Archivi tag: Dario Fo

Ancora su Dylan …

Dialogando con il Tonto (8)

di Giulio Toffoli

Quando, qualche mese fa, venne reso noto che a Robert Zimmerman era stato conferito il premio Nobel 2016 per la letteratura avevo cercato di discuterne con il Tonto.
Lui però aveva tagliato corto:
“Ne parleranno tutti, ne parleranno troppo, si divideranno, perché così vuole il copione, in esagitati amanti e sdegnosi critici. Lasciamoli ai loro esercizi di stile …
Ti ricordi – aveva poi aggiunto – qualche decennio fa, la parabola dell’artista era poco più che all’inizio, il giovane Zimmerman era infastidito da un suo esegeta che, per cercare di scoprire non si sa quali segreti, andava a rovistare anche nella spazzatura. Quando il cantante se ne accorse, stufo di essere oggetto di continui attacchi alla sua privacy, mise in un sacco della spazzatura uno spazzolino da denti nuovo, neanche estratto dalla confezione originaria. L’esegeta rimase perplesso e iniziò a interrogarsi: “spreco”, “crisi morale e esaurimento della capacità critica del cantautore”? Fino a quando un qualsiasi altro Tonto gli fece capire l’arcano: “Lavati i denti …” – gli voleva dire molto semplicemente lo Zimmerman – o se si vuole in modo più chiaro: “togliti dalle scatole e lasciami in pace …”. Continua la lettura di Ancora su Dylan …

Tutto il resto non è letteratura

A proposito di poesia e canzone ‘d’autore’

di Marco Gaetani

Di cosa sia segno il Nobel per la letteratura a Bob Dylan si è molto discusso negli ultimi mesi. Segnalo alcuni degli interventi che ho seguito (quiqui e qui,  in  certi casi dicendo anche la mia opinione (qui). Questo di Marco Gaetani pone con vigore la questione di fondo (sartriana): cos’è la letteratura. [E. A.]

 

Non capita spesso che nel dibattito pubblico – oggi per la verità quasi interamente surrogato dal chiacchierio mediatico – divenga oggetto di confronto, o appunto anche soltanto di chiacchiera, la questione concernente che cosa sia, o debba essere, la letteratura. Domanda che Sartre, per esempio, non ebbe timore di porre apertamente, e che però un esponente prestigioso della critica e della teoria letteraria di orientamento strutturalista, neppure tra i più stolidi, osò una volta quasi dileggiare, in margine a uno dei suoi più influenti lavori; ma questione che – piaccia o meno – trova il modo di ri-presentarsi periodicamente: come tutte quelle che, con l’imperfezione o l’approssimazione di cui possono indubbiamente caricarsi, interrogano veramente, e suscitano l’esigenza non tanto di risposte definitive quanto, perlomeno, di un supplemento di riflessione, di un nuovo indugio, di un’ennesima inchiesta. Continua la lettura di Tutto il resto non è letteratura