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Maestri di virtù: Marchionne Sergio

Sergio Marchionne, CEO of Fiat SpA, attends a press interview at the Italian auto maker's joint venture plant with Guangzhou Automobile Corp (GAC)  in Changsha, capital of central China's Hunan province, Thursday June 28, 2012. Fiat-Chrysler APAC announced the start of production of the Fiat Viaggio at the GAC-Fiat’s joint venture facility in China. (AP Photo) CHINA OUT

DIALOGANDO CON IL TONTO (6)

di Giulio Toffoli

“L’economia ristagna, la disoccupazione non accenna a diminuire, i consumi non crescono, la deflazione segna questa fase del nostro trend economico. Inoltre i giovani non trovano lavoro e il quadro complessivo della società italiana, ma più in generale di quella europea, è segnato da un fattore di complessiva depressione. Non solo i governi si dimostrano del tutto incapaci di trovare soluzioni e sopravvivono cercando disperatamente rimedi che alla resa dei conti non risolvono alcunché …” Continua la lettura di Maestri di virtù: Marchionne Sergio

La doppia crisi. Su riconoscimento dei poeti e critica militante (2)

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di Luciano Aguzzi

Ancora una volta sposto dallo spazio dei commenti e metto in primo piano un intervento di Luciano Aguzzi. Perché riassume e ripropone dal suo punto di vista   ma con estrema chiarezza le questioni affrontate qui.  Mantengo lo stesso titolo e la stessa immagine per  segnalare ai lettori la continuità di questa discussione. [E.A.] Continua la lettura di La doppia crisi. Su riconoscimento dei poeti e critica militante (2)

SEGNALAZIONE: “Navigazione a vista” di G. La Grassa

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di Paul Robert Spadoni

Qui di seguito pubblico un’accurata presentazione del nuovo libro di Gianfranco La Grassa, “Navigazione a vista”,  a cura di Paul Robert Spadoni. Le tesi dello studioso di una vita dell’opera di Marx  sono arrivate a conclusioni drastiche per quanti nel marxismo si sono formati o ne sono stati influenzati. E anche tra chi gli riconosce onesta e rigore intellettuale non mancano perplessità e sconcerto. Sullo stesso sito CONFLITTI E STRATEGIE, ispirato alle idee di La Grassa, si leggono  ad esempio queste parole sintomatiche di un assiduo commentatore: “Alla fine mi domando sempre: ma “dove va a parare” il discorso di La Grassa? Cosa ci offre di nuovo per il futuro? Non si è realizzata la previsione marxiana della formazione del rivoluzionario “operaio collettivo”? va bene! La classe borghese è scomparsa sostituita da una più anonima classe di “funzionari del capitale”? va bene anche questo! Dobbiamo abbandonare anche l’idea della classe operaia come “soggetto rivoluzionario”? Va bene! Dobbiamo abbandonare l’idea del comunismo? …mbè qui la cosa si complica e riesce meno facile da accettare specie in un periodo (come quello attuale) in cui il capitalismo (dei funzionari del capitale) mostra con sempre maggiore evidenza la sua incapacità di risolvere i problemi … intendo per la GENERALITA’ delle persone, non certo per i ristretti gruppi dominanti.” (gm:dicembre 29, 2014 at 1:44 am). A me pare giusto non fare orecchie da mercanti a un discorso scientifico e impegnarsi a conoscerlo e a discuterlo a fondo ( il che richiede studio e fatica!). Per accettarne o rifiutarne l’amaro realismo. Sulla base però di “altre ragioni” più valide (se siamo in grado di trovarne). Non per un attaccamento fideistico e passivo a un passato glorioso ma inerte. [E. A.]
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