Archivi tag: Milano

Da “Sognavamo cavalli selvaggi”

di Luca Visentini

Sette  brani + Appunti di lettura di Ennio Abate

L’11 marzo

L’aula A della facoltà di Fisica è stracolma di operai, di studenti medi e degli stessi universitari. Siamo lì preconcentrati in più di cinquecento. C’è il tempo per una breve discussione, già tesa. Le indicazioni sono comunque chiare, il corteo sarà pacifico e autodifeso, nel senso che non provocheremo per primi la polizia ma risponderemo a un suo eventuale attacco. Continua la lettura di Da “Sognavamo cavalli selvaggi”

Da Renzo Tramaglino (meridionale) a Samizdat. Scavando nel mio ’68

di Ennio Abate

1. Che fatica dopo cinquant’anni! Cancellato un futuro possibile, appena intravisto, è – ahimé – ancora: Continua la lettura di Da Renzo Tramaglino (meridionale) a Samizdat. Scavando nel mio ’68

Lettera inedita di Amelia Rosselli

di Cristiana Fischer

Questa lettera di Amelia Rosselli è rimasta dimenticata per molti anni tra altre mie corrispondenze, diari e appunti, relativi a idee e posizioni che si affermavano in quegli anni.

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Per «POLISCRITTURE 2». Terza parte

Sommario.
La lezione di Franco Fortini: lascito e sua rielaborazione non scolastica. Le scritture della città e lo scontro mobile e ubiquo tra città e anticittà, tra partecipazione e omologazione, tra centro e periferia. Pluralità e differenza delle scritture ma anche della critica e dialettica (dialogo ma anche polemica) tra “molti” e “uno”. La poesia, l’ipotesi di una «poesia esodante», l’attenzione ai filoni ecologici e non antropocentrici in poesia e l’intervento critico sulle discutibili forme della vasta ma ambivalente produzione poetica e parapoetica contemporanea. Il femminismo, la sua critica a una idea di umanità universale, in realtà maschile, la critica alla separatezza tra sfera personale e pubblica, ‘ambito politico e vita privata e al condizionamento del mercato e del denaro sulle identità sessuali. Attualità e pericolosità delle guerre, dell’accumulo di potenziale distruttivo negli arsenali nucleari e banalizzazione della violenza e della guerra nell’informazione-spettacolo. Continua la lettura di Per «POLISCRITTURE 2». Terza parte

Leopardi e Milano

di Luciano Aguzzi

Pubblico l’introduzione e un capitolo del libro di Luciano Aguzzi sul giovane Leopardi alle prese, nella Milano del suo tempo, con il “lavoro editoriale”.  La precisione delle informazioni permette un piacevole ripasso  di nomi, luoghi e titoli di opere che si sono incontrati sui manuali liceali.  Al di là dei pur  equilibrati tentativi dell’Aguzzi studioso di distanziarsi dalle lamentele troppo umorali del giovane Leopardi,  ci tengo a dire che sto dalla parte di Giacomo e della sua benedetta «inattualità»  culturale e ideologica o lrrequietezza, impazienza, sofferenza e insofferenza.  E mi chiedo chi sono oggi quelli che praticano la scomoda ma indispensabile  critica alla Leopardi di fronte agli altrettanto famelici o orientati (o disorientati) «ideologicamente in modo diverso»  nostri contemporanei, editori e non. [E. A.]

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Visioni

 

Esodante FIGURA MASCHILE 1990 circa

 

di Ennio Abate

Sezione VIII di «RELIQUARIO DI GIOVENTÙ. Poeterie (1958 – 1963)» con una nota dell’autore da vecchio.

 

SOGNO E CALMA

Bambine in fila
seminano noccioline.
Altri più indietro
le ammaccano.
Qualcuno le raccoglierà
domani.

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Segnalazione

FORTINI COME CI SIAMO ALLOTANTATI0002

«Come ci siamo allontanati». Ragionamenti su Franco Fortini pubblicato da Arcipelago Edizioni : € 9,50 di IBS.it.

Il libro con le relazioni degli incontri su Franco Fortini svoltisi alla Libreria popolare di Via Tadino a Milano nel dicembre 2014 è stato pubblicato. Chi volesse ordinarlo in rete potrà farlo, ad esempio, tramite questo link che porta ad uno dei maggiori distributori di libri in rete: http://www.ibs.it/…/…//laquocome-siamo-allontanatiraquo.html

Su “Li chiamavano terroristi” di Luigi Borgomaneri

borgomaneri

di Luciano Aguzzi

Intervento alla presentazione del libro di Luigi Borgomaneri “Li chiamavano terroristi. Storia dei Gap milanesi (1943-1945)”  svoltasi al
Centro Puecher  di  Milano  il 13 aprile 2016

Questo libro di Borgomaneri si può considerare “vecchio” e “nuovo” insieme. Vecchio perché deriva da un lavoro di ricerca durato oltre tre decenni e i cui risultati sono via via apparsi nelle due edizioni del testo fondamentale «Due inverni, un’estate e la rossa primavera. Le Brigate Garibaldi a Milano e Provincia 1943-1945» (Franco Angeli, 1985 e 1995), il quale contiene molte pagine ora rifuse in «Li chiamavano terroristi», e in altre pubblicazioni. Continua la lettura di Su “Li chiamavano terroristi” di Luigi Borgomaneri

Nei dintorni di FF (1- 5)

Fortini lplc

Pubblico  i primi  cinque post già apparsi nel Gruppo “Poliscritture FB”. [E. A.]

di Ennio Abate

 1. Appunto del 23.10.1983

I nuovi intellettuali (“di massa” o “bassi”) negli anni Ottanta
F. Fortini, Il pianeta invisibile dei Fratelli amorevoli, Corriere della sera (21 o 22 0ttobre 1983)

Leggendo questo articolo di Fortini provai a enumerare i dettagli dell’identikit che un intellettuale “tradizionale” o “universale” aveva fatto dei suoi “nipotini”:
1) sono una parte dei sopravvissuti ai movimenti del 1968 e del 1977;
2) politicizzati;
3) imbarazzati o astiosi verso i vecchi intellettuali-guida (universali, maitres à penser),
4) in rapporto professionale con i luoghi dell’informazione e del sapere (oggi li definiscono “lavoratori della conoscenza”);
5) rivolgono i loro discorsi soprattutto ad altri intellettuali addetti alla «riproduzione culturale» (scuola soprattutto);
6) non vogliono più “inquadrare” o “rappresentare”;
7) non hanno fra loro legami da “compagni”;
8) sono scontrosi ma non “villani” come i giovani della “contestazione”;
9) al mondo del potere oppongono una “non resistenza”;
10) rifiutano il “tragico” e cercano esperienze minori ma “autentiche”;
11) rifiutano l’esistenzialismo dei padri e il nichilismo dei fratelli maggiori;
12) Non sono atei, anche se non dicono di credere in Dio.

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