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Appunti politici (7): Visalli e i migranti

di Ennio Abate

Questi appunti si confrontano con l’articolo di Alessandro Visalli, Poche note sulla questione dell’immigrazione: della svalutazione dell’uomo. apparso sul suo blog e segnalatomi da Cristiana Fischer (E. A.)

Ma in sostanza che dice o suggerisce Visalli sulla questione dei migranti?
Vediamo prima il suo ragionamento. Con l’integrazione nell’Europa e la mondializzazione, Il sistema produttivo italiano (io aggiungerei ‘capitalista’), risulta «schiacciato da una parte dalla pressione competitiva generata dai prodotti ad alta specializzazione e contemporaneamente basso costo del nord Europa […] e dall’altra da quelli a media Continua la lettura di Appunti politici (7): Visalli e i migranti

Nel mio paese nessuno è straniero. Ma è poi vero?

DIALOGANDO CON IL TONTO (8)

 

di Giulio Toffoli

Mi capita raramente di guardare la televisione. Il caso ha voluto che mi venisse sotto gli occhi uno spezzone di un servizio sulla recente retata fatta alla stazione di Milano. Il giornalista stava intervistando alcuni passeggeri appena scesi dai treni. Le risposte erano abbastanza prevedibili quando sento uno che dice: “Cosa vuole che le dica… io sono fra quelli che credono che nel mio paese nessuno è straniero. Ma poi ogni tanto mi domando se sia poi vero”. La giornalista è apparsa subito chiaramente insoddisfatta della risposta e la telecamera si è rapidamente spostata su altri soggetti da intervistare. Continua la lettura di Nel mio paese nessuno è straniero. Ma è poi vero?

Guerra al terrore: i fronti esterni e interni (2)

GuerraTerrorismo

TERZO FESTIVAL DI “LIMES”

di Donato Salzarulo

A) I FRONTI ESTERNI: LIBIA, IRAQ, SIRIA (Seduta antimeridiana)

1. – Sabato 5 marzo 2016, ore 10,30. Seconda giornata del III Festival di Limes. Genova, Palazzo Ducale, Salone del Maggior Consiglio. Alle 10 sono già seduto sulla sedia di una fila centrale. Ho un’ottima vista del palco per i relatori. L’interno è molto scenografico. Osservo le colonne laterali, le decorazioni, le statue, i due grandi lampadari di cristallo. Intanto, continuano ad arrivare persone, entrano volti coi capelli bianchi come i miei, ma anche di mezza età e più giovani. Non mancano gli studenti. Per ritrovarmi nel Salone, al primo piano che definiscono “nobile”, ho fatto la coda giù, all’imbocco dello scalone. Ho dovuto depositare l’ombrello in un locale attiguo, mettere borsello, cellulare, Continua la lettura di Guerra al terrore: i fronti esterni e interni (2)

Chi sono i terroristi?

Apocalisse durer

TERZO FESTIVAL DI LIMES. INCONTRO CON LE SCUOLE (1).

di Donato Salzarulo

«Nel 2011, quando fu diffusa la bufala dei 5.000 morti, feci presente al direttore del giornale che la notizia non aveva fondamento. Mi implorò: «Per cortesia, non mi “smosciare” la notizia, non sgonfiarmela». Ma qui siamo in una scuola e il rimedio c’è. Abituarsi a fare la tara alle notizie, a verificarne le fonti. Mettere a confronto punti di vista diversi. Guardare la cronaca nella prospettiva della storia e della geografia. Essere meno prigionieri della cronaca». Questa dichiarazione di Lucio Caracciolo, direttore della rivista «Limes» nel convegno tenutosi a Genova agli inizi del marzo 2016, ripresa da Salzarulo suggerisce a un *noi* ipotetico, sballottato tra la paura di fronte alle stragi, che avvengono ormai anche in Europa e non solo “lontano lontano” (ultima, per ora, quella di Bruxelles), e la rassegnazione nei confronti di statisti e dirigenti politici che hanno ridotto a straccio ogni forma di democrazia, una via di resistenza: la riflessione razionale; e a diretto contatto con giovani studenti di una scuola italiana. Da qui l’utilità  del puntiglioso resoconto di questo Festival (che avrà altre due puntate). Contro chiunque voglia imporre la sua visione apocalittica (i “terroristi”) ma anche contro i mass media che ne enfatizzano le orrende imprese senza risalire quasi mai dalla manovalanza ai mandanti o agli strateghi in ombra. [E. A.] Continua la lettura di Chi sono i terroristi?

