Archivi tag: Paolo Carnevali

Scrittori della Londra metropolitana

di Anna Ridley [trad. Paolo Carnevali]

Hanif Kureishi è un drammaturgo, sceneggiatore e scrittore, nato nel 1954 a Londra da padre pakistano e madre inglese. Il suo romanzo Il Budda delle periferie” (1990), è stato tradotto in più di 20 lingue e reso serie televisiva drammatica dalla BBC. Colpisce la figura di Karim, un ragazzino di origini anglo-pakistane desideroso di fuggire dalla periferia sud londinese per poter vivere nuove esperienze nel centro della capitale. Lui si sente inglese, ma molti vedono in lui un misto di culture e lo trattano da emarginato. Il padre raggiungerà la notorietà organizzando distrazioni esotiche: corsi di religione buddista per l’alta società inglese, tanto da essere definito il “Budda delle periferie”. In questo modo nella famiglia incomincia un vero distacco dalle radici culturali originarie pakistane e un processo di identificazione con la cultura inglese, così che a poco a poco tutta la famiglia uscirà dall’emarginazione sociale.

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La dissoluzione dei luoghi. ​Iain Sinclair.

Iain Sinclair

Diario londinese (2)
di Paolo Carnevali
L’incontro con Iain Sinclair alla Bookshop è stata una opportunità per discutere sul tema “La dissoluzione dei luoghi”. Al riguardo del profondo cambiamento di Londra nel tempo, ha parlato del suo   The last London che ha definito un’elegia per una città ormai perduta.

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Londra è follia

Diario londinese (1)

di Paolo Carnevali

 

Londra rilassante non lo è mai. Ci sono città che nascono grandi e altre che lo diventano con il tempo. Londra è riuscita a diventare una metropoli globale e ha sempre dimostrato nelle avversità la propria forza e capacità di reazione. E’ difficile immaginare un’altra città in cui i popoli e le etnie diverse convivono e si fondano con tanta velocità. Si è creato un mosaico multiculturale che costituisce il vero tessuto sociale. Se pensiamo che nella capitale convivono quasi 7.500.000 abitanti appartenenti a 40 gruppi etnici che fanno sembrare Londra un mondo a parte,  o addirittura una nazione.

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Amy Winehouse

di Paolo Carnevali

[Tratto da Don’t Panic Magazine music underground]

 

Amy Winehouse ci ha lasciato troppo presto, incarnando il mito dei poeti maledetti, personaggi che decidono di distaccarsi dagli ideali della società di massa. Incompresi, spesso con vite autodistruttrici, riconosciuti più dopo la loro morte che durante la loro vita. La cantante britannica, inizia ad avere problemi di Continua la lettura di Amy Winehouse

La visita

di Paolo Carnevali

Amavo scrivere e leggere, due passioni che associavo a una terza, quella per il mare: aveva un effetto energetico nuotare nelle sue acque fredde nei primi giorni di Maggio, quando l’odore del salmastro si attaccava alla pelle. Era allora che i ricordi cadevano leggeri, avvolti in un magico e soffice silenzio, che offuscava l’orizzonte di un velo melanconico. Era allora che immaginavo lo scorrere della vita, seduto con la testa tra le mani, sulla spiaggia deserta, come un pagliaccio che sorride tristemente, incapace di fermare o chiudere le immagini dell’infinito orizzonte del mare. Al mare, tra l’altro, mi era facile incontrare alcuni vecchi amici e, in particolare, lo scrittore Carlo Cassola con il quale avevo instaurato un bel rapporto. Così, anche quella volta, raggiunsi Marina di Cecina, nella speranza di incontrare tutti, ma soprattutto lui, il mio amico scrittore. Continua la lettura di La visita