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Riordinario 19 marzo  2022

 Guerra in Ucraina. Scambio sulla pagina FB di Giovanni Cominelli

di Ennio Abate

Andrò avanti a pubblicare il Riordinadiario delle ultime settimane, ma lo farò a salti e senza rispettare l’ordine cronologico. Più avanti (forse) cercherò di capire il perché di questa scelta (d’emergenza). [E. A.]

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Eric Gobetti: «E allora le foibe?»

di Donato Salzarulo

«I bimbi morti nelle foibe e i bimbi di Auschwitz sono uguali. Non esistono martiri di serie A e vittime di serie B.» (Comunicato Ansa, 10 febbraio 2019).
Questo il geniale pensiero dell’allora ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Pensiero che dopo tre anni non sarà sicuramente cambiato. Il mettere sullo stesso piano la tragedia delle foibe e lo sterminio di sei milioni di ebrei è un luogo comune del centrodestra.
Le foibe sarebbero “la nostra Shoah” e chi si permette dal mettere in guardia da un uso così spudoratamente politico di questa drammatica vicenda e chiede di impegnarsi in un’onesta ricostruzione storica, viene immediatamente tacciato di “negazionismo”. Non c’è, del resto, da meravigliarsi. Il Giorno del Ricordo cade il 10 febbraio. Due settimane dopo quello della Memoria. La vicinanza temporale e l’accostamento terminologico (Memoria-Ricordo) sembrano voler proprio indicare la somiglianza fra i due eventi storici. Nulla di più ingannevole.
A chi è costretto – penso ai giovani studenti e non solo a loro – a nutrirsi, in meno di venti giorni, di memorie e ricordi, propongo la lettura di un agile e prezioso libretto di Eric Gobetti, pubblicato due anni fa da Laterza. Titolo: «E allora le foibe?», refrain tipico – come si legge in quarta di copertina – «di chi sostiene il risorgente nazionalismo italico e vuole zittire l’avversario».
Non è che lo si debba leggere per forza nell’occasione commemorativa. Lo si può fare anche in altri momenti dell’anno. Ma è utile farlo. Si impara molto.
Dunque, nel marzo del 2004, il Parlamento italiano sceglie il 10 febbraio come Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.
Perché proprio questa data? Perché corrisponde al giorno in cui viene firmato il Trattato di pace di Parigi che prevede l’attribuzione di Fiume e di ampie zone dell’Istria alla Jugoslavia. Ma come si arriva a questo giorno?
Eric Gobetti nel suo libretto ricostruisce le vicende storiche di questa ampia regione dell’Alto Adriatico che va da Gorizia a Trieste, fino a Fiume e Pola, divisa oggi fra Italia, Slovenia e Croazia. Lo fa in modo sintetico, con linguaggio chiaro e semplice, ma attento ad evidenziare le insidie di parole e scelte tutt’altro che scontate. Proprio la scelta del 10 febbraio, ad esempio, contiene il presupposto non condivisibile che questi territori siano italiani “da sempre” e che siano stati sottratti alla madrepatria in maniera ingiusta e punitiva.
Ecco, non è così. Dalla caduta dell’Impero romano fino alla fine della prima guerra mondiale, questa regione ha visto la presenza di tre mondi culturali e linguistici diversi: quello germanico, quello slavo e quello latino, che hanno convissuto per secoli. Continua la lettura di Eric Gobetti: «E allora le foibe?»

La disgrazia dell’espressionismo

Intervista di Ezio Partesana a Tiziano Marasco sopra il romanzo di Vladislav Vančura Campi di grano e campi di battaglia

Pubblico questa bella intervista che rafforza l’attenzione verso un autore importante e dimenticato sul cui nome, grazie ad Antonio Sagredo, anche Poliscritture ha cominciato (qui) a togliere la polvere. [E. A.]

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Peggio dei nazisti

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di Ezio Partesana

Di fronte allo scempio di quel che sta accadendo a Gaza sento sempre più spesso ripetere: Israele oramai è peggio dei nazisti. E non capisco.
Intanto Israele è uno Stato e i nazisti furono un partito politico, sì che bisognerebbe dire semmai “Israele è peggio della Germania” o “I sionisti sono peggio dei nazisti”, ma questi son dettagli da professore. Quel che non mi spiego è in che senso “Peggio dei nazisti”?
Non sono ingenuo, comprendo la funzione di shock dell’esagerazione, della bestemmia, dello slogan feroce o del paradosso. Eppure i conti non tornano.
Mi chiedo: c’è del vero? In che cosa Israele è oramai peggio dei nazisti? E faccio l’elenco, il tristissimo elenco. Continua la lettura di Peggio dei nazisti