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Turbolenze

di Cristiana Fischer

1. Il malsonno. Nella città, una fascia parallela, a destra. Cerco Novi. E la trovo in un passaggio che qualcuno mi segnala, passaggio aperto, da cui sbocco in una fiera, quelle di una volta, con i baracconi del tiro a segno e le montagne russe. Lo spiazzo è appena un luogo indefinito, ampio. Novi scorre di fianco, lungo la città, anche se certamente è più breve. Non mi importa dei giochi e degli stordimenti dei calcinculo, né degli autoscontri. Cerchiamo, non so per quale ragione, la chiesa dell’Annunziata.
Prendo a destra e rincorro un percorso che non mi porta in nessun luogo. Fin che torno alle giostre dove Nonsochi mi informa che la chiesa dell’Annunziata (che ha il cimitero dietro, sottolinea incidentalmente) è sì lungo la strada, ma a sinistra. Arrivo abbastanza vicino, la vedo isolata, in gotico inglese, e sono certa del verde scuro e fitto, che solo immagino, del cimitero retrostante.
Destra e sinistra per me che sto dormendo. La strada nei due sensi scorre in piano. Non riconosco i posti e non immagino di arrivare in un luogo che conosco. Sto nei dati di fatto: volevo avanzare invece occorre tornare indietro e procedere a sinistra, in un  controsenso che è un indietro metafisico, è la morte però è anche, ne sono certa, un nuovo inizio.
Le due direzioni, sinistra e destra, in PNL (programmazione neurolinguistica) si rivolgono l’una a ricordo/passato e l’altra a costruzione/futuro. Nessuna certezza scientifica, se fossi mancina o se leggessi le pagine da destra verso sinistra il senso delle due direzioni legittimamente lo scambierei.
E con i nomi: Novi, Annunziata e cimitero, l’inconscio ha precisato la questione di cui il sogno tratta. Marcello Massimini, medico e neurofisiologo, capovolge il quadro: i sogni, dice in un video, sono un livello estremamente importante di coscienza, forse la forma di coscienza più pura. E’ una esperienza generata interamente dentro il cervello mentre è disconnesso, sia dal punto di vista degli input sensoriali che degli output motori, non sta  scambiando cioè nessuna informazione con il mondo circostante. Il sogno è necessario per integrare le informazioni registrate dalla realtà nella memoria del nostro cervello.
Leone dice “ho sognato che”. Stiamo scendendo in auto al mare, per fare la spesa al supermarket. Dichiarazione sorprendente, raramente dice che sogna, anzi fu convinto per molti anni di non sognare mai. Nel sogno aveva provocato un danno al parafango anteriore destro, strisciando in retromarcia contro l’auto parcheggiata davanti. Ecco un altro inciampo metaforico sul davanti laterale destro, quello del futuro.
Allora “ti racconto il sogno che ho fatto io: siamo a Milano, che ha una fascia urbana parallela, a destra. Cerco Novi…“
Leone tace. Le riflessioni alla nostra età sono pensieri pesanti da condividere.
Gli recito “Breve pertugio dentro dalla Muda/ … /m’avea mostrato per lo suo forame/più lune già, quand’io feci ’l mal sonno/che del futuro mi squarciò ’l velame.” Gli piace quando ricordo versi della Commedia che si attagliano alle circostanze.
Risponde: “Muorto si’tu e muorto so’ pur’io; ognuno comme a ‘na’ato è tale e qquale.  E cos’è la Muda?”
“Locale buio in cui venivano tenuti gli uccelli da richiamo nel periodo in cui mutavano le penne.”

