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Aspettare e non venire

di Rita Simonitto

                                    “Aspettare e non venire,  
                                     stare a letto e non dormire,
                                     ben servire e non gradire,
                                     son tre cose da morire.”
 
                     (da La serva padrona – Intermezzo di G.B. Pergolesi)              

La spiaggia, ovvero quel fazzoletto di spiaggia, era incassata tra due propaggini di costa alta che scivolavano giù al mare e la cui vegetazione era variegata,frammista di rocce aguzze, ginestre, lentischi e corbezzoli e, più in alto, a svettare disordinate, piante di orniello dalle tremule foglie.

Ci si arrivava attraverso un accidentato sentiero, ombroso al punto giusto per non far demordere il viaggiatore nel suo tragitto verso la caletta.

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“I fannulloni nella valle fertile” di Albert Cossery

Centro Sociale il Giardino, venerdì 31 gennaio 2020

di Angelo Australi e Alessandro Franci

ANGELO AUSTRALI

Ora ci conosciamo, molti di voi hanno partecipato alle precedenti iniziative… Questa è la quarta conferenza delle otto previste dal progetto di invito alla lettura La casa degli Strani, promosso dal Giardino Associazione e dal Circolo Letterario Semmelweis, e realizzato grazie al contributo del Comune di Figline e Incisa Valdarno.Una proposta di incontri/lettura, è bene ricordarlo, ideata in supporto alla pubblicazione di un almanacco di racconti edito da Aska Edizioni, che sta riscuotendo un vero interesse.

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Da “Ma prima che sia dopo”

di Massimo Guidi

  NOSTOS
 
 
 Sorprendono le lucciole,
 tornano in quantità.
 Anch’io ritorno - sì,
 un ritorno da poco,
 dal posto in cui si corre.
 E ritorna l’età
 di quando, con i vecchi,
 avevamo monete
 in cambio della luce -
 eccone il sacrificio.
 Torna anche il girasole,
 lo spandono nei campi.
 
 
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Oh pezzo di me che fosti

Tabea Nineo, Bassorilievo in creta 36×35 cm, 1980 circa

di Ennio Abate

 Oh, pezzo di me che fosti
 solo tra gli impiegati e gli sbandati
 quando poesia era un ricamo privato
 e la storia eco o rombo lontano di mare
 e  respirasti in camere di pensione 
 addossato a muri e gente sconosciuta. 
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Poesie inedite

di Valentina Casadei

 

1.
 
Abbiamo visto arrivare la notte
con lo scoppio di tutti i tuoi ordigni
che frantumavano il rantolo dei ricordi
e seguivano le mappe dello splendore
 
Abbiamo visto arrivare la notte
nella disperazione dell’abbandono
in quell’eremo dove dimora
la mia pietà verso la tua dottrina
 
Abbiamo visto arrivare la notte
ad occhi aperti, nel buio
nella beatitudine dei tuoi respiri
pieni di senso e di colore chiaro
 
 
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L’amore ai tempi del colera

di Arnaldo Éderle-Gabriel Garcìa Màrquez

Ecco cos’è l’amore: un grande compianto
fin dai tempi del colera in quel paese
nelle lande sudamericane
in una città tutta suono
di trombe e maracas musica
esuberante suonata con piccoli
timpani battuti con grandi mani nere
nella moltitudine di giovani e vecchi
scossi dai riverberi delle dita sulla pelle
dei tamburi. Continua la lettura di L’amore ai tempi del colera

A quattro zampe


di Arnaldo Éderle

 

Ad Anastasia Andreev con la mia riconoscenza

 

(Ecco cosa voglio fare: scrivere una cosa intitolata: “A quattro zampe”.)

Stava appoggiata sulle mani e sui ginocchi
e così camminava un po’ diritto e un po’ di sbieco
poi si girava a guardare il percorso e sorrideva.
Non so dire chi fosse, ma mi interessava molto,
aveva una capigliatura rasata e delle basette
lunghissime quasi fin sotto il mento,
si voltava indietro ogni tanto forse
per misurare il percorso. Continua la lettura di A quattro zampe

A chi pianta un frutteto nel Giardino

di Samizdat 

In riferimento alla discussione in corso qui. [E. A.]

Caro Antonio Sagredo,
ti ringrazio, ma devo  dirti che per me non devi fare nulla.
Che il poeta – più che la Poesia – mangi in due piatti:
quello della storia e quello di una Cosa,
che viene pensata come « astorica, antistorica, protostorica, ecc» come tu dici,
me l’insegnò Fortini. Continua la lettura di A chi pianta un frutteto nel Giardino

Sedici poesie inedite da “Evasori sentimentali”

Marino Marini, scultura

di Franco Arminio

 

 

Del tuo corpo so ancora poco
e delle mani
e della via benedetta
che gira intorno all’ombelico.
Ti amerò per i poeti
che non ti hanno vista,
per i poeti veri
che erano al mondo
quando tu non c’eri.
Darò tutta la mia gentilezza
alle tue mani.
Se ti vedo
mi sgretolo,
sventolerò le mie ossa
come bandiere. Continua la lettura di Sedici poesie inedite da “Evasori sentimentali”

Anàmnèsis

di Giorgio Tagliafierro

 

APPUNTI

I
Sorridono alcuni con buon vino
Altri ne imitano
Portano scarpe distinti da terra
Ci si misura le mani
S’incontra letargo in fremiti di trottola
Si lasciano odori nel presente cipresso
Rimbalzi vocali in cieli di calce
Cerchi di stagno per un sogno dal caso
Un cenno avido di forza
Sulla scia della banda. Continua la lettura di Anàmnèsis