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Sbratto

Tabea Nineo, Senza titolo, olio al 4 settembre 2017

Appunti  (di  solito mattutini) raccolti al volo da gennaio ad agosto 2017

di Ennio Abate

Che rapporto c’è fra l’io e il noi? Quali interferenze? Quando e perché si distanziano o si avvicinano? Cosa alimenta gli estremi a cui tendono: il solipsismo o la fusione/confusione (mistica, gregaria) nel noi ( massa o élite)? Invece di un saggio, provo a  offrire spunti per  risposte e riflessioni a tali domande selezionando  alcuni miei appunti. ‘Sbratto’ sta per ‘stanza  da sbratto’ [ = che riceve tutti gli oggetti ingombranti o di cui ci si serve di rado]. Spero che altri poliscrittori   ne propongano di  propri e così  si vedrà meglio se sia possibile o no quell’ io/noi capace di reggere la contraddizione fra le due facce. [E. A.]

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A volte ci sono oggetti che raccontano storie, storie di pezzi di mondo. A Cologno Monzese ci sono due macchine da cucire.

Insegnanti e studenti della Scuola d’italiano di Cologno Monzese

di Laura Sferch

Questo racconto, che rende con grande efficacia e semplicità di linguaggio quelle che Bertolt Brecht chiamava le lotte sul fondo [1], è ripreso da Q CODE MAG e inaugura una nuova rubrica di Poliscritture, “Questa città”, suggerita da Donato Salzarulo. Vi compariranno scritti di qualsiasi genere che abbiano come tema eventi, persone, problemi della vita quotidiana di una città filtrati  dal punto di vista di chi la abita o la sa esplorare.  Cominciamo da Cologno Monzese, ma aspettiamo  Roma, Brescia, Milano, Siena e tante altre. [E. A.]

[1] Anders als die Kämpfe der Höne sine die Kämpfe der Tiefe! (Diverse dalle lotte sulle cime sono le lotte sul fondo!).  Dal frammento La bottega del fornaio Continua la lettura di A volte ci sono oggetti che raccontano storie, storie di pezzi di mondo. A Cologno Monzese ci sono due macchine da cucire.