2. La mer, la mer, toujours recommencée. Rispetto al Grande Gioco (la rivalità coloniale e strategica tra l’impero russo e quello britannico per la supremazia in Asia centrale durante il secolo XIX, finita con la rivoluzione sovietica) e al Nuovo Grande Gioco (gli interventi economici e politici di Cina, Russia, Stati Uniti, India, Pakistan, Arabia Saudita con altre petromonarchie, e Israele, nei cinque -stan: Kazakistan, Kirghizistan, Turkmenistan, Tagikistan, Uzbekistan) l’interesse del pianeta oggi si sporge fisicamente nello spazio, oltre i 500 km, verso Marte che è il dio della guerra.
«Gioco» per dire che le Potenze Politiche (numero di umani impiegabili, competenze politiche e tecniche, beni e strumenti disponibili, cemento delle convinzioni inscalfibili su sé e sull’altro: tutto lavoro accumulato che diventa energia da spendere per sopravvivere) implementano la loro influenza su zone interessanti per la posizione geografica e le ricchezze del sottosuolo. L’Arabia Saudita ha finanziato con miliardi il Tagikistan per contrastare sia l’Iran sciita che i fratelli musulmani.
Con i Fratelli musulmani sostenuti dalla Turchia, e Hezbollah sostenuto dall’Iran in Libano, siamo arrivati sulle sponde del Mediterraneo orientale.

Il mare è alto sopra l’orizzonte. “A giugno prendo il motorino e vado al mare da solo, se tu non vuoi venire.” La prima tappa nel nostro giro di spese è il pescivendolo. Triglie, pesce pregiatissimo già per gli Etruschi e gli antichi romani. Forse però quelle che compreremo sono le triglie entrate nel Mediterraneo attraverso il canale di Suez.
Giornale La repubblica, 16 ottobre 2014. Più di 400 specie di pesci e invertebrati sono giunte nel Mediterraneo dopo l’apertura del Canale («specie lessepsiane»). Poco più di 300 attraverso l’acqua di zavorra delle navi o attaccate alle carene. Circa 60 specie, soprattutto alghe, sono state introdotte accidentalmente attraverso l’acquacoltura. Colpevole è anche il riscaldamento globale: le acque tra Turchia meridionale, Siria, Libano, Israele, Gaza, Cipro ed Egitto sono diventate notevolmente più calde negli ultimi ventanni, quindi ideali per la sopravvivenza delle specie provenienti da Mar Rosso, Mar Arabico e Oceano Indiano. In questa regione del Mediterraneo, dice lo studio, fino al 40% della fauna marina è di origine «aliena».

3. Le potenze. La nipote ha ormai cinquanta anni, solo pochi mesi fa ha scoperto che il marito aveva da tempo intrecciato una relazione amorosa con un’altra donna e quindi lo ha cacciato di casa. Agli inizi del loro rapporto non ci capacitavamo della sua scelta per un marito affettuoso e scherzoso ma meno istruito e meno stabile nel carattere.
Il marito la ha tradita, con un atto di forza ha rotto l’equilibrio e ha mandato un segnale. La forza è un composto: una nel nome e nella minaccia, se viene azzannata e scomposta svapora. Dopo un po’ di ravvedimenti di lei e pentimenti di lui, il reprobo è stato riaccolto.
L’equilibrio delle potenze si regola al minimo conflittuale, esplicitando le premesse individuali delle conflittualità. “Proprio la globalizzazione sta ponendo in evidenza quanto l’enorme massa di merci, che ogni giorno produce e mette in movimento l’economia mondiale, rimandi […] ad una soggettività fortemente identitaria: una soggettività impersonale ed astratta, che impone i suoi obbligati percorsi e protocolli di accumulazione, la sua logica di crescita, in qualsiasi campo concreto si trovi ad investire e ad operare” (Roberto Finelli).
Luigi Ferrajoli ha scritto per un costituzionalismo oltre lo stato: “Occorre trasformare queste istituzioni, ma anche la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio, in vere istituzioni di garanzia indipendenti dal controllo dei paesi più ricchi, mettendole in grado di attuare le finalità enunciate nei loro stessi statuti: la garanzia dei diritti sociali, la promozione dello sviluppo dei paesi poveri, la crescita dell’occupazione e la riduzione degli squilibri e delle eccessive disuguaglianze.”
Con maggiore realismo, Gayatri Chakravorty Spivak: “La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale cominciarono con una missione di tipo socialista e internazionale senza il vantaggio della struttura statale socialista […] Ma questa fase cambiò rapidamente e completamente. Lo sviluppo ben presto divenne un alibi per uno sfruttamento sostenibile.”
Forza e potenza, in amore e geopolitica. Turbolenze. Correnti a diversa temperatura e peso si incrociano e prendono il posto l’una dell’altra, trascinano un corteo di acqua, di gelo o di soffi profumati, con pesanti carichi svelti dalle sedi: boschi, sabbia dei deserti, vapore acqueo, nubi roventi di incendi del cuore.

