Archivi tag: femminismo

femminismo postumano  

di Cristiana Fischer

La questione che mi riguarda e mi interessa, per cui ho percorso alcuni libri e articoli di Rosi Braidotti tra i più recenti, è il rapporto che lei riconosce tra il femminismo e la propria posizione come pensatrice e scrittrice.
Essere donne nel mondo è stato il punto di partenza per una pratica e un pensiero che hanno dato il segnale, negli anni ’70, circa i mutamenti reali in corso nella nostra epoca. Mutamenti di cui si sono fatti protagonisti anche i movimenti e i pensatori antirazzisti e anticoloniali. Continua la lettura di femminismo postumano  

Le scienze postumane critiche

di Cristiana Fischer

Nella rubrica, con il sottotitolo “parole della differenza femminile” intendo dire che userò abbondanti citazioni, cioè molte parole di altre donne. Presentando delle autrici le farò ampiamente parlare in prima persona, delle  loro idee e delle loro posizioni. Quasi come creare una possibile comunità di incroci e relazioni.  (C. F.) Continua la lettura di Le scienze postumane critiche

Lui. E lei?

E con questo articolo di Cristiana Fischer dopo i due di Marcella Corsi e Elena Grammann siamo ad un bel trittico di posizioni sulla questione uomo/donna. [E.A.]

di Cristiana Fischer

                  Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine
                  di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. 
                                              (Genesi, 1, 27)

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Io sono mia       

di Marcella Corsi

        A via Pomponazzi* i piccoli gruppi di autocoscienza erano formati da 8-10 donne appena entrate e da una compagna veterana del collettivo, che faceva da tutor alle nuove. Nel nostro la “vecchia” era Biancamaria: ventinove anni, alcuni di militanza femminista (d’altronde il movimento non aveva più di quattro o cinque anni di vita). Noi nuove tutte intorno alla ventina, ma delle più disparate provenienze. Io addirittura con un padre che riceveva telefonate da Giorgio Almirante. Cosa che provocava non solo a me qualche scompenso, ma dentro il gruppo sembrava non interessare più di tanto. Continua la lettura di Io sono mia       

“La ragazza di nome Giulio” di Milena Milani

edizione SE, 2017

Venerdì 9 ottobre, presso il Centro Sociale il Giardino di Figline Valdarno (FI), si è tenuta la penultima delle otto conferenze del progetto di invito alla lettura “La casa degli Strani”, ideato dalle associazioni Il Giardino e Circolo Letterario Semmelweis, e realizzato grazie al contributo del Comune di Figline e Incisa Valdarno. In questo penultimo incontro io e Laura Del Lama abbiamo parlato del romanzo LA RAGAZZA DI NOME GIULIO di Milena Milani. Non credo di aver bisogno di presentazioni, visto che spesso collaboro con Poliscritture, ma permettetemi due parole sull’altra relatrice.

Laura Del Lama è nata a Firenze nel 1975, è operatore tecnico del LIS (Lingua dei Segni Italiana). Oltre a racconti su riviste e antologie tra cui Drgus (Guanda, 2011) ed È tutta una follia (Guanda, 2012), ha pubblicato il romanzo Non so dove ho sbagliato (Cult/Barbes, 2009), e la raccolta di racconti A cosa servono gli occhi (Noripios 2017).

Buona lettura …

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Riordinadiario. Su Rossanda

di Ennio Abate

Ho letto poche ore fa la notizia: “È morta, la notte scorsa, Rossana Rossanda. Giornalista, scrittrice, cofondatrice de Il Manifesto, ha attraversato da protagonista la vita della sinistra e dell’intero paese da Dopoguerra in poi. Aveva 96 anni”. (Gli Stati generali su Facebook). Nei prossimi giorni leggerò altri ricordi e giudizi su di lei e li mediterò. Per me resta l’amica/sorella antagonista di Fortini e considero gli scritti di entrambi indispensabili per indagare l’enigma tragico del comunismo. Qui sotto alcuni appunti del mio diario in cui ricorre il suo nome.[E. A.]

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Tre riepiloghi sul ’68

di Ennio Abate, Paolo Rabissi e Franco Romanò

 

Partendo da un articolo di Abate, DA RENZO TRAMAGLINO (MERIDIONALE) A SAMIZDAT  del 19 febbraio 2018,  abbiamo intessuto ricordi  personali e politici  su un evento al quale ciascuno di noi ha partecipato a modo suo. Sono passati cinquant’anni. Sembriamo ancora accomunati da un giudizio sostanzialmente positivo sul significato storico e politico del ’68. Eppure diversi sono  gli accenti, le prospettive e i filtri di lettura che usiamo. Sperando di non aver opacizzato  ma reso nelle sue molteplici facce  alcune di quelle vicende e i problemi che affiorano nel ripensarle, pubblichiamo in un unico blocco il nostro lungo e  laborioso scambio di mail, avvertendo in anticipo che un po’ di fatica la chiediamo ai nostri convenzionali quattro lettori. [E.A., P.R., F. R.]

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Sul ’68 a Colognom 50 anni dopo

di Ennio Abate

Questo è il mio intervento per l’incontro del prossimo 23 giugno (qui) a Cologno Monzese di ex compagni e compagne del ’68. [E. A.] Continua la lettura di Sul ’68 a Colognom 50 anni dopo

Appunti politici (14): I neofascisti visti da vicino

I neofascisti visti da vicino. L’inchiesta di Raimo raggiunge la quotidianità del fenomeno. E permette di  tenere conto degli aspetti antropologici spesso rozzamente cancellati o trascurati da chi parla dei fenomeni sociali ambivalenti e controversi senza cogliere la complessità della storia e intenderne continuità e discontinuità. [E. A.]

Ritratto del neofascista da giovane 
di Christian Raimo, giornalista e scrittore
29 gennaio 2018 10.26

Stralci:

1.

Tra i libri assegnati per la formazione ci sono Il Capo di Cuib dello scrittore nazionalista romeno Corneliu Zelea Codreanu, che cominciò a fare politica proprio fondando un movimento studentesco, oppure Militia di Leon Degrelle. Due testi che sono una sorta di manuali di formazione spirituale-militare, scritti con uno stile marziale che può sembrare quasi parodico. Continua la lettura di Appunti politici (14): I neofascisti visti da vicino

Per «POLISCRITTURE 2». Terza parte

Sommario.
La lezione di Franco Fortini: lascito e sua rielaborazione non scolastica. Le scritture della città e lo scontro mobile e ubiquo tra città e anticittà, tra partecipazione e omologazione, tra centro e periferia. Pluralità e differenza delle scritture ma anche della critica e dialettica (dialogo ma anche polemica) tra “molti” e “uno”. La poesia, l’ipotesi di una «poesia esodante», l’attenzione ai filoni ecologici e non antropocentrici in poesia e l’intervento critico sulle discutibili forme della vasta ma ambivalente produzione poetica e parapoetica contemporanea. Il femminismo, la sua critica a una idea di umanità universale, in realtà maschile, la critica alla separatezza tra sfera personale e pubblica, ‘ambito politico e vita privata e al condizionamento del mercato e del denaro sulle identità sessuali. Attualità e pericolosità delle guerre, dell’accumulo di potenziale distruttivo negli arsenali nucleari e banalizzazione della violenza e della guerra nell’informazione-spettacolo. Continua la lettura di Per «POLISCRITTURE 2». Terza parte