Archivi tag: Sandro Pertini

Pertini e la volontaria di Milano

di Paolo Saggese

40 anni fa il terremoto in Irpinia. « Nella serata del 23 novembre 1980 un sisma di magnitudo 6.9 devasta l’Irpinia e provoca quasi 3000 vittime». Grazie al legame che Donato Salzarulo  ha mantenuto col suo paese, Bisaccia di Avellino, numerose sono su Poliscritture le testimonianze di quel che accade in quelle zone del Sud. Questa di Paolo Saggese  rende umanamente bene il clima di  afflato popolare  simboleggiato in quell’occasione dal presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il confronto implicito col presente dominato dalla pandemia e noi chiusi in casa è umiliante.  «La sera, davanti al fuoco, mangiando salsicce, si parlava di tutto, soprattutto di futuro», ricorda Saggese.  Cosa oggi impossibile. [E. A.]

Ognuno di noi ha sedimentate nella memoria alcune immagini indelebili, che hanno fatto la storia della nostra Nazione. Alcuni di questi fotogrammi hanno per protagonista il Presidente Sandro Pertini, in particolare due immagini, una di gioia spontanea, l’altra di dolore.

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In morte di Alfredo De Palchi. Memento per i vivi

Della morte di questo poeta da tempo vivente negli USA ha dato notizia il 10 agosto scorso il blog L’OMBRA DELLA PAROLA (qui), che molto si è speso da anni per far conoscere la sua produzione. Sulla sua qualità e originalità per ora non mi pronuncio. Voglio invece sottolineare il mio dissenso, anche in questo momento di lutto, per la rimozione non innocente dei nodi politici e storici più ardui non solo dalla riflessione su De Palchi ma da quasi tutte le attuali discussioni sui poeti e la poesia. E lo faccio – ancora una volta polemicamente, purtroppo – pubblicando alcune mail del 2015 tra me e un amico, che lascio anonimo; e ripubblicando un commento, ovviamente ignorato, che lasciai nel 2016 su L’OMBRA DELLA PAROLA a proposito dei rapporti tra Alfredo De Palchi e Franco Fortini, che a quei nodi politici (del secondo dopoguerra) rimandava. [E. A.]

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“Senza pace”: un’altra difesa è possibile?

uomini-contro

Anticipazione dal prossimo numero 12 di “Poliscritture” cartaceo in uscita prossimamente

Non poteva mancare tra le riflessioni proposte nel prossimo numero 12 di “Poliscritture”, dedicato ai temi della pace e della guerra e alle risposte che alla guerra si possono dare, l’approfondimento dei metodi per la risoluzione dei conflitti alternativi a quelli armati. In questa intervista a cura di Luca Chiarei ne abbiamo parlato con Mao Valpiana, presidente nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa per la nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile “Azione nonviolenta”, fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari, Valpiana ha partecipato nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui è stato segretario nazionale. In questo post vi proponiamo uno stralcio della lunga intervista, che potrete leggere integralmente nel prossimo numero (L.C.)

Intervista a cura di Luca Chiarei

In questi anni il Movimento Nonviolento si è attivato nella Campagna “Un’altra difesa è possibile” per l’istituzione della la difesa civile non armata e nonviolenta. Che cosa si intende con questa definizione?

La “difesa civile” è una difesa che viene fatta dai civili, non dai militari, che è quello che dice la Costituzione, che affida al cittadino, non al militare, il sacro dovere della difesa della patria. “Non armata” vuol dire che non usa lo strumento militare (perché c’è anche una difesa civile armata, come quella applicata da una parte della Resistenza: i partigiani erano civili che usavano le armi. Andrebbe sottolineato come si sia trattato in gran parte di una resistenza civile e non armata. Essendo i Partigiani solo una piccola percentuale, avrebbero potuto fare poco e nulla se alla base non ci fosse stata una resistenza di tipo civile e rurale). “Nonviolenta” perché usa i metodi e le tecniche della nonviolenza. La Campagna per l’istituzione della Difesa Civile Non armata e Nonviolenta richiede tutta una riflessione, un coinvolgimento del Paese per aprire un dibattito sui concetti base, quali la difesa, la sicurezza di cui oggi si parla quotidianamente. Continua la lettura di “Senza pace”: un’altra difesa è possibile?