Archivi tag: Alberto Rizzi

Le masse sono coglione? Un appunto

di Ennio Abate

“anche perché le masse hanno sempre meno capacità di usare il pensiero critico (che erano già scarse, proprio perché masse”

“se crescono ancora più rincoglionite di quel che già sono, queste generazioni, tanto di guadagnato anche per chi governa (per conto terzi), no?”

“Quindi come bisogna stare in campana sul fronte sanitario […] così meglio stare in campana anche su quello politico e sociale. Questo punto di vista dà fastidio a qualcuno?” (Alberto Rizzi su POLISCRITTURE FB)

Le masse sono viventi come noi che non riusciamo a raggiungere coi nostri discorsi e di cui non riusciamo a intendere i bisogni. Non è che ” hanno sempre meno capacità di usare il pensiero critico […] perché masse”. Cioè per un fatto di natura (i quadrupedi o i serpenti non possono volare, volano gli uccelli). Il fatto è che le condizioni materiali e spirituali in cui conducono la propria vita ( o sopravvivono) impediscono che il *loro pensiero critico* possa esprimersi nelle forme simboliche riconosciute e maneggiate soltanto da una parte degli umani ( gli specialisti, i colti, gli informati). Sì, il rincoglionimento della masse è uno degli strumenti per governarle (=tenerle sottomesse) Il dis-coglionimento delle masse (alias processo di educazione per aiutarle a liberarsi dai paraocchi e dalle condizioni di miseria, d’ignoranza, di asservimento ai miti e alle ideologie di quanti considerano naturale e insuperabile l’essere masse) dovrebbe essere un obiettivo politico prioritario, indispensabile. Altrimenti perché si dovrebbe “stare in campana”?

Alberto Rizzi

In Derive senza approdi si percepisce invece la necessità di cogliere il senso del nostro andare, di soffermarci nel silenzio in profondo ascolto con la natura. In basso/lo spacco nel betòn/mostra traccia d’erba/impronta che convien seguire/fino a tornare dentro/Dentro.

Sono versi che prendono in considerazione la distanza formatasi in questi ultimi tre secoli tra uomo e natura. La soluzione che propongo è quella di mettersi in ascolto con la natura, cercare di comprenderla di nuovo attraverso il continuo viaggiare sul piano fisico. Questo ci porterà necessariamente a guardarci dentro; e dovrebbe permetterci di proiettare poi quello che abbiamo dentro in maniera etica sull’esterno.

Da http://www.independentpoetry.org/2019/10/22/intervista-a-cura-di-michele-paoletti/

Noi e loro. Nello specchio di Facebook verso la fine del 2016

*In evidenza*
Da “Poliscritturte FB” a “Poliscritture sito”

Questo post (come in futuro altri su temi importanti) rimarrà in primo piano per un certo numero di giorni in modo da permettere  riflessioni approfondite, segnalazioni repliche e controrepliche meditate e non solo contingenti o frettolose. Le pubblicazioni ordinarie degli altri post continueranno come al solito e i lettori le troveranno sotto quello *in evidenza*. 

di Ennio Abate

È un luogo comune dire che su Facebook prevale la chiacchiera più stupida e che una discussione approfondita è impossibile. Può darsi. Eppure a volte in questo specchio tecnologico si riflettono e si depositano – frettolosi e impulsivi, meditati e fermi –pensieri “veri” anche se concisi, immaginari che altrove teniamo sotto controllo, ideologie più o meno dichiarate. Una scoppiettante discussione è avvenuta in questi ultimi giorni su “Poliscritture FB” attorno al post di Alessandro Dal Lago fieramente ostile alle posizioni di Grillo e del M5S sull’emigrazione. Esso ha calamitato inquietudini, malumori, ostilità. Anche di amici. E, dopo alcune repliche, alcuni di loro hanno poi preferito ritirarsi dalla discussione o tacere. Eppure la questione affiorata (cosa fare di fronte all’emigrazione?) è davvero una cartina di tornasole, un problema con cui misurarsi fino in fondo (politicamente e poeticamente). Non è la prima volta che qui su Poliscritture ci giriamo intorno (o – a me pare- l’aggiriamo). Perché è questione drammaticamente urgente e specifica, che però svela presto – ardui da capire e ancora più da affrontare – risvolti geopolitici (l’uso strumentale che tendono a fare dei migranti le grandi potenze; l’ambiguità dell’UE o del governo italiano) e storico-culturali (ci sono altre vie oltre a quelle oggi praticate che si rifanno all’universalismo solidaristico cattolico e/o illuministico oppure al nazionalismo più o meno identitario e differenzialista che si batte per il “prima noi italiani”?). È possibile dire su tale questione: “Noi di Poliscritture pensiamo questo e questo”? È possibile dire: “ Non condivido quanto scrive Dal Lago per questi motivi; e invece condivido le posizioni di Grillo e del M5S o di altri per questi motivi”? A me pare di sì. E perciò, sperando in ulteriori approfondimenti, ripropongo qui tutti gli interventi. [E. A.] Continua la lettura di Noi e loro. Nello specchio di Facebook verso la fine del 2016

Da “Poesie incitanti all’odio sociale”

angeli sopra berlino

di Alberto Rizzi

 

 

SPECIMEN

Su frammenti di vetro rotto cammina la speranza
e pone gli occhi attorno
—————————–e guarda
e seduto vede un maschio d’uomo
d’ampi gesti chino e grugnente che
——————————————-quasi fratel fatto a primate
scimmia dagli occhi surrealisti
————————————-a crudi bivalvi suca ‘l molle frutto Continua la lettura di Da “Poesie incitanti all’odio sociale”