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Franto e ricercato

Patrizio Di Sciullo e Roberto Neri
MUSEO FONDAZIONE CROCETTI, ROMA

di Marina Massenz

 Franto e ricercato
 nell’interno del corpo
 svuotato ventre
 lasciare che vada
 sciolto e sganciato
 niente ricerca d’interezza.

 Spazzolata tutta la certezza
 dell’intero adeguarsi
 a pezzi sparsi qua e là
 a volte in quasi pace
 poi più niente al fondo
 del resistere in vitalità.
 
 Affaccendata si spalanca
 la bocca un bel respiro
 che fuori è tutto molto nero
 buio e nero trafitto il bosco
 di tronchi dritti come spade.
 
 Ma a volte contorti anche loro
 affannati, sbattuti, soffocati
 e non si abbandonano di colpo
 a terra, come sarebbe naturale. 

Su «Né acqua per le voci». Un confronto.

di Ennio Abate e Marina Massenz

In occasione della presentazione dell’ultima raccolta poetica di Marina Massenz (Milano 5 giugno 2018, Libreria Popolare di Via Tadino) lessi dei troppo veloci e frammentari appunti su questi suoi nuovi testi. Citandone brani, parlai di: un io allarmato che si osserva e registra; toni sincopati; tendenza a una sintassi “compressa”; ritualità impersonale per la frequenza di verbi all’infinito; rimandi a mondi chiusi e coatti; esaurimento, abbandono e desolazione come sottopensiero delle immagini (più spesso di animali che di uomini). Successivamente quegli appunti li mandai a Marina, che replicò, precisò, puntualizzò. Ne nacque uno scambio di mail tra noi che toccò alcuni temi più generali di poetica . Pubblico ora una sintesi della nostra discussione. Al di là dei punti in cui divergiamo o poniamo accenti diversi sulle questioni toccate, abbiamo una comune convinzione: un rinnovamento dei discorsi sulla poesia passa anche attraverso confronti schietti come questo. [E. A.]

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