Archivi tag: popolo

Leonardo Sciascia trent’anni dopo

di Marco Gaetani

1. Non deve stupire che in un paese come il nostro, in cui gran parte della cosiddetta vita culturale consiste ormai in un immondezzaio mediatico di ricorrenze, anniversari, celebrazioni – quelle serie e doverose frammiste, quindi equiparate, alle più effimere e sciocche – quasi nessuno, che risulti, abbia pensato di ricordare degnamente, a trent’anni dalla morte, Leonardo Sciascia.

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Cinquant’anni dopo

Dialogando con il Tonto

di Giulio Toffoli

E’ bene avvertire il lettore che questo “Dialogando con il Tonto” fa riferimento ad un articolo di Guido Mazzoni, “Le parole del Sessantotto: Rivoluzione” comparso su “Le parole e le cose” e consultabile qui . [E. A.]
 

Avevo ricevuto un invito in questi termini: “Domani è l’Epifania, perché non incontrarci oggi pomeriggio davanti a Feltrinelli?”

Così sono arrivato, fedele alla linea, sotto i Portici e sono stato accolto da un sorriso del Tonto:

“Ci contavo, memore di quando ci si vedeva in via Manzoni nella sede storica della Feltrinelli a Milano mezzo secolo fa. Ricordi, si entrava e sulla destra accanto alla cassa c’era la bacheca dove facevano bella mostra di sé le riviste: Giovane Critica. Nuovo Impegno, Quaderni Piacentini, Ombre Rosse, L’erba voglio e una serie inesauribile di altre testate. Sulla destra invece lungo la parete una serie di pamphlet stampati direttamente dalle Edizioni della Libreria e poi le ultime novità”.

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Laboratorio italiano

 

di Giorgio Mannacio

1.
M’intrometto, prendendo spunto dal “ poema “ a due mani Lucini – Passannanti (qui) ma anche dalla poesia di Sagredo (qui) per osservare che di ben altra attualità e valenza è l’esame della situazione politica italiana. Vero laboratorio (in negativo ) su concetti fondanti della politica.
Quale che sia il giudizio di merito sull’attuale Governo – il mio è totalmente negativo – mi sembra più importante cercare di enucleare nelle caratteristiche di esso e nel suo modo di occuparsi della cosa pubblica alcuni tratti significativi per una discussione di tipo generale. Continua la lettura di Laboratorio italiano

Poema a due voci

George Grosz, La voce del popolo

di Gianmario Lucini & Erminia Passannanti

Questo poema del 2004, scritto a due mani, già pubblicato su “absolute poetry” e  “anafabetiere” ma non più reperibile su questi siti, tocca  il tema  attualissimo del populismo (concetto, come si sa, fin troppo generico) impersonato  in quegli anni da Berlusconi. Con  indignazione che non evita toni plebei e disperati in Lucini.  Con  sarcasmo che ancor attinge a termini nobilmente letterari in Passannanti. Lo pubblico come ulteriore omaggio a Gianmario Lucini oltre che come esempio di collaborazione  possibile  sui temi di “poesia civile”. [E. A.]

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Appunti eretici sulla democrazia e il popolo

di Giorgio Mannacio

 

1.
Inizio con una giustificazione del titolo, che vuol essere un po’ dissacrante. L’eresia riguarda i concetti di popolo e democrazia più che mai inflazionati in questa triste stagione politica dell’Italia.
Sono convinto che rispetto a tali due termini occorra una certa chiarezza. Ciò eviterà – forse – di cadere preda di facili illusioni. Continua la lettura di Appunti eretici sulla democrazia e il popolo

Schegge di memoria. Ecuador

di Roberto Bugliani

[Anche i confini culturali talvolta hanno l’aspetto di muri, e sono respingenti come le frontiere geografiche. Con queste schegge ho provato ad aprire dei piccoli varchi che danno su un paese “lontano dagli uomini e dagli dèi”, come mi scrisse la editor d’una nota casa editrice rifiutando la mia proposta di tradurre un romanzo ecuadoregno].

