Archivi tag: Giorgio Mannacio

Religione occidentale e politica

di Giorgio Mannacio

1. Esiste da sempre un rapporto tra religioni e strutture statuali.  Quanto alle prime mi riferisco a quelle che abbiano ambizioni universalistiche. Queste impongono che le confessioni di tale tipo – dopo il momento delle origini (ammesso che tale momento sia storicamente verificabile) – affrontino il “secolo“ con una certa struttura e dunque è naturale che entrino in rapporto con le formazioni politiche esistenti nel territorio nel quale operano o vogliono operare.

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Ricordando Eugenio Grandinetti

di Giorgio Mannacio

Ho chiesto a varie persone che hanno conosciuto Eugenio Grandinetti un ricordo o una riflessione sulla sua figura o sulla sua poesia. Ecco il primo contributo arrivato. [E. A.]

1.

Ho conosciuto Eugenio Grandinetti, recentemente scomparso attraverso la rivista Poliscritture ma ci siamo visti solo un paio di volte, credo. Nacque tra di noi una simpatia fondata su elementi poco significativi: seppi che era calabrese (come me) e, successivamente, che era cugino di un mio collega di lavoro. Nel contesto della rivista che ho ricordato ebbi modo di leggere alcune sue poesie che suscitarono un certo dibattito intorno all’argomento nichilismo/pessimismo. Ad esso ho partecipato anch’io. Posto che non posso e non devo ostentare una amicizia in senso stretto ma certamente una comunanza di esperienze poetiche e una partecipazione ad una sorte che accomuna tutti noi uomini, ho creduto di ricordarlo intitolando al suo nome le osservazioni sul tema che quella sua esperienza ha suscitato in me.

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Laboratorio italiano

 

di Giorgio Mannacio

1.
M’intrometto, prendendo spunto dal “ poema “ a due mani Lucini – Passannanti (qui) ma anche dalla poesia di Sagredo (qui) per osservare che di ben altra attualità e valenza è l’esame della situazione politica italiana. Vero laboratorio (in negativo ) su concetti fondanti della politica.
Quale che sia il giudizio di merito sull’attuale Governo – il mio è totalmente negativo – mi sembra più importante cercare di enucleare nelle caratteristiche di esso e nel suo modo di occuparsi della cosa pubblica alcuni tratti significativi per una discussione di tipo generale. Continua la lettura di Laboratorio italiano

Appunti eretici sulla democrazia e il popolo

di Giorgio Mannacio

 

1.
Inizio con una giustificazione del titolo, che vuol essere un po’ dissacrante. L’eresia riguarda i concetti di popolo e democrazia più che mai inflazionati in questa triste stagione politica dell’Italia.
Sono convinto che rispetto a tali due termini occorra una certa chiarezza. Ciò eviterà – forse – di cadere preda di facili illusioni. Continua la lettura di Appunti eretici sulla democrazia e il popolo

Sulle “origini” della violenza nella Storia

di Giorgio Mannacio

1.
La discussione intervenuta sulla figura di Ceronetti (qui), si è sviluppata in varie direzioni e ha dato anche l’occasione per digressioni di diverso contenuto e valore. Una di queste è costituita da un passo del politologo Carlo Galli, che trascrivo letteralmente. Certo, esso andrebbe letto nel più ampio contesto dell’articolo in cui è inserita, ma ai limitati fini che mi propongo può bastare questo stralcio:

“ …la costituzione della sovranità è uno dei processi più distruttivi della storia umana. Le sovranità degli stati si sono formate nel sangue della guerra civile o nel furore delle rivoluzioni . Mai una sovranità è nata perchè qualcuno intorno ad un tavolo ha trasferito pacificamente ad un soggetto terzo il diritto di tassare , di formare un esercito ,di detenere il monopolio della violenza, individuare gli interessi strategici di una comunità “

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Divagazioni sul telefono cellulare

di Giorgio Mannacio
1.
Sulle innovazioni tecnologiche si esprimono opinioni contrapposte. Di esse alcuni dicono che  rappresentino un progresso. Altri invece sostengono che segnalino una sconfitta del miglioramento del pensiero umano. La questione è indecidibile perché non si sa cosa sia il termine di paragone cioè il PROGRESSO.
Di certo esse costringono a meditare su alcune categorie che riteniamo insite nel nostro sistema di ragionamento. Continua la lettura di Divagazioni sul telefono cellulare

Il 25 aprile nella mia memoria

Bella la via imboccata da Giorgio Mannacio: partire dai segni che la storia imprime nella memoria dei singoli e poi connetterli all’oggi, ai pensieri o ai dubbi che ci travagliano su quello stesso passato/presente/futuro. Per incoraggiare altre riflessioni simili in Appendice aggiungo gli appunti di lettura tratti dal magnifico libro di Claudio Pavone, «Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza», che ho finora pubblicato in “Poliscritture su Facebook” in coincidenza con le polemiche (non solo locali) che ogni volta la celebrazione del 25 aprile suscita.  L’intento è collegare memoria e storia, sentimenti e ragionamenti dei singoli a sentimenti e ragionamenti in nome del *noi* possibile. [E. A.]

di Giorgio Mannacio

1.
A chi leggerà questo scritto raccomando vivamente di saperne definire i modestissimi limiti individuando in esso ciò che può servire e ciò che non può o non deve servire. Continua la lettura di Il 25 aprile nella mia memoria

Breve la vita felice di Salvatore D.

di Giorgio Mannacio

1.
Il titolo di questo racconto è la parafrasi di quello di un celebre testo di E. Hemigway: Breve la vita felice di Francis Macomber. Cosa unisce questi due personaggi ? Nulla e tutto. Nei rimasugli del mio francese ho trovato una locuzione curiosa : Chateaux en Espagne che corrisponde al nostro Castelli in aria o Castelli di sabbia: insomma un progetto costruito con materiale friabili e indegni di essere utilizzati. Ecco quello che unisce Hemingway a Salvatore D.: la Spagna. Per quello che li divide si vedrà. Non ho voluto scrivere per intero il cognome di Salvatore. Posso dire che rimanda ad una città della Grecia classica e mi piace pensare che ciò attesti un’antica e quasi nobile origine della famiglia, poverissima, della quale faceva parte. Continua la lettura di Breve la vita felice di Salvatore D.