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Eventi (virtuali) di poesia

Reykjavík Art Museum –  Foto di Luca Chiarei

di Luca Chiarei

In attesa di definire come sostituire in Poliscritture 3 la rubrica  ZIBALDONE POESIA E MOLTINPOESIA pubblico questa cronaca puntuale e abbastanza disincantata di alcune iniziative  celebrative dell’ultima Giornata Mondiale della Poesia.  [E. A.]

 Da quando la conferenza mondiale dell’Unesco nel 1999 proclamò il 21 marzo giornata internazionale della poesia, nel nostro paese – definito da fonte equivoca di poeti navigatori e santi, non sono certo mancate iniziative di ogni tipo per celebrarla. Districarsi in questo proliferare di eventi che attraversano lo stivale da nord a sud è una operazione complessa, per non dire impossibile. Nonostante questo, non sbaglieremmo se individuassimo nel magma una tendenza generale alla celebrazione, che si manifesta con letture pubbliche, concorsi e premi banditi ad hoc dai soggetti più vari (associazioni, pro-loco, comuni e fondazioni…), microfoni aperti nei quali la poesia scritta nel cassetto ha l’occasione per uscire allo scoperto. Continua la lettura di Eventi (virtuali) di poesia

SEGNALAZIONE

Da: La Casa Della Poesia di Milano (segreteria@lacasadellapoesia.com)

FRANCO FORTINI E LA GIOIA AVVENIRE
a cura di Giancarlo Majorino ed Ennio Abate

Cari amici,
Vi segnaliamo il festeggiamento del 100° compleanno di Franco Fortini, ricordato il prossimo giovedì in una serata curata da Giancalro Majorino e Ennio Abate.

giovedì 20 aprile ’17, ore 19:30 – LABORATORIO FORMENTINI

A cento anni dalla sua nascita, la Casa della Poesia di Milano dedica una serata a Franco Fortini, poeta, critico letterario, saggista e intellettuale, tra le personalità più importanti del panorama culturale italiano del Novecento.
nuova sede in via Formentini 10 – ingresso libero

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Sui veri poeti

troppi poeti

di Giorgio Mannacio

[Giorgio Mannacio riprende  la questione  dei molti o troppi poeti (qui) sullo spunto offerto dal discutibile titolo dato ad alcuni incontri della Casa della Poesia di Milano. E’ corretto parlare di “veri poeti” distinguendoli dalla massa senza esplicitare i criteri di tale scelta?  E’ utopistico parlare di molti poeti in fieri? Se la critica non riesce a star dietro e a valutare la produzione di massa (poetica o parapoetica che sia) e si limita a  considerare un contesto sempre più limitato di poeti, quanto peso (generale) hanno i suoi giudizi e quali potenzialità (probabili) vengono ignorate?  Se non ci si lascia  intimidire dai luoghi comuni (“molti sono i chiamati, pochi gli eletti”, “è andata sempre così”, ecc.), si vedrà che iI problema ha davvero un rilievo politico che a prima vista sfugge. La riflessione di Mannacio ha il merito di ricordarlo (E.A.)]
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