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Prof Samizdat (prova 2)

Tabea Nineo, Caduta, bassorilievo in creta, 1980

Narratorio. Versione  2020.

di Ennio Abate

Ah, se al Pacco Nord ci fosse stato con loro anche l’Autonomo! Lui, sì, che non si lasciava intimorire da leggi e circolari. Sulle cose sindacali si destreggiava da dio. Ne sapeva le asperità i trucchi i trabocchetti. E dove non arrivava da solo, si faceva consigliare da magistrati e avvocati amici suoi. Le prime volte s’erano incontrati alle porte della Marelli di Sestosangiò. Volantinavano per diverse Compagnie: Ahò l’uno, Elleccì l’altro. Dicevano che prima fosse stato uno dei fondatori della Cigielle Scuola. Lo si era saputo dopo il suo arresto, però. Roba da ridere. Perché nei rissosi collegi di allora il Flautista, che poi era il segretario picci-no del sindacato Cigielle d’Istituto, ogni volta che l’Autonomo prendeva la parola durante un’assemblea,  interveniva subito dopo per dipingerlo come un “distruttore del sindacato”. Prof Samizdat e l’Autonomo avevano fatto amicizia. Un po’, quella permessa dalle circostanze. E, compagni in carne ed ossa, stavano tutti i santi giorni a discutere assieme ad altri, “sinistri” e “destri” di quella “scuola rossa”. O fermandosi per i corridoi. O alla fine delle lezioni, trattenendosi  sul marciapiedi all’ingresso. Ma anche davanti  ad altre scuole. O a questa  e quella fabbricona o fabbrichetta dell’hinterland di MI. Lì facevano il “lavoro operaio” distribuendo volantini. Arrivando in contemporanea. Colombi non avvoltoi, dai! Uno col volantino di Haò. L’altro con quello di Ellecì. E un altro con quello di Autop. Tra quattro gatti di studenti e due o tre gatti di operai, tutti però “rivoluzionari”, si  mandavano segnali complicati e verbosi. Così dissero dopo i saccenti . Continua la lettura di Prof Samizdat (prova 2)

Misura

Trinità di Rublev

di Cristiana Fischer

L’illusoria potenza di credere all’influenza materna nei confronti di maschi liberi. Ma  voglio credere in una via riformista: liberi ma non salvi, nella vecchia via guerresca cannibalica paleolitica.
La vostra libertà richiede che anche noi, le madri di tutti, non siamo altro che allevatrici temporali per lanciarvi liberi in un mondo di sole vostre regole.
Invece credo che ogni complementarietà sia acquiescenza al vostro mondo di lotte tra maschi senza memoria di nascita.
Il mondo vegetale -stabile- gioca la sessuazione insieme a compatibilità. Noi primati la generazione riduciamo a un’unica modalità: duale. Mentre nascere e fiorire sboccia in forme di travolgente umanità. 

Allora sono minoranza! Bella esperienza
ascoltano con sufficienza
quel poco che conferma e il centro esatto
di differenza si trascura. Ma per non sbagliare
preciso che non sono contenuti argomentati
ma logica teorica che cause e effetti inenarrabili
non ancora previsti ha anticipato. Invece
si tratta di altro mondo che già c'è e non si vede
dai ciechi, il nuovo essere del mondo
di colori verdi e chiari. 
 
 
carovane di nomadi infiniti
venti di particelle le frontiere
di foglie scompongono correnti
sopraffanno i giganti del tempo
dita lacere e scheletri viventi.
Un'aria azzurra e i turbini disciolti
galleggiano diffusi oltremontani
si placano sul mare come un'ombra
di incertezza mai ripresa. L'attacco
dell'incanto è rimandato.  
 
 
Si aggrappano gli alberi in aspetto severo
al loro bosco ai nuovi margini, la rete di radici
i funghi nutriti e i colori che regalano
equilibrio vegetale. Querce e carpini
induriti e sconvolti perenni nei secoli
fioriscono carezze di stagione e soddisfare
i voli è loro ferma e costante volontà.
 
 
Il pensiero ha un innesto
nel corpo e non per caso
il corpo mortale conserviamo
pronti a tutto non a morte cieca
senza speranza: la virtù la forza
che apre i cieli oltre materie consistenti
miste di quanti e sostanzepensiero:
come se tutto svanisse in materia
come le anime dei morti adesso. 
 
 
Lo spazio che mi allarga al solo tempo
dei gesti necessari sulla terra
scandito nei ritmi spazio ecoico che risuona
in millenni e milioni
di storie individuali. Come cieca alla tastiera
punto ai frutti generali
cacciando spirito generativo.
La mente ultrapossente che ci pensa
risponde a necessaria debolezza. 
 
 
con noi i morti tutti quanti
vivono in coincidenza temporale
nel tempo nostro - e non trascendentale
della possibile divina
incarnazione che un pensiero illuminista
ha confinato nell'eguale
per cui tutto il possibile è reale con lo scandalo
di mortalità.
 
 
Tutto si spiega oppure il nulla
se la vita ci dispera
e il dio barbuto eterno ci rallegra
nell'unica fantastica idiosfera
dell'ultimo conflitto e noi segnando la stazione
fermiamo la voglia del delitto e la disperazione
volta a volta del popolo sconfitto. 
 
 
 
Pensare e sapere come forze
spirituali al materiale di cui siamo fatti.
Abbi pazienza ripete e come tutti
raccolgo l'indicibile del cielo in terra
e delle morte madri successive
spirito ci sostiene. 

Trinità di Cimabue