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Su Trump, Trumpini e altre cosette

DIALOGANDO CON IL TONTO (8)

di Giulio Toffoli

Pubblico subito in un nuovo post questa replica di Giulio Toffoli (e del Tonto) all’articolo «Trump e i Trumpini italiani» di Donato Salzarulo.  È «in sintonia con il dibattito in corso» come mi scrive Giulio, ma ha una sua autonomia che va oltre il commento breve  (come quelli miei o di Cristiana Fischer, Annamaria Locatelli e ora di Luca Ferrieri).  Ciascuno sceglierà liberamente se inserire ulteriori commenti in questo post o nel precedente.  Non è la prima volta che in Poliscritture singoli redattori abbiano opinioni divergenti o contrapposte; e mi pare giusto, come ho appena auspicato, che il chiarimento avvenga in pubblico «lealmente e fino in fondo». (E. A.)

Sono fermo davanti alla vetrina della Feltrinelli. E’ una visione abbastanza sconsolante, sono in mostra una serie di romanzi e romanzetti e nulla di particolarmente entusiasmante. Si salva il viso giocoso di Francesco Gabbani che ci offre la sua versione di Occidentali’s Karma. Almeno una ventata di ironia e un invito a ricordarci che non è molto che eravamo poco più che degli scimmioni. Continua la lettura di Su Trump, Trumpini e altre cosette

Intervista (3) a Rita Simonitto

De Chirico, l'enigma dell'oracolo
De Chirico, L’enigma dell’oracolo

Dopo la prima a Marina Pizzi (qui) e quella ad Annamaria De Pietro (qui) questa è la terza intervista che ho condotto negli ultimi mesi. Ho posto a Rita Simonitto domande riferite proprio a sue dichiarazioni di poetica o alla sua concezione della poesia ben nutrita dai  saperi piscanalitici e  dalla passione per i miti. Per intendere meglio la complessità delle sue risposte è bene rileggere almeno alcuni dei testi poetici, narrativi e saggistici che ha pubblicato su “Moltinpoesia”, “Poesia e Moltinpoesia” e Poliscritture”; senza dimenticare i numerosi e sempre densi interventi nello spazio dei commenti. Vedi in fondo a questa pagina le indicazioni per rintracciarli.   [E. A.]

Ti sei definita “battitrice libera” in poesia. E in precedenti nostre discussioni (sul blog o per mail) hai detto che, in questo campo, parli «da osservatrice esterna». Quali le ragioni (immediate e profonde, credo) di questo modo di stare in poesia. Vuoi sottolineare che sei rimasta esterna (per scelta tua o ostacoli esterni?) ai gruppi che praticherebbero “con più diritto” la poesia? O che la poesia non è mai diventata il tuo campo di ricerca, una passione dominante , che la pratichi episodicamente e quindi ti senti quasi una “dilettante”? Continua la lettura di Intervista (3) a Rita Simonitto