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Sbratto

Tabea Nineo, Senza titolo, olio al 4 settembre 2017

Appunti  (di  solito mattutini) raccolti al volo da gennaio ad agosto 2017

di Ennio Abate

Che rapporto c’è fra l’io e il noi? Quali interferenze? Quando e perché si distanziano o si avvicinano? Cosa alimenta gli estremi a cui tendono: il solipsismo o la fusione/confusione (mistica, gregaria) nel noi ( massa o élite)? Invece di un saggio, provo a  offrire spunti per  risposte e riflessioni a tali domande selezionando  alcuni miei appunti. ‘Sbratto’ sta per ‘stanza  da sbratto’ [ = che riceve tutti gli oggetti ingombranti o di cui ci si serve di rado]. Spero che altri poliscrittori   ne propongano di  propri e così  si vedrà meglio se sia possibile o no quell’ io/noi capace di reggere la contraddizione fra le due facce. [E. A.]

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Stralci di un romanzo inedito (1)

resistenza

di Augusto Vegezzi

Oggi che è il 25 aprile viene festeggiata una liberazione lontanissima nel tempo (69 anni fa) mentre avremmo un gran bisogno di liberarci oggi (e forse proprio dai “liberatori” d’allora).  Gli stralci del romanzo di Augusto Vegezzi, che pubblicherò in varie puntate, permettano almeno di evitare il teatrino delle marionette e di ripensare la materia umana e storica incandescente di quegli anni. [E.A.]

 [Questa è la storia di formazione di un ragazzo di 14 anni e di uno di 17 che diventano uomini nel periodo che va dall’occupazione tedesca alla Liberazione e alla conclusione del governo Parri. Nello scenario dello Stato in decomposizione, della guerra civile e della società italiana divisa, dove stanno tramontando la classe borghese agraria e il mondo contadino mentre alla fine emergono virulenti la borghesia avventuriera e le classi lavoratrici organizzate, si completa la formazioni di due amici. René appartiene a una famiglia borghese e vive una drastica ribellione contro il proprio ambiente sociale, del quale rifiuta l’ipocrisia morale e religiosa. Egli si lega fortemente a Orlando, ancor più ribelle e determinato a trovare un’alternativa. Nella tragica guerra civile i due giovani maturano l’emancipazione dalla religione e dalla borghesia, la scoperta dell’amore e del sesso, l’esperienza della lotta armata, infine si contrappongono con scelte opposte, vissute nello strazio dell’abbandono reciproco. In René prevale una ricerca etica della responsabilità, in Orlando uno spirito di auto-affermazione comunque, tutta e subito, che lo porta a spericolate collaborazioni prima con i nazi-fascisti, poi con gli Alleati, in frenetiche e azzardate peripezie verso l’oltre, che forse lo proiettano a Washington, Mosca, Milano e ancora Washington. René vive con entusiasmo la Liberazione politica e l’emancipazione morale e sessuale che, attraverso un periodo di Bohéme, lo porta ad un appassionato e contrastato amore. Egli scopre il tramonto della borghesia, l’emergere di una classe compradora, l’irruzione delle masse operaie e contadine, s’impegna nella Ricostruzione materiale e politica e condivide il rinnovamento culminato nel governo Parri e naufragato nei contrasti e nelle contraddizioni del sistema Italia. Di qui la scelta faustiana di una professione costruttiva, quella di architetto, nella consapevolezza del male di vivere, del senso di responsabilità, dell’ottimismo della volontà e di una prospettiva di impegno per migliorare la vita e il mondo e per realizzare il suo amore. In un drammatico scontro finale, al limite quasi mortale, ma forse immaginario, René , constatano la profondità l’irreversibilità di un contrasto radicale con Orlando, si libera di questo legame e decide di realizzare il proprio destino unendosi con amata Lili. (A.V.] Continua la lettura di Stralci di un romanzo inedito (1)