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Dal sud dell’anima

 

di Eugenio Grandinetti

 

Di questa recente raccolta di altre poesie di Eugenio Grandinetti, uscita nel novembre 2016 presso Youcanprint Self-Publishingt, presento una piccola scelta fatta a caso, come sfogliando il libro prima di entrarci dentro. La breve premessa e i titoli delle sezioni (Similitudini, Antiche e nuove moralità, inquietudini) danno il senso del libretto: una interrogazione tenace che sa di non trovare alcuna meta ma insiste e tiene alta e ferma la voce della poesia di fronte al nulla. [E. A.]

Premessa

Da tutti i sud del mondo, dove regnano guerre, miseria ed ingiustizie, gli oppressi cercano di scappare, spinti dalla speranza di un futuro migliore: dovranno affrontare un viaggio povero di meraviglie e ricco di pericoli in cui dovranno patire fatiche, fame, violenze e spesso anche morte; li attende una meta spesso precaria dove troveranno a volte commiserazione ma più spesso diffidenza ed ostilità.
Da tutti i sud del mondo, siano essi luoghi geografici o luoghi della mente, partono su barche fragili desideri che a volte naufragano ma quando riescono ad approdare,si accorgono che la meta raggiunta è solo provvisoria e che da essa bisogna ripartire per non perdere la speranza di poter trovare alla fine la meta desiderata.

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Con queste mani

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Drammaturgia in versi per voce sola e indignazione molta

di Mariella De Santis

Il testo che segue è stato ispirato da una coraggiosa intervista di Emilio Quadrelli ad Anna (nome di fantasia), apparsa su Alias (nr. 10 anno 5 del 3 febbraio 2007), inserto culturale del quotidiano il Manifesto, allegato al giornale ogni sabato. Dall’articolo riporto quali veri il  rapimento di Anna nel 1996, a 13 anni, per essere portata a lavorare in una fabbrica italiana, i ripetuti stupri e la deportazione in un bordello per militari, paramilitari e civili operanti in Albania dal 1998, la liberazione a mano armata nel 2004 da parte del fratello al comando di una milizia di trafficanti d’armi e la sua condizione di vita al momento dell’intervista.Molto altro di quello che ho scritto mi è stato raccontato da donne immigrate incontrate vivendo…Per questo motivo nel mio testo, la protagonista l’ho chiamata Milena e non Anna. Il resto è da considerarsi mia creazione artistica cosa questa, come sappiamo, non sufficiente ad attribuirle lo statuto di finzione. Questo mio testo è dedicato ai giornali e ai giornalisti indipendenti che molestano le nostra visione delle cose, alle colonne della mia famiglia Lina, Angela e Roberta e alle migliaia di sorelle ignote  che vorrei tutte abbracciare. [M. De S.] Continua la lettura di Con queste mani

Lotta a morte

La Grassa  lotta a morte 1

di Franco Nova

Camminava davanti a lui, goffa. Era piuttosto obesa o comunque grassoccia, il sedere dondolava a destra e a sinistra; ed essendo grosso e pesante, squilibrava l’andatura, la rendeva quasi zoppicante. Anche da dietro si vedeva che non era certo una bella donna, a parte la lunga chioma fluente, nera corvina, che copriva una schiena lasciata nuda dal leggero vestito estivo, assai probabilmente altrettanto ampiamente scollato sul davanti. Colui che la seguiva pensò che le carni dovevano essere ben flaccide, sarebbe stato assai meglio coprirle. Tuttavia, un impulso che non aveva nulla di irresistibile lo obbligava a seguirla. Sarà forse stato perché era di strada per l’ufficio dove si stava recando a svolgere il suo lavoro, che a quel punto gli parve però più noioso del solito; tutto sommato, rallentare l’andatura, per non superare quel grassoccio bambolotto che procedeva nel suo stesso senso, gli parve preferibile, una sorta di rilassamento prima di sedersi al tavolo e affannarsi a pensare a ciò che lo affaticava e lo rendeva torpido ogni giorno di più. Continua la lettura di Lotta a morte