Archivi tag: Giuseppe Muraca

E adesso, brava gente?

Tabea Nineo, carboncino anni ’90

Scrap- book dal Web sulle elezioni del 4 marzo 2018

a cura di Ennio Abate

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Segnalazione

Dalla parte del torto su Attlio ag 20160001
Questo numero 73, oltre ad articoli su socialdemocrazia, referendum sulla Costituzione, terrorismo e terrorismi, Cuba, poesie e recensioni, dedica 6 pagine alla figura di Attilio Mangano con interventi di Giuseppe Muraca (Chi è Attilio Mangano; La sinistra extraparlamentare e il “Quotidiano dei lavoratori”), Ennio Abate (Forse oscuri fratelli) e Maurilio Riva (Cosa farò da grande). Per informazioni scrivere a: mirella.pelizzoni@libero.it

Da “L’utopia concreta” a “InOltre”

Utopia concreta 10001

di Giuseppe Muraca

Questo intervento di Giuseppe Muraca e il carteggio ad esso allegato permettono d’intendere meglio sia i precedenti della rivista “Inoltre” di cui ho parlato qui  sia la varietà e vivacità delle spinte intellettuali che negli anni ’80-’90 hanno continuato a tentare di capire la crisi generale della sinistra socialista e comunista italiana evitando i facili pentimenti e il cospargimento di cenere sul capo, di cui ha dato prova di recente il l’ex “capo dei rifondatori” Fausto Bertinotti (qui). Spero  di ospitare altri interventi di promotori di riviste di quei decenni e chissà di ritessere  ancora un filo di ricerca comune. [E.A.]
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Quelli della rivista «INOLTRE» (1996-2003): Luciano Della Mea

Inoltre n 10002

di Ennio Abate

Date un’occhiata alla discussione su “2034???” (qui).  Troverete che ruota stancamente attorno al dilemma “rifondazione o esodo”. Lo stesso che si presentò in “Inoltre”, una delle tante esperienze di rivista cui diversi di noi sul finire del Novecento parteciparono. Riflettere su questo ed altri tentativi di riviste (io penso a quelle che ho più seguito negli ultimi tempi: “il gabellino”, “Qui. Appunti dal presente”, “Dalla parte del torto”, “L’ospite ingrato”, ma altre si potrebbero aggiungere), più che a lanciare avvertimenti o appelli,  serve forse a sottolineare, al di là sia della retorica “cooperativistica” che di quella “individualistica”, l’indispensabilità dell’arduo confronto tra “dissimili”.  E’ questa tuttora – a me pare – la questione aperta – non solo qui  su «Poliscritture» (cartaceo e sito) – per quanti non si rassegnano a lavorare su temi culturali e politici né in una sorta di clausura eroica o compiaciuta del proprio ‘io’ né intrupparsi nei tanti falsi ‘noi’ continuamente riproposti  dai  mass media e dal Web.  (E.A.)

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