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Scrap-book dal Web. Classi sociali?

“Che fine hanno fatto le classi sociali?”
di Denise Celentano (da “Sinistra in rete”: qui)

Trovo particolarmente chiara ed efficace questa panoramica del dibattito attuale che ora contrappone ora tenta una conciliazione tra i due concetti di ‘lotta di classe’ e ‘ lotta per il riconoscimento’. Ne ho scelto  gli stralci che mi paiono  più importanti e con precisi riferimenti a opinioni espresse qui su Poliscritture sui concetti di ‘identità’, ‘differenze’, ‘integrazione’, ‘multiculturalismo’. [E. A.]

1.

L’idea stessa che le classi non esistano più riemerge regolarmente, giustificata dai più diversi argomenti. Si è parlato di una ‘cetomedizzazione’ della società – si pensi al Tony Blair di “we’re all middle class now” –, e di una generalizzazione di stili di vita prima riservati a fasce più ristrette di persone; una tesi piuttosto difficile da sostenere dopo la fine del Boom economico e a fronte della crescente polarizzazione delle diseguaglianze globali. Altri hanno parlato di “individualizzazione”: secondo Ulrich Beck, a fronte della logica sempre più individuale della modernità, quella di classe sarebbe una “categoria zombie” cui riservare degna sepoltura. Un “capitalismo senza classi”, dove ciascuno costruisce da sé la propria biografia, prenderebbe il posto dei vecchi pattern di diseguaglianza. Continua la lettura di Scrap-book dal Web. Classi sociali?

Su “PARTITA Penelope” di Simone Di Biasio

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di Luigi Paraboschi

Come appare dal sottotitolo (monologo in versi) questa breve silloge  di poesie si può definire “ monologo “ in  quanto l” IO narrante è quello di Ulisse,  sgomento e abbattuto  di fronte alla scoperta che al suo ritorno dopo venti anni,  la  consorte tanto vagheggiata nel tempo,  se ne è andata ,  come si legge nel suo cantare  sconsolato :

                                      ma io aspetto qui la tua assenza /  aspetto su questo sradicato ulivo la tua essenza

Confesso che a me,  uomo del nostro tempo ma ancora memore di ricordi scolastici, la figura di questo guerriero  un poco troppo furbastro non ha mai convinto completamente. Continua la lettura di Su “PARTITA Penelope” di Simone Di Biasio