sia al solipsismo, poiché – come ha scritto Augé – «la scrittura porta sempre con sé un distanziamento dalla solitudine in funzione di nuovi legami e nessuno scrive senza pensare a chi lo leggerà».

6. con le sue letture d’autore proporrà esempi di come dei lettori attenti e curiosi interrogano alla luce delle proprie suggestioni, emozioni e convinzioni opere di ogni tipo (dal romanzo al saggio, dal film al brano musicale, al trattato scientifico) in vista di un sentire e un agire in comune;

7. per sondare vicinanze e distanze e confrontarsi con altri problemi e idee, salirà e scenderà sulla giostra delle riviste (cartacee o online, specialistiche o divulgative), che sono in genere ancora laboratori di ricerca immuni dalla comunicazione-spettacolo.

6 pensieri su “Cos’è Poliscritture?

    1. No, solo in poche librerie. Possiamo spedirle il cartaceo su richiesta se ci manda un recapito.
      I numeri usciti erano fino a poco tempo fa consultabili e scaricabili alla voce ‘Rivista in PDF, ma al momento non è possibile per un errore tecnico che stiamo riparando.

  1. premesse entusiasmanti, molto ambiziose
    sarà il vostrro modo di lavorare a fare la differenza
    uno stile è assai più complesso di una scelta di contenuti
    suggerisco il confronto
    con Leggendaria
    e chiedo come leggervi

    1. Qui ovviamente. E sul gruppo Poliscritture su FB, dove può iscriversi. Per il cartaceo mandi il suo recapito a poliscritture@gmail.com
      O, se preferisce, può scaricare i PDF dei numeri precedenti (tranne l’ultimo) andando in LA RIVISTA IN PDF sotto il titolo.

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