Archivi tag: Giorgio Mannacio

Divagazioni sul telefono cellulare

di Giorgio Mannacio
1.
Sulle innovazioni tecnologiche si esprimono opinioni contrapposte. Di esse alcuni dicono che  rappresentino un progresso. Altri invece sostengono che segnalino una sconfitta del miglioramento del pensiero umano. La questione è indecidibile perché non si sa cosa sia il termine di paragone cioè il PROGRESSO.
Di certo esse costringono a meditare su alcune categorie che riteniamo insite nel nostro sistema di ragionamento. Continua la lettura di Divagazioni sul telefono cellulare

Il 25 aprile nella mia memoria

Bella la via imboccata da Giorgio Mannacio: partire dai segni che la storia imprime nella memoria dei singoli e poi connetterli all’oggi, ai pensieri o ai dubbi che ci travagliano su quello stesso passato/presente/futuro. Per incoraggiare altre riflessioni simili in Appendice aggiungo gli appunti di lettura tratti dal magnifico libro di Claudio Pavone, «Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza», che ho finora pubblicato in “Poliscritture su Facebook” in coincidenza con le polemiche (non solo locali) che ogni volta la celebrazione del 25 aprile suscita.  L’intento è collegare memoria e storia, sentimenti e ragionamenti dei singoli a sentimenti e ragionamenti in nome del *noi* possibile. [E. A.]

di Giorgio Mannacio

1.
A chi leggerà questo scritto raccomando vivamente di saperne definire i modestissimi limiti individuando in esso ciò che può servire e ciò che non può o non deve servire. Continua la lettura di Il 25 aprile nella mia memoria

Breve la vita felice di Salvatore D.

di Giorgio Mannacio

1.
Il titolo di questo racconto è la parafrasi di quello di un celebre testo di E. Hemigway: Breve la vita felice di Francis Macomber. Cosa unisce questi due personaggi ? Nulla e tutto. Nei rimasugli del mio francese ho trovato una locuzione curiosa : Chateaux en Espagne che corrisponde al nostro Castelli in aria o Castelli di sabbia: insomma un progetto costruito con materiale friabili e indegni di essere utilizzati. Ecco quello che unisce Hemingway a Salvatore D.: la Spagna. Per quello che li divide si vedrà. Non ho voluto scrivere per intero il cognome di Salvatore. Posso dire che rimanda ad una città della Grecia classica e mi piace pensare che ciò attesti un’antica e quasi nobile origine della famiglia, poverissima, della quale faceva parte. Continua la lettura di Breve la vita felice di Salvatore D.

Verso la strada degli innocenti

di Giorgio Mannacio

1.

Un amico filosofo – Ezio Partesana – mi ha segnalato un testo raccomandandomene la lettura.

            Eccone i dati, per chi volesse leggerlo: Precursori dello sterminio – Binding e Hoche all’origine dell’“eutanasia” dei malati di mente in Germania – a cura di Ernesto De Cristofaro e Carlo Saletti, Ombre corte, Città di Castello 2012 (€ 12,00 ). Si tratta di un libro di ridotte dimensioni (93 pagine compresa la bibliografia ) ma validissimo nei suoi contenuti. Ecco le ragioni di tale giudizio. Per una fortunata coincidenza lo scopro nel Giorno della Memoria, che tiene insieme in vario modo – sempre altamente drammatico – Storia e Cultura. In questa esigua pubblicazione si affronta un tema che – uscendo dalla specificità della vicenda dello Sterminio – penetra nei problemi dell’eutanasia e dei cosiddetti diritti di nascere, vivere e morire. Ma allo Sterminio il libro ci costringe, con la sua logica, ad entrare. Continua la lettura di Verso la strada degli innocenti

Per Luisa

Luisa Colnaghi accanto a Giampiero Neri e con altri partecipanti all’incontro del 10 marzo 2009 alla Palazzina Liberty di Milano

di Federico Bock

Per ricordare e onorare Luisa Colnaghi pubblico questo affettuoso ricordo di lei scritto da Federico Bock e, in appendice, alcuni materiali  tratti dall’archivio del Laboratorio Moltinpoesia (2006- 2012) al quale aveva partecipato assiduamente. [E. A]

Incontrai Luisa Colnaghi al “salotto Caracci” qualche anno fa. Presentava l’ultimo libro di prosa, “Deserto blu”, edito nel 2009 per i tipi di ex Cogita.
Mi incuriosirono sia libro sia lei, composta, staccata, come fosse altrove.
Lessi il libro, un romanzo anch’esso dell’”altrove”, una prosa essenziale, come la sua prosa.
Incontrai una seconda volta Luisa allo spazio Bligny 42 in occasione di una lettura, quando la rivista il Monte Analogo, di Giampiero Neri, di cui lei era segretaria di redazione, aveva già pubblicato alcune mie composizioni.
Sodalizzammo. Continua la lettura di Per Luisa

Il gatto e il vescovo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Giorgio Mannacio

1.
C’era una discussione continua tra mio padre e mio cugino Tommaso ( non conoscevamo all’epoca lo snobismo di Tomaso con una m sola). In verità si trattava di un parente lontano come sarebbe più corretto definire il rapporto, usando una precisa indeterminatezza. Ma la nostra terminologia genealogica non seguiva i criteri notarili del Codice civile. Bastava un matrimonio remoto o eventi simili, a volte anche soltanto la comunanza del cognome unita ad una simpatia o stima reciproche, e si entrava nella famiglia. Continua la lettura di Il gatto e il vescovo

Note sulla rima

 

di Giorgio Mannacio

I.

La rima è una entità alquanto misteriosa. La definizione che se ne dà nei testi scolastici (identità di suono delle sillabe finali dalle vocali accentate in poi di due o più parole) ha il pregio di metterne in risalto alcune caratteristiche sulle quali fondare qualche utile considerazione. Continua la lettura di Note sulla rima

Barcellona e dintorni

Tabea Nineo, Forse Catalogna, ottobre 2017 – olio

 

di Giorgio Mannacio

1.
Esaminare e valutare la “ secessione catalana “ esclusivamente nel suo profilo giuridico -formale ( costituzionale ) è semplice ma comporta la rinuncia a prendere in considerazione aspetti e problemi di più ampia portata.
L’ “accusa“ di secessionismo lanciata dal Governo spagnolo è – sotto l’aspetto costituzionale – certamente corretta. Un gruppo di Catalani ha manifestato la volontà di staccarsi dallo Stato cui – per patto fondativo – appartengono e di costituirsi in Stato autonomo. La violazione di tale patto è evidente. Ma esso – visto nelle sue origini storiche – è un “ fatto “ che determina una situazione politica ( la costituzione di una polis ) e fatto originario la decisione ( politica ) di disintegrarlo quanto meno in parte. Continua la lettura di Barcellona e dintorni

Divagazioni dialettiche sullo jus soli

dal film “Heimat”

di Giorgio Mannacio

1.
Uno degli argomenti del giorno – che a volte offusca problemi ben più gravi – è quello dello jus soli inteso come attribuzione della cittadinanza italiana ai nati sul territorio nazionale da cittadini stranieri. Si registrano in proposito due opinioni ( semplifico ): una si manifesta in una opposizione radicale alla concessione oggetto dello jus soli; l’altra – con sfumature diverse e, penso, diversificando le condizioni di attribuzione – afferma la necessità della concessione. Continua la lettura di Divagazioni dialettiche sullo jus soli