Archivi tag: malattia

Che cosa (non) ci dicono le statistiche sulla lettura durante il COVID

 

 di Luca Ferrieri

Durante le due stagioni pandemiche che abbiamo attraversato – e che più probabilmente rappresentano un’unica lunga stagione che non è ancora finita –, la lettura è stata frequentemente invocata come l’ultima dea, la redentrice del confinamento, il porto sicuro per eccellenza. Tutte le volte che assisto a queste investiture angelicate, magari sostenute da autorità ed enti pubblici che hanno sempre avuto scarsa cura della lettura, tremo dal profondo, domandandomi se lei (la lettura) sarà in grado di sopravvivere all’inevitabile fiotto di retorica e alla nuova chiamata alle armi. L’esortazione stantia a chiudersi in casa a leggere ha avuto lo stesso afflato dell’”andrà tutto bene” appeso ai balconi: roba da meritare una serie di gesti scaramantici. Continua la lettura di Che cosa (non) ci dicono le statistiche sulla lettura durante il COVID

Coscienza (di Zeno) e malafede



Su Sandro Briosi, “Commento a La coscienza di Zeno. A cura di Marco Gaetani”, Carocci 2020)

di Elena Grammann

“ – Resterò con lui! – risposi con aspetto rassegnato. Ada dovette credere che quel mio aspetto di rassegnazione significasse il sacrificio ch’io consentivo di farle. Invece io stavo rassegnandomi a ritornare ad una vita molto ma molto comune, visto ch’essa non ci pensava di seguirmi in quella d’eccezione ch’io avevo sognata.”

Siamo verso la fine del romanzo; nel dedalo di biforcazioni che non portano da nessuna parte e men che meno a uno sviluppo, è la prima volta che Zeno parla di una “vita d’eccezione”. Chissà come la immagina, nei brevi istanti che separano il contatto con la mano di Ada, che gli pare intimo e apre la prospettiva della “vita d’eccezione”, dalla richiesta di aiuto della stessa per Guido, che quella prospettiva chiude inequivocabilmente.

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E distolse gli occhi

 

di Arnaldo Éderle

E distolse gli occhi dalle care immagini
della parete sinistra e li rivolse
all’armadio grande che sta di fronte al letto.
Quella era la posizione che teneva sdraiato
com’era nel suo ampio letto con la testa appoggiata
a due cuscini. Da lì poteva guardare tutta la
camera e, come un immobile, godere della sua
ampia visuale. Continua la lettura di E distolse gli occhi

L’acqua entra dalle mie labbra

 

 

di Arnaldo Éderle

Stavo pensando a una sequela
di ragionamenti tanto forti da farmi
vibrare il cervello e rotolarmi
nella loro burrasca e vedermi Continua la lettura di L’acqua entra dalle mie labbra

Poesia, malattia, follia

di  Federico Bock

“Ogginpoesia” è un sodalizio di (pochi) appassionati di letteratura, che si propone di studiare autori, aspetti, tendenze. L’ultimo argomento affrontato, scelto come sempre coralmente, è stato “Poesia, malattia, follia”. La sperimentata metodologia del sodalizio consiste nello scambiarsi preventivamente via mail le proprie note, successivamente discusse a voce nell’appuntamento presso la Libreria “La linea d’Ombra”, di Milano, che graziosamente mette a disposizione lo spazio. Continua la lettura di Poesia, malattia, follia

Il cammino delle comete (2)

U. Boccioni, Stati d’animo I – Quelli che vanno – (1911)

Il cammino delle comete

a cura di Isidora Tesic

‘Disse che a paura e malattia
Si è ridotta la vita,
che ogni giorno
Era una lunga esecuzione,
e la notte – timore
Di ospiti inattesi. Disse
Che questo mondo non è casa ma stazione,
Sala di sopravvivenza,
dove tutti attendono qualcosa.’

Sergej Georgievic Stratanovskij Continua la lettura di Il cammino delle comete (2)

Canto per Paola

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di Arnaldo Éderle

Ahi, la vita ti sostiene finché
la luce resta nelle stelle e nel sole
finché l’aria fresca dimora nei polmoni
finché tutto brilla nelle pupille e il cuore
pulsa i suoi piccoli battiti le labbra
s’aprono e si chiudono nella bella lingua. Continua la lettura di Canto per Paola

Partita doppia

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Il “Prologo” del romanzo e una riflessione di Carla Benedetti

di Maurilio Riva

Prologo (7÷11)

Mi chiamo Marco Minnella ma non è di me che vi devo parlare. Mi accingo a narrarvi le peripezie di un amico carissimo. Ho detto amico ma, pur fre­quentandolo da più di vent’anni, non sono sicuro che sia la definizione ade­guata.

Un tipo inquietante come ebbi modo di descriverlo un giorno, senza inten­zioni spregiative. Indubbio che Remo fosse un inquieto. Apparteneva alla razza di coloro che si caricano sulle spalle i mali del mondo anche se non c’era persona che si fosse sognata di chiederglielo. Un agnello sacrificale. Continua la lettura di Partita doppia

Su «Anche questa è vita» di Leandro Fossi

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di Luciano Aguzzi

Leandro Fossi, Anche questa è vita, Robin edizioni, Torino 2015

Nella vita di Leandro Fossi, ripercorsa alla luce della sua opera letteraria, la data periodizzante che più conta è il 2001. In quell’anno gli venne diagnosticato un tumore. È poi vissuto ancora dodici anni (è morto a Milano il 17 agosto 2013), passando attraverso otto operazioni, ripetute degenze ospedaliere, cicli di chemioterapia e l’alternarsi continuo di speranza di guarigione e terapie sempre più invasive e condizionanti.
Leandro ha saputo reagire decidendo di dedicare ciò che gli restava di energie e di tempo alla realizzazione di una sua antica, giovanile aspirazione, mai, però, concretamente perseguita: voleva essere uno scrittore. Continua la lettura di Su «Anche questa è vita» di Leandro Fossi

Polivalenza di un sospiro

biancaneve

di Giorgio Mannacio

1.
Ho assistito qualche mese fa – per ragioni del tutto personali – ad una rappresentazione destinata a bambini dai cinque ai dieci anni. Si trattava della trascrizione in forma teatrale della celebre fiaba Biancaneve e i Sette Nani di cui non si può non ricordare il magistrale film per cartoni animati di Walt Disney. Dal testo originario erano stati estrapolati e sceneggiati gli episodi più significativi e suggestivi. Dal punto di vista dello spettatore adulto, interessato ad esperimenti teatrali, lo spettacolo presentava una caratteristica. I personaggi che, nella realtà, avrebbero potuto essere veri soggetti umani ( una ragazza di nome Biancaneve, una regina, un guardiacaccia ) erano interpretati da attori in carne ed ossa. Gi essere fantastici (i sette nani) erano marionette di legno e altro materiale, mosse mediante fili da altrettanti operatori. Veniva così creata una sorta di ulteriore contrappunto tra realtà e fantasia. Continua la lettura di Polivalenza di un sospiro