4 . “Ti racconto una storia: lo stretto di Gibilterra non è sempre stato aperto, forse in seguito a movimenti relativi tra le placche africana, arabica e euroasiatica, o forse per una glaciazione che ha abbassato il livello dei mari facendo emergere il fondo roccioso dello Stretto. E questo potrebbe avvenire ancora.”
“A breve?”
“Non proprio.”
Oggi il prevalente interesse europeo si muove sull’asse est-ovest, in collegamento con gli  Stati Uniti e in funzione antirussa e anticinese: per questo il Mediterraneo è tornato ad essere importantissima via di comunicazione tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano e, attraverso lo stretto di Malacca, fino al Pacifico. Già da alcuni anni, dopo la Brexit, la Gran Bretagna ha accentuato la sua presenza con navi e istallazioni militari a Gibilterra, Malta e Cipro, in direzione del Mar Rosso, del golfo Persico e dell’Oceano Indiano.
L’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, nel suo blog: “Piaccia o no, il Mediterraneo è oggi, ancora più che in passato, un continuum geo-strategico e soprattutto geo-economico con il Mar Nero, l’Oceano Indiano e il Golfo Arabico-Persico.  Quell’entità geo-politica e geo-economica che a partire dagli anni ’90 è stata identificata con il termine Mediterraneo allargato, per indicare l’area di diretto interesse nazionale.”

“All’armi, all’armi!”

Ora la madre di lei piange al telefono con Leone, suo fratello. Teme che il matrimonio possa anche non proseguire pianamente. Il padre della tradita esprime il suo dissenso a proposito del rientro del fedifrago e rifiuta di accoglierlo nella sua casa.
“Lo comprendo. Il matrimonio è un istituto giuridico, il marito della figlia ha rotto un patto che è fondante per la società.”
“Occorre serrare nella memoria gli sbagli passati per poter ricominciare un nuovo  percorso.”
“Ma le tracce segnate restano permanenti.”
Anche la coscienza di veglia, afferma Marcello Massimini, è fortemente disconnessa dall’ambiente circostante. E’ “una forma di sogno, modulato dalla realtà”, una forma particolare di coscienza, modulata dai sensi, che ci serve per sopravvivere, facendoci reagire all’ambiente in modo appropriato.
Nello spazio della modulazione quasi otto miliardi di input: complessità di voci singole che si devono accordare nell’orchestra del dialogo interno cerebrale.

 

 

Nota. Elementi usati:

Totò, ‘A livella.
Marcello Massimini: qui
Paul Valéry, Il cimitero marino.
Il Manifesto, ”Luigi Ferrajoli: l’orizzonte universale dei diritti fondamentali”, 9 aprile 2021.
Judith Butler, Gayatri Chakravorty Spivak, Che fine ha fatto lo stato-nazione? Meltemi, 2020.
Roberto Finelli, Al di là del terrore. Per una nuova antropologia (qui)

Nell’anniversario della morte di Arnaldo Éderle

di Franco Casati

Oggi, due maggio, ho fatto visita alla tomba di Arnaldo Ederle, caro amico, nel cimitero monumentale di Verona, a un anno dalla sua scomparsa, con Tommasina, la sua compagna. Non amo i cimiteri e le tombe, simulacri di una forma di vita giunta al suo compimento, che dovrà proseguire in un’altra, più vera. Una modesta lapide fra le tante, la sua; se non fosse che sotto il nome compaiono gli appellativi di poeta e scrittore, come due colpi di tamburo, a ricordare che il defunto ha lasciato ai posteri un’eredità di pensiero e di poesia destinati a sopravvivergli. Nella sua città, Verona, povera di poeti veri e di importanti scrittori, quella di Arnaldo è stata una fra le voci più significative. La sua, una delle poche vite finalizzate al canto e alla difesa della bellezza.

