Archivi tag: Ennio Abate

Da “Sognavamo cavalli selvaggi”

di Luca Visentini

Sette  brani + Appunti di lettura di Ennio Abate

L’11 marzo

L’aula A della facoltà di Fisica è stracolma di operai, di studenti medi e degli stessi universitari. Siamo lì preconcentrati in più di cinquecento. C’è il tempo per una breve discussione, già tesa. Le indicazioni sono comunque chiare, il corteo sarà pacifico e autodifeso, nel senso che non provocheremo per primi la polizia ma risponderemo a un suo eventuale attacco. Continua la lettura di Da “Sognavamo cavalli selvaggi”

Da Renzo Tramaglino (meridionale) a Samizdat. Scavando nel mio ’68

di Ennio Abate

1. Che fatica dopo cinquant’anni! Cancellato un futuro possibile, appena intravisto, è – ahimé – ancora: Continua la lettura di Da Renzo Tramaglino (meridionale) a Samizdat. Scavando nel mio ’68

E adesso, brava gente?

Tabea Nineo, carboncino anni ’90

Scrap- book dal Web sulle elezioni del 4 marzo 2018

a cura di Ennio Abate

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Appunti politici (12):Kraus, Fortini, il dibattito sulle “molestie sessuali”

di Ennio Abate

con una nota di Ezio Partesana e un parere di Roberto Bugliani

In «Questioni di frontiera» (1977) Franco Fortini analizzò questo aforisma di Karl Kraus (da «Detti e contraddetti», Adelphi, Milano 1972): «L’uomo erotico concede alla donna chiunque al quale non la concederebbe». E, trovando la frase singolare ed oscura, s’impegnò a chiarirne i significati possibili, che semplificando, presenterei così: Continua la lettura di Appunti politici (12):Kraus, Fortini, il dibattito sulle “molestie sessuali”

Tre commenti e una lettera su alcune iniziative per il centenario della nascita di F. Fortini



Da Poliscritture FB a Poliscritture sito

di Ennio Abate

Ho cercato di seguire diligentemente  alcune delle conferenze organizzate per il centenario della nascita di Franco Fortini: direttamente  quelle di Milano e indirettamente, attraverso video pubblicati su You Tube o Vimeo, quelle di Piacenza e Torino. Qui sotto riporto i miei commenti a caldo e una lettera a Lorenzo Pallini, che sta compiendo un meticoloso lavoro di registrazione – da «compilatore  medioval-digitale» dice lui  – della riflessione accademica attorno alla figura di Fortini (Cfr. Lorenzo Pallini). L’impressione che ho ricavato da quel che ho sentito è amaramente negativa: mi pare  stia prevalendo una stanca e ripetitiva ritualità sui i temi più importanti e spinosi del lascito di Fortini.[E. A.]

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Barunisse

Narratorio

 

di Ennio Abate

Ma a chi parlare di Barunisse oggi? E perché? Ai poeti, ai poeti morti. A uno come Mandel’štam, di cui sto leggendo “Quaderni di Voronez”, a Cesare Pavese, che ho amato in gioventù, a quelli di allora, di cui qui parlo e che sono nel frattempo morti. Continua la lettura di Barunisse

