Archivi tag: cultura

Chi censura chi?

SU «INVERTIRE LA ROTTA» DI POVIA E AMATO

Non bisogna mai trascurare la cronaca, il quotidiano, il locale. Non è facile. Specie per chi è allenato a leggere saggistica, a pensare questioni politiche nazionali o mondiali, a riflettere su temi esistenziali o filosofici e a discutere con chi sa già discutere e pensare. Sembra di scendere nei bassifondi. E sorge  spontanea  la domanda:  ma chi te lo fa fare? non è uno spreco? chi vuoi che ti ascolti? Ma è proprio lì che bisogna andare per misurare quanto le nostre idee siano in grado  di reggere all’urto delle passioni più elementari e dei pregiudizi più radicati e scalfirli.  [E. A.]

Lettera aperta ai cittadini di Cologno Monzese
di Ennio Abate, redattore di “Poliscritture”

Sapete che c’è polemica sul patrocinio concesso dall’Amministrazione comunale allo spettacolo di Povia e Amato, «Invertire la rotta», che verrà replicato il 10 giugno a Cologno nel cine-teatro comunale Peppino Impastato. Continua la lettura di Chi censura chi?

Appunti politici (5) : André Tosel sull’ultimo Althusser

di Ennio Abate

Mi è capitato oggi di leggere un impegnativo saggio di André Tosel, «Althusser e la storia» (http://ojs.uniurb.it/index.php/materialismostorico/article/view/608/559). Tratta dell’ultima fase dell’attività di pensatore del filosofo francese «dopo l’ uccisione della moglie nel 1980 e dopo il suo ingresso nella notte dei morti viventi». Tosel ragiona su un testo postumo del filosofo, «La corrente sotterranea del materialismo dell’incontro», che faceva parte di un dossier di materiali  per un’opera non redatta». Ho pensato di  proporre questo lungo brano per due motivi: – avere, attraverso il dramma di Althusser, un quadro più vivo di quanto sia stato tragico il prendere atto del tracollo di un mondo teorico (marxista) che non riesce più a pensare le trasformazioni del mondo e del suo tentativo disperato di continuare a  pensarlo; – dare profondità alla nostra discussione su Trump e il trumpismo. Leggerei lo stralcio  dal saggio di  Tosel, che intitolerei “Limiti della teoria marxista e globalizzazione come «mondo senza centro»”,  anche in riferimento al punto 1 del mio commento (qui),  dove ho scritto: « Se è venuta meno tutta una cultura marxista (o quantomeno laburista) e il politichese o il sindacalese degli anni ’70 del Novecento è diventata *lingua morta*, che senso ha fare « il mea culpa per aver abbandonato un intero universo sociale, quello del lavoro e dello sfruttamento»?». [E. A.]

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Girona-Portbou

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Resoconto del ciclo 2016 di conferenze su Benjamin
organizzato dall’Università di Girona

di Alessandro Scuro

Portbou è il primo villaggio catalano sulla costa mediterranea, alle pendici dei Pirenei. Si scende per una strada tortuosa scavata nella roccia, dominando all’orizzonte il mare oltre la rada. Se il panorama è incantevole e degno di una cartolina, lo stesso non si può dire a prima vista del paese: un porticciolo turistico e alcune moderne palazzine, incastrate tra i vecchi edifici rimasti in piedi dai bombardamenti della guerra civile, intorno all’unica spiaggia. Già da lontano, però, quel che nota l’occhio per primo è l’immenso edificio della stazione ferroviaria internazionale, decisamente sproporzionato rispetto all’estensione dell’abitato. Continua la lettura di Girona-Portbou

Storie di personaggi

Vortici di Simonitto 2

“Vortici” di Rita Simonitto è di imminente uscita in libreria, ma  mi pare giusto avviare da subito la discussione  con  queste  riflessioni di Cristiana Fischer. [E. A.] 

di Cristiana Fischer

I quindici racconti che compongono il libro Vortici di Rita Simonitto (Besa Editrice, 2016) accostati tra loro formano un disegno ricco e misterioso come il fazzoletto di Desdemona: “Sí. C’è una malia nella sua trama. Fu tessuto in un’estasi profetica da una sibilla, che su questa terra per ben duecento volte aveva visto il volgere del sole. Sacri erano i bachi che ne produssero la seta, tinta nell’elisir di mummia che i sapienti ricavano dai cuori delle vergini. (…) Abbine cura, tienilo ben caro, come la pupilla dei tuoi occhi. Perderlo o darlo via sarebbe una rovina senza eguali” (Otello, Atto III, scena IV, citata nella nota 18 dell’ultimo racconto del libro, La trappola, l’unico ad avere note che rimandano tutte al testo di Shakespeare). Continua la lettura di Storie di personaggi

SEGNALAZIONE. Premio Marcello Ferranti 2015

Caravaggio, Concerto di giovani (1595)

con una nota di Giorgio Riolo

Marcello Ferranti è scomparso all’età di 19 anni, a seguito di un tragico incidente. Era un giovane che precocemente aveva capito come il sapere e la cultura costituissero fattori d’emancipazione, di liberazione, collettiva e individuale. Divenne militante nella pratica politica e attivista, nei limiti e nelle possibilità della sua età, nella cultura. Questa potenzialità, questo campo di possibilità si è tragicamente chiuso con la sua morte. Abbiamo voluto, con l’apporto decisivo della sua famiglia, e di sua madre in particolare, intitolare a lui un premio che dal 2001 si rivolge agli studenti delle scuole superiori e comunque ai giovani e alle giovani sotto i 21 anni d’età. Si tratta di presentare, entro il 15 settembre 2015, degli scritti, dei temi, degli elaborati che non superino le 7/8 cartelle, scegliendo una delle tracce proposte dal Consiglio Scientifico. Questi scritti vengono esaminati dallo stesso Consiglio e a quello giudicato migliore viene assegnato il Premio. Che consiste in una somma in denaro, concepito come aiuto per il candidato ad acquistare libri e a proseguire negli studi. Piccolo aiuto economico, ma concepito come segno, come incoraggiamento. Gli scritti dei vincitori il premio, nelle varie edizioni, verranno pubblicati sul sito del premio.
Tutte le informazioni e il bando integrale 2015 del Premio Marcello Ferranti sul sito www.premiomarcelloferranti.it
Gli elaborati vanno inviati per servizio postale alla Segreteria, indicata nel bando, e per email a info@premiomarcelloferranti.it
A questo indirizzo di posta elettronica ci si può rivolgere per qualunque informazione e per qualunque esigenza.
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