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Appunti politici (8): Su una possibile alleanza tra “noi” e i migranti

Tabea Nineo, Rielaborazione grafica di una foto: migranti in fuga

di Ennio Abate

Rispondo qui a una domanda postami durante la discussione seguita al post “Migrazioni. Punti di vista in contrasto” (qui)da Roberto Buffagni a proposito della mia ipotesi di  una possibile «alleanza»  tra migranti e  «oppositori del governo italiano e della burocrazia UE» (qui). [E. A.] Continua la lettura di Appunti politici (8): Su una possibile alleanza tra “noi” e i migranti

Nella crisi. Tra universalismo della ragione e neo-identità

universalismo

Ieri sera terminavo un mio commento rivolto a Marina Massenz (qui) così: «Europa dei popoli? Ritorno agli stati nazionali? Mica facile scegliere. Ma ragioniamoci su, sperando che ci sia tempo per farlo». E prima ancora rispondendo a Piras e ad altri su “Le parole e le cose” (qui) scrivevo: «Ritornare agli stati sovrani non mi pare meno difficile che fare uno Stato politico europeo. Ma indipendentemente da questo, qual è però la scelta di valore da sostenere, la scommessa da fare? Ritornare agli stati sovrani o costruire più decisamente lo Stato (politico o federato) europeo? E nella logica di «Jean Thiriart, di Napoleone, e anche di Hitler»? O in alleanza con la Russia di Putin, lodatissima da Barone e che però a me pare un semplice ribaltamento della «russofobia da quattro soldi» di Piras? A questo punto, criticate le varie posizioni, cosa potrei proporre (sempre ragionando in teoria)? Non certo l’utopia (né in forma socialdemocratica: « Una specie di Svizzera+Svezia» o una «Potenza gentile» alla Rusconi né « la rivoluzione proletaria planetaria» su cui ironizza Piras…). Semplicemente una posizione alla Madre Courage. Poca cosa, forse, ma questo è quel che penso».
Oggi riporto interamente un articolo di Francesco Berardi Bifo da «alfabeta2» (qui), che analizza in particolare la situazione francese ma amplia il quadro ad esempi storici (cfr. un sondaggio del 1939) e ad opere di autori come Houellebecq , Finkielkraut e Pankaj Mishra e permette un approfondimento della questione, affrontandola soprattutto nei suoi aspetti politico-sociali più che geopolitici. Anche se le prospettive che delinea sono piuttosto pessimiste. Lo sottopongo alla discussione, anticipando che nei prossimi giorni pubblicherò anche uno scambio di opinioni tra il politologo e asiatista Michelguglielmo Torri e lo scrittore e giornalista Piero Del Giudice sulla natura dell’Isis.[E. A.] Continua la lettura di Nella crisi. Tra universalismo della ragione e neo-identità