Archivi tag: poesie

Luce e tenebra

Gianfranco La Grassa, Luce e tenebra, Piazza Editore 2021 (qui)

Queste poesie risalgono a molto tempo fa quando l’autore era in età decisamente giovanile o all’inizio dei suoi quarant’anni. Il lettore si farà l’idea del carattere introverso, decisamente pessimista, di un individuo che ha passato vicende dolorose tali da segnarlo profondamente e da sollecitare in lui a volte un sentimentalismo spinto all’eccesso. Chi ha scritto queste poesie è invece recisamente antidepressivo, tendente allo scherzo, alla baldoria, a compagnie che non inducano ad una permanente amarezza. Ha avuto come tutti le sue malinconie proprio per i bei ricordi del passato, per le morti dei suoi cari e di amici fraterni, ma tutto questo è avvenuto in fondo dopo la scrittura delle sue poesie.

 

Angelo Lumelli

 

Il nuovo libro di Angelo Lumelli è il risultato della riscrittura della sua opera poetica. L’autore ha definito l’operazione una “ripronuncia”, che vale come un nuovo dire, un tornare alla voce, a un magico daccapo, e con ciò mandando all’aria una delle poche cose
certe della letteratura, il fatidico “testo”, quanto di più sacro e intoccabile, allorché, diventato “figura”, impone di non essere sfigurato. Invece, un lavoro accurato di scavo, di rimozione, di sostituzione ha investito le pagine del passato – anche di quello recente –
lasciandole nuove. Ha salvato solo i titoli: cosa bella cosa, trattatello incostante, bambina teoria, seelenboulevard1… Quindi è un libro inedito, ed è un libro della vita.

( Da Destinazione e origine. Per un’introduzione all’opera di Angelo Lumelli di Eugenio Gazzola)

  • Il libro edito da IL VERRI è reperibile on line

 

Ricordi

di Annamaria Locatelli

 

LETTERE D’AMORE

Allora, all’incirca sessant’anni fa, Lodi era una cittadina prettamente rurale, percorsa, nelle sue antiche strade, da pochissime e pionieristiche autovetture e da mezzi agricoli, carri e cavalli, da garzoni in bicicletta, arrotini (mulitta), venditori di ghiaccio. Sul corso Vittorio Emanuele II, una via che immetteva in Piazza Vittoria, quella del celebre Duomo, si Continua la lettura di Ricordi

Niente andrà perduto. La poesia di Velio Abati

di Donatello Santarone

La raccolta di poesie Questa notte (Manni, Lecce 2018, pp. 80, € 12) di Velio Abati consiste in  un canzoniere asciutto, fatto di “coscienza chiara e angoscia mortale” (Per una tenzone), Continua la lettura di Niente andrà perduto. La poesia di Velio Abati

Sbratto 1: gennaio-agosto 2017

 Tabea Nineo, Olio al 19 settembre 2017

Appunti  (di  solito mattutini) raccolti al volo da gennaio ad agosto 2017

di Ennio Abate

Che rapporto c’è fra l’io e il noi? Quali interferenze? Quando e perché si distanziano o si avvicinano? Cosa alimenta gli estremi a cui tendono: il solipsismo o la fusione/confusione (mistica, gregaria) nel noi ( massa o élite)? Invece di un saggio, provo a  offrire spunti per  risposte e riflessioni a tali domande selezionando  alcuni miei appunti. ‘Sbratto’ sta per ‘stanza  da sbratto’ [ = che riceve tutti gli oggetti ingombranti o di cui ci si serve di rado]. Spero che altri poliscrittori   ne propongano di  propri e così  si vedrà meglio se sia possibile o no quell’ io/noi capace di reggere la contraddizione fra le due facce. [E. A.]

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Kalì

SALOTTO-DEI-POVERI

di Lucio Mayoor Tosi

Riporto in evidenza il commento lasciato da Lucio qui. [E. A.]

Tre mesi fa è morto un mio vecchio amico, è morto al Sacco di Milano. Aveva trascorso gli ultimi due anni della sua vita tra i senza tetto, era uno di loro. Vendeva i suoi disegni in via Madonnina, a Brera. Era un bravissimo artista ma gli è andato tutto storto. Continua la lettura di Kalì