 Oswaldo Guayasamín

“Un popolo senza memoria è un popolo senza libertà”, mi disse don Oswaldo durante l’intervista realizzata nel suo studio a Quito. Era l’agosto del 1993 e questo indio “anfitrione di radici”, così lo definì Neruda, aveva appena terminato la sua terza serie (o “sinfonia”) pittorica, il ciclo di quadri Mientras vivo siempre te recuerdo (“Finché vivo, ti ricorderò sempre”), omaggio alla propria madre e a tutte le donne che non hanno mai smesso di lottare come le Madri di Plaza de Mayo, nei quali a campeggiare sono la tenerezza e, appunto, la memoria. Continua la lettura di Schegge di memoria. Ecuador

Poesie e Paroleggiando mestamente

di Rita Simonitto

…Orfeo fu a incominciare…

… e noi s’andava come per mannelle
lasciate o sottratte dalla falce
all’ostrica terra che giù ingoia
nelle viscere profonde i semi
come ha sempre fatto d’ogni cosa
lasciandone polvere su polvere. Continua la lettura di Poesie e Paroleggiando mestamente

Insegnamento canino

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di Franco Nova

Nane el g’era un fià mona (era un poco scemo). Tutti lo sapevano e non facevano caso alle sciocchezze che diceva o faceva. Un giorno, uscì con il suo cane “Puah” che era acconciato in un modo assurdo. In effetti, Nane gli aveva messo la museruola nel sedere, e in modo tale che la coda era tutta raccolta, arrotolata e pressata dentro tale specie di cuffia. Il cane soffriva in tutta evidenza e guaiva sommessamente, volgendo al padrone sguardi che avrebbero commosso chiunque. Tutti osservavano sbalorditi questo strano personaggio che d’altra parte aveva una faccia gonfia con occhi spenti, immersi nella ciccia delle guance che facevano tutt’uno con una fronte bassa e arrotondata come una parentesi chiusa [)] . Continua la lettura di Insegnamento canino

Nella crisi. Tra universalismo della ragione e neo-identità

universalismo

Ieri sera terminavo un mio commento rivolto a Marina Massenz (qui) così: «Europa dei popoli? Ritorno agli stati nazionali? Mica facile scegliere. Ma ragioniamoci su, sperando che ci sia tempo per farlo». E prima ancora rispondendo a Piras e ad altri su “Le parole e le cose” (qui) scrivevo: «Ritornare agli stati sovrani non mi pare meno difficile che fare uno Stato politico europeo. Ma indipendentemente da questo, qual è però la scelta di valore da sostenere, la scommessa da fare? Ritornare agli stati sovrani o costruire più decisamente lo Stato (politico o federato) europeo? E nella logica di «Jean Thiriart, di Napoleone, e anche di Hitler»? O in alleanza con la Russia di Putin, lodatissima da Barone e che però a me pare un semplice ribaltamento della «russofobia da quattro soldi» di Piras? A questo punto, criticate le varie posizioni, cosa potrei proporre (sempre ragionando in teoria)? Non certo l’utopia (né in forma socialdemocratica: « Una specie di Svizzera+Svezia» o una «Potenza gentile» alla Rusconi né « la rivoluzione proletaria planetaria» su cui ironizza Piras…). Semplicemente una posizione alla Madre Courage. Poca cosa, forse, ma questo è quel che penso».
Oggi riporto interamente un articolo di Francesco Berardi Bifo da «alfabeta2» (qui), che analizza in particolare la situazione francese ma amplia il quadro ad esempi storici (cfr. un sondaggio del 1939) e ad opere di autori come Houellebecq , Finkielkraut e Pankaj Mishra e permette un approfondimento della questione, affrontandola soprattutto nei suoi aspetti politico-sociali più che geopolitici. Anche se le prospettive che delinea sono piuttosto pessimiste. Lo sottopongo alla discussione, anticipando che nei prossimi giorni pubblicherò anche uno scambio di opinioni tra il politologo e asiatista Michelguglielmo Torri e lo scrittore e giornalista Piero Del Giudice sulla natura dell’Isis.[E. A.] Continua la lettura di Nella crisi. Tra universalismo della ragione e neo-identità