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Dieci poesie da ” … e ci indossiamo stropicciati”

di Luigi Paraboschi

con gli APPUNTI DI LETTURA di Ennio Abate

 

Cerchi ancora la pietra d’angolo

Cerchi ancora la pietra d’angolo
uno scoglio sul quale edificare
ti lasci scarnificare da relitti
che pensavi sepolti nel cemento
in un punto profondo dell’oceano. Continua la lettura di Dieci poesie da ” … e ci indossiamo stropicciati”

Marcia funebre zoppa

 

marcia-ederle-stagnoli

di Arnaldo Éderle

 

La banda suonava sommessa con qualche
strappo di trombone alla fine di ogni cinque
battute, ne veniva una marcia puntata
e lenta, come dicevo sommessa e scura
come il sole al crepuscolo.
Chi l’ascolta marcia lento e pensieroso
a testa bassa e col piede quasi strascicato
sull’asfalto come coloro che faticano
a camminare, ma va senza inciampi verso
il piccolo cimitero dove riposerà l’anima
del povero defunto. Continua la lettura di Marcia funebre zoppa

L’acqua dei morti

cipresso ombra

di Donato Salzarulo

 

I

Luci della vetrata
che corteggiate l’ombra…

Posso anche immaginarti
flusso d’energia,
aggregato d’atomi
destinato a sciogliersi,
molecole d’acqua ritornanti
in ciclo, azoto, ferro, Continua la lettura di L’acqua dei morti

Senza fragole

coubert 1

di Lucio Mayoor Tosi (con una nota dell’autore)

a Gustave Courbet

E’ pace Fatta al cimitero di zanne del Ministero
degli Esteri. Una stretta di mano. Buoni affari.

Subito una mandria di automobili oltrepassa il confine
e si richiude il borsellino. Le mucche Stanno a Guardare. Continua la lettura di Senza fragole

Cantico di stasi 2011- 2014

notte di michelangelo

di Marina Pizzi

C’è una poesia – questa di Marina Pizzi – che va difesa. Perché si presenta inerme e oscura e rischia di passare sotto silenzio. Pochi ma attenti critici, come una veloce esplorazione sul Web conferma, se ne sono finora occupati  e con grande intelligenza. La sottovalutazione o l’imbarazzo o il silenzio equivoco viene, invece, dai lettori “semplici”, che critici non si ritengono e però fanno valere testardamente (“spontaneamente”) i loro pregiudizi o le loro resistenze. Continua la lettura di Cantico di stasi 2011- 2014

Milano incroci

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di Cristiana Fischer

La Tangenziale Est verso La Gobba corre alta, da un lato l’incrocio tra la Martesana e il Lambro, dall’altro la cupola vuota con l’Angelo che regge a braccio teso il pesce per la coda. Senza code si entra in Palmanova, la crisi smagrisce il traffico anche a Loreto. Sempre gli stessi percorsi. Capatina di collegamento in centro, capolinea del 15 in piazza Fontana, la Banca dell’Agricoltura è diventata Montepaschi, altri disastri. La bambina non smette di parlare e giocare: è frutta o verdura? cotta o cruda? il colore di fuori è uguale a quello di dentro? Continua la lettura di Milano incroci

Hans il germanese

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di Giorgio Mannacio

A volte gli alberi, ignari, protendono i loro rami oltre il confine entro il quale sono stati piantati dal loro proprietario. Capita, dunque, che i loro frutti vadano a cadere sul terreno di un altro. I frutti, infatti, seguono la legge di gravità e si affidano al suolo. Anche loro, ignari come le piante che li hanno generati, non sanno a quante complicazioni si vada incontro per questo evento naturale. Continua la lettura di Hans il germanese