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La Letteratura è morta, …ma si può ancora “scrivere”

Alcune riflessioni nate dalla lettura del libro di Ricardo Piglia “Critica e finzione

di Angelo Australi

Se dovessi esprime un giudizio dalla quantità di romanzi pubblicati attualmente in Italia, la letteratura contemporanea sembrerebbe attraversare una stagione feconda, poi entri in libreria e le tue buone intenzioni scemano fin quasi a sparire, le curiosità per l’acquisto si riducono ad un senso di noia perché intuisci subito che qualcosa non funziona. Le novità si avvicendano ad una velocità sconcertante, per soddisfare aspettative in fondo scontate. Si ha quasi l’impressione che ci sia un’invasione di occasioni assolutamente da non perdere, di capolavori che non aspettano altro che di essere letti, mentre se chiedi al commesso un titolo uscito da due o tre anni, che magari ti è sfuggito e non trovi sugli scaffali organizzati in ordine alfabetico sui nomi degli autori, ti senti rispondere che non è più nel circuito della distribuzione e puoi trovarlo solo acquistando online. E’ un dato di fatto, se non pubblichi almeno un libro all’anno, meglio ancora uno ogni sei mesi, sei fuori dal cerchio magico della notorietà. Questo la dice lunga sullo strano modo in cui si è trasformata l’industria del romanzo: il prodotto si vende fresco di stagione, altrimenti resta lì qualche mese e poi sparisce di circolazione, diventa un oggetto da rintracciare curiosando nelle librerie online dell’usato. Un amico, in visita a Firenze con alcuni spagnoli che a Barcellona seguono i suoi corsi sulla letteratura italiana, quando gli ho suggerito di dedicare uno dei suoi incontri a Romano Bilenchi, chiedendo in varie librerie fiorentine non ha trovato disponibile neppure uno dei suoi libri. Spesso mi domando se oggi ci fosse un nuovo Joyce sconosciuto, chi mai avrebbe il coraggio di pubblicarlo?

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“La forza di gravità” di Claudio Piersanti

                  Pubblicato nel giugno 2018        

di Angelo Australi                                 

Non si può certo dire che Claudio Piersanti sia uno di quegli scrittori che rimpastando temi di attualità produce un libro a stagione, tra La Forza di gravità ed il suo precedente, Venezia, il filo dell’acqua, sempre edito da Feltrinelli, sono trascorsi ben sei anni. Continua la lettura di “La forza di gravità” di Claudio Piersanti

SEGNALAZIONE

LETTURE & RILETTURE

Mi sono appassionato alla lettura quasi per caso durante il servizio militare, cercando di trovare il modo di contrastare la vita di caserma che odiavo a morte. Per ribellione, soprattutto. Questo è potuto accadere grazie ad alcuni libri che rafforzavano certi pensieri contenuti in uno stato d’animo dal quale non riuscivo ad evadere. Cercavo conferme in qualcosa di concreto in cui riconoscermi; insomma: impedire all’inquietudine di prendere il sopravvento, di avere sempre una via di fuga disponibile.
Un livello di lettura che si è evoluto quando poi ho iniziato a scrivere, perché allora non cercavo più conferme ma qualcosa di diverso che mi avvicinava all’autore del libro, qualcosa che mi facesse addentrare nella meravigliosa macchina dell’immaginazione con lo sforzo di capire fino a dove era arrivato nella sua indagine.
A quel punto i libri che più mi hanno appassionato sono stati quelli capaci di mettere in discussione il mio modo di pensare, di leggere… di approcciarmi quotidianamente alla vita reale. La letteratura così è diventata un punto di vista dal quale osservare il mondo, nella sua finzione poetica ho trovato gli elementi per coltivare la conoscenza, fare anch’io ricerca.
In questa rubrica che ho la possibilità di proporre su Poliscritture tenterò, da lettore, di raccontare il mio viaggio nella letteratura contemporanea tenendo conto delle ultime proposte editoriali e, perché no, andando a rileggermi libri pubblicati in passato o ristampati di recente.
Al contrario della soggezione dei più a un pensiero liquido che sembra regnare sulla frenesia consumistica del mercato, che costringe gli autori ad una maniacale presenza sullo scaffale delle novità editoriali, altrimenti a sparire, ritengo non sia giusto veder invecchiare troppo in fretta dei testi di valore solo perché ormai è passata l’idea che il libro sia un prodotto stagionale, con inclusa data di confezionamento e di scadenza.
Angelo Australi

Alberta Bigagli & il mostro sireno

di Angelo Australi

Testo letto in occasione dell’iniziativa fatta al Centro Sociale il Giardino per ricordare Alberta Bigagli 

 Figline Valdarno 20 ottobre 2018 

 

Alberta Bigagli è morta il 5 agosto del 2017. Mi diede la triste notizia Fiorella Falteri, non ricordo bene se l’undici o il dodici di agosto. Comunque ero appena rientrato da una vacanza siciliana fatta sotto un caldo soffocante, con la natura rovinata dagli incendi dolosi alimentati dal vento caldo di scirocco che veniva dall’Africa. Incendi giganteschi, il cui fumo a momenti oscurava il sole. Continua la lettura di Alberta Bigagli & il mostro sireno

Il paesaggio reinventato

di Angelo Australi

Alcuni anni fa mi è capitato di andare per lavoro a Padova con il responsabile dell’Ufficio Ambiente del Comune di Fiesole. Si chiama Mario. Mario Cantini. Geometra Mario Cantini. Continua la lettura di Il paesaggio reinventato

