Otto poesie dalla raccolta inedita “Opera incerta”

di Anna Maria Curci

 

Avvistamenti

In bilico su toni e fenditure
cerca il prodigio il varco quotidiano
senza i sipari i tuoni e le tribune.

Tu prova a decifrare
linee forme colori.
Della sciarada resta
l’anelito, l’attesa.

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La visione delle parole

di Alberto Mari

 

Al di là del loro senso illimitato “scritture e realtà” sono termini a volte contrastanti che comunque difficilmente si integrano. Se poi parliamo di fruibilità, per la scrittura, specialmente quella poetica, è notte fonda. Continua la lettura di La visione delle parole

Una microstoria in un quartiere di periferia

di Ennio Abate

 Materiali (1-3) per una storia sociale e politica di Cologno Monzese
MICROSTORIA DELLA SCUOLA MATERNA DEL QUARTIERE STELLA (1969-‘72)

*Pubblico qui, rielaborato e a puntate, un testo molto lungo del 2008. E’ di cronaca,  di riflessione  storico-politica e di scavo nella dimensione personale dell’esperienza. L’intenzione è quella d’incoraggiare singoli o gruppi ad andare in profondità nelle pieghe della difficile e oscura storia di certe città della periferia di Milano. Dedico questo lavoro a Danilo Montaldi e Franco Alasia, autori di “Milano Corea” che ho conosciuto e stimato. [E.A.] Continua la lettura di Una microstoria in un quartiere di periferia

Sbratto 3: E leggimmece pure Rancière

di Ennio Abate

 

E leggimmece pure Rancière, «Communists
without Communism?».* Chiste rice ca l’uguaglianza
non è un fine da raggiungere; è un punto di partenza.
Dint’o cirvielle, ie penze. Ca, attuorne, proprie nun se vede.
E ca l’intelligenza è una sola, nun nge sta chella ro maestro
e chella ro scolare. E ca amma finì e fa l’intellettualon’i
ca nzegnane a gente cumme se fa a campà. E cà pozz’appruvà.
O cummunisme è allore ‘ntelligenz’e commune? Speramme!
E dice pure ca l’ignorante è capace e ‘mparà ra sule
Allore a dittatura dell’ignoranza nun nge stà?Beh, boh!
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Amy Winehouse

di Paolo Carnevali

[Tratto da Don’t Panic Magazine music underground]

 

Amy Winehouse ci ha lasciato troppo presto, incarnando il mito dei poeti maledetti, personaggi che decidono di distaccarsi dagli ideali della società di massa. Incompresi, spesso con vite autodistruttrici, riconosciuti più dopo la loro morte che durante la loro vita. La cantante britannica, inizia ad avere problemi di Continua la lettura di Amy Winehouse

Il paese dei balocchi

    di Aldo Giobbio

Pubblico il testo di questa bella conferenza che Aldo Giobbio ha tenuto nell’agosto 2018  nell’ambito delle iniziative di Tonalestate (vedi nota sotto) ringraziando autore e  organizzatori  per l’autorizzazione. [E. A.]

Carlo Lorenzini (1826-1890), più noto con il nome d’arte di Carlo Collodi, ha scritto con Pinocchio, uscito a puntate tra il 1881 e il 1883, l’unico romanzo di formazione (Bildungsroman) della letteratura italiana (se si esclude, in un certo senso, la Divina Commedia). Certo, non si può definire così Cuore, di Edmondo De Amicis, che tutt’al più è un testo di educazione civica, del resto non peggiore di altri (certo migliore del Piccolo alpino di Salvator Gotta, che del resto, qualche anno dopo, cresciuto in età ma non in saggezza, nella Seconda guerra del piccolo alpino diventa fascista). Come si sa, i ragazzi che vanno nel paese dei balocchi diventano somarelli, parabola che si deve interpretare non tanto nel senso che rinunciano ad una formazione scolastica regolare ma in quello, molto più tragico, che perdono il contatto con il mondo reale. Carlo Lorenzini, che aveva combattuto nelle campagne del Risorgimento (1848 e 1859), aveva impiegato il resto della vita per riaversi dallo choc. Continua la lettura di Il paese dei balocchi

Tre riepiloghi sul ’68

di Ennio Abate, Paolo Rabissi e Franco Romanò

 

Partendo da un articolo di Abate, DA RENZO TRAMAGLINO (MERIDIONALE) A SAMIZDAT  del 19 febbraio 2018,  abbiamo intessuto ricordi  personali e politici  su un evento al quale ciascuno di noi ha partecipato a modo suo. Sono passati cinquant’anni. Sembriamo ancora accomunati da un giudizio sostanzialmente positivo sul significato storico e politico del ’68. Eppure diversi sono  gli accenti, le prospettive e i filtri di lettura che usiamo. Sperando di non aver opacizzato  ma reso nelle sue molteplici facce  alcune di quelle vicende e i problemi che affiorano nel ripensarle, pubblichiamo in un unico blocco il nostro lungo e  laborioso scambio di mail, avvertendo in anticipo che un po’ di fatica la chiediamo ai nostri convenzionali quattro lettori. [E.A., P.R., F. R.]

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Sulle “origini” della violenza nella Storia

di Giorgio Mannacio

1.
La discussione intervenuta sulla figura di Ceronetti (qui), si è sviluppata in varie direzioni e ha dato anche l’occasione per digressioni di diverso contenuto e valore. Una di queste è costituita da un passo del politologo Carlo Galli, che trascrivo letteralmente. Certo, esso andrebbe letto nel più ampio contesto dell’articolo in cui è inserita, ma ai limitati fini che mi propongo può bastare questo stralcio:

“ …la costituzione della sovranità è uno dei processi più distruttivi della storia umana. Le sovranità degli stati si sono formate nel sangue della guerra civile o nel furore delle rivoluzioni . Mai una sovranità è nata perchè qualcuno intorno ad un tavolo ha trasferito pacificamente ad un soggetto terzo il diritto di tassare , di formare un esercito ,di detenere il monopolio della violenza, individuare gli interessi strategici di una comunità “

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A quattro zampe


di Arnaldo Éderle

 

Ad Anastasia Andreev con la mia riconoscenza

 

(Ecco cosa voglio fare: scrivere una cosa intitolata: “A quattro zampe”.)

Stava appoggiata sulle mani e sui ginocchi
e così camminava un po’ diritto e un po’ di sbieco
poi si girava a guardare il percorso e sorrideva.
Non so dire chi fosse, ma mi interessava molto,
aveva una capigliatura rasata e delle basette
lunghissime quasi fin sotto il mento,
si voltava indietro ogni tanto forse
per misurare il percorso. Continua la lettura di A quattro zampe