Sugli  «inediti 1986- 2016» di Leopoldo Attolico

di Ennio Abate

Ho letto e riletto questi «Inediti 1986- 2016» (qui) con in mente il pensiero che coprono un trentennio di stagnazione e involuzione del Paese in cui viviamo. E li ho poi  riordinati nella lungo una linea che parte dai suoi temi più generali  per giungere a quelli più particolari o locali o intimi. Forzando, dunque, l’ordine  espositivo forse più casuale che l’autore in un primo momento gli ha dato. La mia potrebbe sembrare scelta arbitraria di un lettore tendenzioso. E non la voglio suggerire o imporre a nessuno. Eppure,  così facendo, a me pare di cogliere con più chiarezza che  Attolico, pur nella costanza del tratto lirico-ironico del suo complessivo lavoro poetico,  qui riveli un’oscillazione significativa, perché non è solo sua ma di molti poeti oggi ancora operanti.  Anticipando la mia tesi, a me pare che in questi inediti Attolico si ritiri  nella difesa di un io intimo e della sua autenticità offesa. Lo fa  ironizzando (soprattutto  nei confronti di alcuni letterati di fama, a cui troppo ha guardato) e autoironizzando; ma in alcuni componimenti, che poi indicherò, si toglie il suo abito palazzeschiano  e  svela un  accenno di noi  epico-politico, fondamentalmente cristiano e anticlericale,  che me lo rende fraterno e più vicino ai discorsi sulla poesia esodante, che ho tentato negli ultimi anni. Continua la lettura di Sugli  «inediti 1986- 2016» di Leopoldo Attolico

Da “A vocazzione”

Narratorio. Capitolo I

 

di Ennio Abate

Penso alla mia vocazzione di ragazzo. Volevo farmi prete. Mi dico: è rimasta là, nel tanfo di un cesso di parrocchia che frequentai per una decina d’anni. Ah, quel cesso! Contiguo alla saletta delle adunanze. Stentatamente illuminato da una vecchia lampadina. Un globo vetroso ingiallito e punteggiato di macchioline scure. Vado a raccoglierla. Perché dovrei lasciarla là? È stata mia. Ci torno. Non chiedetemi come. Continua la lettura di Da “A vocazzione”

Il Tonto e il comunismo … di Fortini

Dialogando con il Tonto (16)

di Giulio Toffoli

Il mio commento a “Comunismo di F. Fortini” (qui, qui e qui) ha avviato una discussione non facile all’interno della attuale redazione di Poliscritture. Le obiezioni riguardano sia il senso di proporre oggi un tema che agli occhi dei più appare  inattuale, irrilevante  per la comprensione  del nostro presente o  persino  dannoso per le illusioni e le tragedie che evocherebbe; e sia la formulazione “hegelo-marxista” che ne diede Fortini in questo articolo apparentemente secondario che ho esaminato. Dopo le critiche di Cristiana Fischer e di Luciano Aguzzi, che si  possono leggere  nei commenti ai link  sopra indicati, ecco quelle molto dettagliate di Giulio Toffoli. Come al solito egli le affida alla maschera sardonica del suo Tonto. La lunghezza di questi articoli  potrebbe scoraggiare quanti si  sono assuefatti alla comunicazione sul Web e ai suoi modi di  trattare in breve e troppo semplificando anche questioni complesse. Ma il Web  noi lo vogliamo usare non esserne usati; e spero perciò che la discussione continui e  venga approfondita prendendosi tutto lo spazio e il tempo necessari. [E. A.] Continua la lettura di Il Tonto e il comunismo … di Fortini

Appunti politici (11): io vs noi o io-noi?

Keith Haring, Acrilico su tela, 1988

 

di Ennio Abate

Replico al commento di Rita  Simonitto (qui) e aggiungo in Appendice alcune mie precedenti riflessioni su questo controverso tema  del rapporto  tra io e noi.  Ulteriori approfondimenti mi paiono urgenti e utili per collegare il piano “filosofico” sul quale stiamo conducendo la riflessione alle scelte pratico-politiche che si pongono  o vengono imposte sia ai singoli sia al noi che potrebbe essere Poliscritture.  [E. A.]

1.
Davvero un commento interessante, analitico ma complesso e in alcuni punti enigmatico e tendenzioso (per me). Forse per questo mi sollecita una replica altrettanto analitica per capire meglio dove va a parare.  La conclusione – l’anticipo –  mi pare questa:  Rita ha affrontato la questione del rapporto io-noi privilegiando il punto di vista di un io (non solo autobiografico) e mette in guardia dai rischi che esso corre ogni volta accetta (o si fa sedurre) dal noi. Continua la lettura di Appunti politici (11): io vs noi o io-noi?