Risibile apologia del «tema letterario»

di Marco Gaetani

  1. Andrea Gavosto su «La Stampa» del 17 Gennaio scorso commenta la notizia che tra «le nuove linee guida per la prova di italiano nell’esame di terza media» presentate dal Ministero dell’istruzione vi è la proposta di sostituire «il tema letterario» «con tre tipi di prova» alternativi: «una sintesi ragionata degli elementi essenziali di un testo; una narrazione costruita a partire da elementi forniti dal docente […]; l’argomentazione di una o più tesi, magari fra loro contrapposte».[1] Gavosto è il Direttore della Fondazione Agnelli. Il suo curriculum, reperibile in Rete, dice molte cose sul modo in cui uno come lui può pensare all’istruzione, alla scuola. E del resto già il fatto di considerare il «tema letterario» come «da sempre principale cimento per tutti gli studenti» e «uno degli ultimi tabù della nostra scuola» permette di comprendere quanto Gavosto sia realmente esperto di scuola italiana, perlomeno di ciò che oggi ne è rimasto.

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Roghi

 

 

di Cristiana Fischer

Niente è più bello di questa larga mattina luminosa, una calma piana in cui le bordure di alberi dividono i prati e i pendii degli uliveti, si intuisce laggiù l’aria fresca e il verde che ancora profuma. Se questa pace e felicità sono il bene della vita, l’aldilà lo immaginiamo come pace e gioia intensa, oggi immaginiamo che la pace di qua costituirebbe,  moltiplicata all’infinito, l’altra vita in aldilà. Mi pare che ormai siamo arrivati a essere quasi tutti d’accordo con questa idea, nelle diverse culture, tranne per quelle sette in cui alcuni, veri arretrati dello spirito, riservano le pene orripilanti dell’inferno ai nemici che hanno in terra. Continua la lettura di Roghi

L’eterna cronaca. Realtà e apparenza in “2666” di Roberto Bolaño

 

Questo saggio  dedicato   a Roberto Bolaño è tratto da una nuova rivista, «FIGURE» (http://rivistafigure.it/),  e viene pubblicato su POLISCRITTURE sia per farla conoscere sia per  iniziare, si spera, un dialogo con un bel gruppo di giovani, alcuni dei quali ho conosciuto lo scorso febbraio (2017) in occasione di una iniziativa su Fortini a Padova.  Anch’essi sentono l’esigenza di costruire – come  annunciano nell’editoriale – « un luogo di aggregazione e condensazione di senso».  La rivista  ha carattere monotematico; e il suo primo numero, che riflette su creatività e lavoro creativo, è suddiviso in tre sezioni: Mondi, con saggi sull’uso del concetto esaminato anche attraverso un’analisi retorica; Riflessi, che indaga  nella dimensione letteraria alcune problematiche contemporanee; Voci, che illustra il tema attraverso  alcune  interviste.  Il lavoro  di scrittura vuole essere  collettivo; e collettivamente gli autori del numero – li nomino tutti:  Emanele Caon, Filippo Grendene, Federico Quistelli,  Isacco Boldini, Filippo Gobbo, Giulia Spagna, Stefania Giroletti Giovanni Pontolillo, Francesco Rizzato ed Emiliano Zanelli  – si assumono la responsabilità di ogni singola parola. Buon lavoro a loro e a noi. [E. A.] Continua la lettura di L’eterna cronaca. Realtà e apparenza in “2666” di Roberto Bolaño

E la sciagurata rispose? Beh, sì, no…si desublimò!

La Letteratura e il Mercato

di Ennio Abate

In tre vecchie articoli apparsi su il manifesto (19,25 aprile; 3 maggio 2002) Remo Ceserani discuteva lo stato di salute della letteratura in Italia e negli altri paesi a capitalismo avanzato. Perplesso sulle sue conclusioni,  avevo scritto questo dialogo (immaginario!) fra il mio doppio e quello che,  arbitrariamente ma non troppo, parlava per Ceserani. Lo ritiro fuori da una vecchia cartella e lo dedico come omaggio polemico, sì, proprio a lui, allo studioso che ci ha lasciato alla fine dell’ottobre 2016 e che ho, malgrado il mio dissenso, sempre stimato. [E. A.]

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Ancora su Dylan …

Dialogando con il Tonto (8)

di Giulio Toffoli

Quando, qualche mese fa, venne reso noto che a Robert Zimmerman era stato conferito il premio Nobel 2016 per la letteratura avevo cercato di discuterne con il Tonto.
Lui però aveva tagliato corto:
“Ne parleranno tutti, ne parleranno troppo, si divideranno, perché così vuole il copione, in esagitati amanti e sdegnosi critici. Lasciamoli ai loro esercizi di stile …
Ti ricordi – aveva poi aggiunto – qualche decennio fa, la parabola dell’artista era poco più che all’inizio, il giovane Zimmerman era infastidito da un suo esegeta che, per cercare di scoprire non si sa quali segreti, andava a rovistare anche nella spazzatura. Quando il cantante se ne accorse, stufo di essere oggetto di continui attacchi alla sua privacy, mise in un sacco della spazzatura uno spazzolino da denti nuovo, neanche estratto dalla confezione originaria. L’esegeta rimase perplesso e iniziò a interrogarsi: “spreco”, “crisi morale e esaurimento della capacità critica del cantautore”? Fino a quando un qualsiasi altro Tonto gli fece capire l’arcano: “Lavati i denti …” – gli voleva dire molto semplicemente lo Zimmerman – o se si vuole in modo più chiaro: “togliti dalle scatole e lasciami in pace …”. Continua la lettura di Ancora su Dylan …