Archivi tag: Elena Grammann

Coscienza (di Zeno) e malafede



Su Sandro Briosi, “Commento a La coscienza di Zeno. A cura di Marco Gaetani”, Carocci 2020)

di Elena Grammann

“ – Resterò con lui! – risposi con aspetto rassegnato. Ada dovette credere che quel mio aspetto di rassegnazione significasse il sacrificio ch’io consentivo di farle. Invece io stavo rassegnandomi a ritornare ad una vita molto ma molto comune, visto ch’essa non ci pensava di seguirmi in quella d’eccezione ch’io avevo sognata.”

Siamo verso la fine del romanzo; nel dedalo di biforcazioni che non portano da nessuna parte e men che meno a uno sviluppo, è la prima volta che Zeno parla di una “vita d’eccezione”. Chissà come la immagina, nei brevi istanti che separano il contatto con la mano di Ada, che gli pare intimo e apre la prospettiva della “vita d’eccezione”, dalla richiesta di aiuto della stessa per Guido, che quella prospettiva chiude inequivocabilmente.

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Esercizio di tolleranza

di Elena Grammann

L’articolo è ripreso dal blog “Dalla mia tazza di tè” (qui). [E. A.]

Volete esercitarvi a essere tolleranti, a dirvi che ognuno ha diritto di esprimere le proprie opinioni, a reprimere l’impulso di affogare i cattolici radicali in una botte di lambrusco? Volete mettere alla prova la vostra imperturbabilità, l’equilibrio zen, l’equanimità del saggio? Volete dirvi che come Dio ha pensato bene di creare le zanzare, così evidentemente ritiene giusto che esistano individui insignificanti e fastidiosi, che a differenza delle zanzare non hanno neanche la scusa di posizionarsi in qualche utile punto della catena alimentare?

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Il virus è la mia chance

Pandemia e rivoluzione secondo la meglio avanguardia

di Elena Grammann

L’articolo è ripreso dal blog “Dalla mia tazza di tè” (qui). [E. A.]

In una storica cittadina italiana, prossima alla catalessi come la maggior parte delle storiche cittadine, un editore coraggioso e un gruppo di giovani scrittori hanno intrapreso la riforma delle pratiche letterarie. Passati dall’originario “Sono, quindi scrivo” al più ambizioso “Sono, quindi pubblico”, perseguono la democratizzazione a oltranza della letteratura, per il momento a suon di manifesti. Sono in grado di scriverne anche venti o trenta al giorno.

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Buffoni e il coming out postumo

Su Franco Buffoni, SILVIA È UN ANAGRAMMA (Marcos y Marcos 2020)

di Elena Grammann

Koma ut. Agli inizi del X secolo dopo Cristo molti Norvegesi, piuttosto che sottostare alle pretese centralistiche del re HaraldrHárfagr, preferirono abbandonare la patria ed emigrare nella selvaggia e inospitale Islanda. Il fenomeno si chiamò koma ut (letteralmente “venir fuori”).

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Dove si va a finire col realismo francese

Su Michel Houellebecq, ESTENSIONE DEL DOMINIO DELLA LOTTA

di Elena Grammann

L’articolo è ripreso dal blog “Dalla mia tazza di tè” (qui). [E. A.]

Estensione del dominio della lotta (ma una traduzione più corretta sarebbe Estensione del campo della lotta), pubblicato nel 1994, è il primo romanzo di Michel Houellebecq, e se non è valso all’autore il record di vendite e i riconoscimenti del successivo Le particelle elementari (1998), ha dalla sua di essere breve (circa 150 pagine) e, pur mischiando saggio e narrativa in una struttura abbastanza composita, di non scorrere in mille rivoli come il più vasto e ambizioso romanzo che segue. Di fatto, Estensione del dominio della lotta offre in una forma compatta, stringata e efficace la quintessenza dell’analisi houellebecqiana del disagio occidentale alla fine del secolo scorso.

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23 commenti a “Siamo noi i mostri”

a cura di Ennio Abate


Commentare è un impegno (e una sfida) che il singolo si assume nei confronti della realtà e degli interlocutori coi quali decide di confrontarsi. Oggi, essendosi ridotti e corporativizzati i luoghi reali in cui fare cultura e politica, è sui cosiddetti social che finisce la nostra inquieta ricerca.  Con vari rischi e, a volte, qualche buon incontro.  La pubblicazione dei commenti apparsi finora sotto un post di Ugo Fracassa su LE PAROLE E LE COSE (qui)  vuole spingere a una riflessione:  sulla forma-commento e su quel che dei conflitti in corso vi entra. [E. A.]
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