Archivi tag: Luigi Cortesi

CANTIERI DI POLISCRITTURE “Guerra&Guerre” di Giulio Toffoli

GUERRA 2

In un incontro della redazione di Poliscritture del 5 ottobre 2015 sono stati elencati schematicamente una serie di temi su cui lavorare nei prossimi mesi:
1. Mezzi e linguaggi ;
2. Stato o sovranità nazionale, democrazia, cittadinanza, post-democrazia;
3. Alimentazione (Expo), nutrire, distribuzione delle risorse;
4. Paesaggio, paesaggi, geografia umana, risvolti nelle arti;
5. Ecologia/ ecologia profonda (Arne Naess);
6. Storia, memoria e uso pubblico (e distorto) della storia;
7. Poesia esodante (quale poesia oggi?);
8. Trasparenza;
9. Guerra/e;
Su ciascuno di essi singoli redattori proporranno delle scalette ragionate, che verranno pubblicate sul sito di POLISCRITTURE (e su POLISCRITTURE FB) anche per sollecitare critiche o suggerimenti ed eventuali collaborazioni da parte di quanti ci seguono. Qui sotto pubblico la scaletta preparata da Giulio Toffoli. [E.A.]
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Su «Ma quale rivoluzione»

pecoraro

di Ennio Abate

Sul sito di “Le parole e le cose” (qui), in occasione della morte di Pietro Ingrao, è apparso un articolo di Francesco Pecoraro intitolato «Ma quale rivoluzione». Questa è la mia replica. [E. A]

Quando spolveri il sacro ripostiglio
che chiamiamo “memoria”
scegli una scopa molto rispettosa
e fallo in gran silenzio.

Sarà un lavoro pieno di sorprese –
oltre all’identità
potrebbe darsi
che altri interlocutori si presentino –

Di quel regno la polvere è solenne –
sfidarla non conviene –
tu non puoi sopraffarla – invece lei
può ammutolire te –

(Emily Dickinson, Tutte le poesie, 1273, pagg.1277-1279, Mondadori, Milano 1997) Continua la lettura di Su «Ma quale rivoluzione»

Scrittori e Resistenza, ieri e oggi

resistenza inedita

di Ennio Abate

Per diffidenza verso le celebrazioni in preparazione  per il prossimo 25 aprile, che verrà di certo  presentato come il 70° anniversario della indiscutibile “liberazione” ,  pubblico questa mia  vecchia riflessione. La presentai in uno dei gruppi di lavoro del Congresso ADI, Rimini 21-24 sett. 2005,  al quale ero stato invitato ma i suoi organizzatori non si degnarono poi d’includerla negli Atti ufficiali senza darmi alcuna spiegazione. In assenza di un ripensamento radicale e profondo della storia del secondo Novecento, urgente ma quasi impossibile nell’attuale degrado politico e culturale in cui siamo stati cacciati, preferisco attestarmi su quanto sono riuscito a pensare della Resistenza sulla base dello studio  di autori oggi del tutto dimenticati  se non messi al bando.  E’ l’unico modo per me ancora valido di onorarla. [E.A.]

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