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Moreno

 

di Angelo Australi

 

Negli ultimi anni ho sempre vissuto nel mio paese lavorando altrove, alle otto del mattino attraverso la nuova circonvallazione messa nel caos dalle auto per recarmi in città e rientro più o meno alle otto di sera, affogando nello stesso caos di individui presi dalla fretta, impazienti, arroganti, intolleranti, vogliosi solo di lavarsi i denti. Non mi piace per carattere riconoscermi in una sfida quotidiana, per questo il paese piano piano dentro di me si sta sfuocando. Lo amo ancora tanto, ma è come se ci vivessi attraverso delle impressioni, dei ricordi e delle emozioni telecomandate. Con gli amici è difficile a questo punto della vita Continua la lettura di Moreno

Su “Se i muri potessero raccontare”

 

di Angelo Australi

 

Non so “ Se i muri potessero raccontare” di Maurilio Riva è un romanzo, o meglio, lo sia nei termini in cui la trama può esercitare la curiosità del lettore sui personaggi, sullo svolgersi dei fatti. Qui il personaggio è il luogo stesso in cui tante vite si sono incontrate, i muri in cemento armato della fabbrica sono l’alter ego dell’autore, anzi, oserei dire che il personaggio fabbrica si sdoppia, trova un suo collante morale nel personaggio di Moreno Continua la lettura di Su “Se i muri potessero raccontare”

amare e/o lavorare

di Angelo Australi

a Roberto Voller

Dal 1980 al 1985 ho lavorato alla vetreria del mio paese. Ormai è passato davvero tanto tempo. Fui assunto il primo di aprile, nella stessa settimana è uscito il mio primo romanzo e Sabrina ha capito di essere incinta di Egle. Se non si tratta del classico pesce d’aprile allora è una stupenda magia, mi sono detto. Avevo preso la patente da pochi giorni quando decisi di andare fino a Reggio Emilia per ritirare le copie del libro che poi avrei distribuito nelle edicole e nelle librerie del territorio. Era pubblicato dalla casa editrice Ciminiera, diretta da Vincenzo Guerrazzi, quasi contemporaneamente a un libro di Carlo Cassola che parlava del disarmo nucleare, con il quale era stata inaugurata quella nuova collana. Caricai ben 750 copie nel portabagagli della Diane sei. Sull’Autostrada del Sole, a centoventi all’ora l’auto si alzava sul davanti, e i camionisti che sorpassavo sul tratto appenninico spaventavano la notte lampeggiando e suonando il clacson per avvisarmi. Vista dall’esterno, l’auto lanciata a quella velocità doveva dare l’idea di schiantarsi ogni momento contro uno dei bestioni che arrancavano sull’appennino in fila indiana, ma ero felice e correvo per tornare presto a casa con il mio libro fresco di stampa e l’idea che presto sarei diventato padre, e anche perché da poco più di una settimana ero orgoglioso di fare un mestiere che ritenevo tra i più antichi del mondo. Continua la lettura di amare e/o lavorare

che nessuno mi tocchi la torta pasqualina!

 

 di Angelo Australi

 

 

La schizofrenia del nuovo millennio si percepisce anche dalle nostre abitudini culinarie, perché ormai si può cucinare una peperonata o delle melanzane alla parmigiana in pieno inverno. Una volta nessuno si sarebbe mai immaginato di mangiare cacciagione fuori dai mesi di apertura della caccia, oggi invece si può avere in tavola capriolo, cinghiale e lepre tutto l’anno. Ci lamentiamo se le stagioni non rispettano il loro corso, ma quando invitiamo a cena degli amici magari di novembre, gli cuciniamo un bel risotto di asparagi. Continua la lettura di che nessuno mi tocchi la torta pasqualina!

in una foresta

Nilo Australi, Atlas mundi

di Angelo Australi

 

L’ultima mia proposta è questa:
 se volete trovarvi,
 perdetevi nella foresta.

(Giorgio Caproni)

Ritrovai Fernando al bar tabacchi dove mi rifornivo di sigarette ogni giorno, dopo tanto tempo che non ci vedevamo. Era una mattina piovosa di fine novembre, la pioggia gelida cadeva lentamente annunciando la prima nevicata dell’anno sulle montagne che la cappa di nuvoloni bianchi e compatti nascondeva alla vista. Da alcuni anni non parlavo con questo caro amico d’infanzia, pur abitando nello stesso paese. Lui era uno dei pochi Continua la lettura di in una foresta

fai attenzione alle palle vaganti

pallone

di Angelo Australi

Il sabato e la domenica spesso gioco a calcio con mio figlio in un campetto dietro la chiesa. Lo alleno da portiere, facendo in continuazione tiri angolati, centrali, rasoterra, all’incrocio dei pali. Arrivo letteralmente a sfiancarlo, ma è sempre un compromesso, pur di non segnarlo a una di quelle scuole di calcio che io detesto a morte, dove i genitori dei ragazzi sono convinti di avere alle mani un futuro campione che le grosse società dovrebbero sentirsi in dovere di acquistare a suon di miliardi. La fatica del padre dopo una settimana di lavoro non entra nemmeno in parte in questa esigenza di mio figlio di allenarsi da portiere per il torneo scolastico di calcio. Lui è attrezzato al massimo, ginocchiere, guanti, io calcio quel pallone di cuoio durissimo con delle normali scarpe a tennis, tanto che una volta, colpendo male la palla mi sono addirittura spezzato l’unghia al pollice del piede sinistro. A questi allenamenti partecipa anche Gino. All’inizio tenta di entrare in partita azzannando la palla, poi decide di girovagare a cinci sciolto nei terreni incolti dietro la chiesa o sul greto del torrente. Continua la lettura di fai attenzione alle palle vaganti