DISCUSSIONE. Il “Corriere della sera” censura Obama

obama su guerra in Libia

di Donato Salzarulo

Beh, riprendiamola una discussione a partire dalle ultime dichiarazioni di Obama qui commentate da Salzarulo! Affilate i coltelli (e l’intelligenza politica). Per ora vi ricordo che eravamo arrivati a questo punto:  1. «Scusa, Fischer, e chi sarebbero questi “decisori”? Gli Obama, i Putin, le Merkel, gli Al-Sisi?… O anche i 62 ricconi resi noti qualche mese fa dei giornali? » (Donato Salzarulo 2 marzo 2016 alle 10:22 ); 2. «Per questo non mi sento di dire, come ‘spavaldamente’ fa D. Salzarulo (02.03.10.22): * Le strategie degli Obama, dei Putin, ecc. ecc. mi interessano, fino a un certo punto*. Si teme forse di depauperare di sano interesse i ceti subordinati spostando l’attenzione sui ‘decisori’ secondo la sua infelice frase (1.3, ore 20.20) *Insegnare ai capitalisti italiani (?!…) il loro mestiere non mi attrae? Lungi da me questa idea che contrastavo fin dagli anni ’70/80 all’epoca della svendita ‘politica’ del sindacato con il mito della cogestione! E G. Toffoli rincalza: *Coloro che discettano di geopolitiche e invitano le masse ad assecondare i disegni dei “decisori” di turno non fanno altro che intralciare la lunga e perigliosa strada che condurrà al riscatto dei ceti subordinati e si schierano oggettivamente dalla parte del Capitale!* (G. Toffoli 1.3.ore 15.25)» (Rita Simonitto 2 marzo 2016 alle 21:21 ). [E. A.]

Non riesco a crederci. Ho sotto gli occhi le prime pagine di tre giornali: IL MANIFESTO, LA REPUBBLICA e IL CORRIERE DELLA SERA. Il quotidiano comunista dà la notizia di un’intervista choc del presidente degli Stati Continua la lettura di DISCUSSIONE. Il “Corriere della sera” censura Obama

Memento di Madre Courage

gentiloni

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Siamo pronti a com­bat­tere», le parole del mini­stro degli esteri Paolo Gen­ti­loni sono chiare: il governo ita­liano Renzi-Alfano è pronto ad una nuova avven­tura mili­tare. Dove? In Libia. E come? Ma natu­ral­mente «sotto egida Onu», nel qua­dro della sup­po­sta lega­lità inter­na­zio­nale (can­cel­lata dalle tante guerre decise senza e con­tro le Nazioni unite). E per­ché? Per­ché i mili­ziani dello Stato isla­mico hanno occu­pato Sirte, la terza città della Libia 450 km da Tri­poli. Con evi­dente minac­cia diretta per l’Italia. Un inter­vento dun­que «preventivo». Con in canna l’aggettivo «uma­ni­ta­rio»: la tra­ge­dia dei migranti afri­cani in fuga attra­verso la Libia, merce di scam­bio di bande rivali e abban­do­nati da noi ai cimi­teri marini. (Tommaso Di Francesco,http://ilmanifesto.info/pronti-a-combattere-a-chi/)

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Ennio Abate – MARZO 1821 – MARZO 2011

(qui)